Rotte del terrore, nuovi campi di tortura a scopo di estorsione

Nel periodo tra il 2009 e il 2014, nella penisola del Sinai si verifica una nuova forma di tratta: i migranti, principalmente di origine eritrea, vengono rapiti e portati nei cosiddetti “campi di tortura” a scopo di estorsione. La mancanza di interesse internazionale sulle atrocità avvenute nella regione e la violenza sancita dagli Stati in forma di politiche anti-immigrazione hanno impedito di combattere in modo efficace le violenze contro i migranti, quando invece ci sarebbe soprattutto bisogno di vie legali e sicure per l’immigrazione. Oggi questo tipo di rapimenti si verificano anche in altre aree incluse Libia, Sudan e Yemen.

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Kordofan, l’alba della terza guerra civile sudanese

Testimonianza da un’area quasi inaccessibile agli osservatori e alla stampa straniera. Mentre aumentano crimini e profughi. Una volta geograficamente centrale, il Kordofan ha cambiato posizione e confine dopo l’indipendenza del Sudan del Sud. La parte Sud, cioè quella dominata dalle montagne di Nuba, è la terra tra due fuochi, i ribelli del SPLM-N da una parte e le forze armate del SAF dall’altra. Lo Stato sudanese non hai mai visto di buon occhio l’indipendenza di questi luoghi, soprattutto per la presenza di giacimenti petroliferi (un barile su cinque esportati dal Sudan proviene proprio dal Kordofan).

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Sudan, dove la protesta viene punita con la violenza sessuale

Il Sudan, dopo l’indipendenza del Sud, sta affrontando la sfida della propria identità e rinascita. E mentre si combatte, i movimenti politici e giovanili esigono il cambiamento. Le donne sono al centro di questo processo, e devono affrontare anche le persecuzioni e le violenze esercitate da parte dei servizi di sicurezza del Paese. Il racconto di una di loro.

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“Destinazione Freetown”: una migrazione al rovescio

In “Destinazione Freetown”, nuovo graphic novel della casa editrice Becco Giallo, Khalid è il protagonista immaginario di un viaggio di ritorno al proprio Paese, la Sierra Leone. Se l’Italia rappresenta la sconfitta del suo antico sogno, seguendo il suo percorso a ritroso esploriamo una terra affamata di futuro. Nel post una nostra intervista agli autori.

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Uganda, forza militare e finta democrazia

L’Uganda si caratterizza, come molti altri Stati africani, per la sua “dittatura democratica” con un presidente di 75 anni in carica da 26 e che vuole ora cambiare la Costituzione per ricandidarsi. Intanto la sua forza militare è sempre più massiccia, con l’obiettivo di essere una “forza di pace” per l’Africa.

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Le donne del Kordofan meridionale, la forza del Ru'ya

La maggior parte dei votanti alle elezioni di maggio 2011 nel Kordofan meridionale era costituita da donne. Durante il conflitto iniziato subito dopo, le attiviste che avevano incoraggiato le altre donne a votare sono state prese di mira, i loro uffici e i loro documenti distrutti. Zeinab Blandia, musulmana attivista per i diritti umani, ha raccontato la loro storia ad Amel Gorani per openDemocracy.

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L’offensiva cinese in Africa

Approfittando dell’attuale crisi internazionale a causa delle proteste nel mondo arabo, Pechino ha deciso di lanciare una pesante offensiva in Africa. Questa politica di rottura potrebbe rappresentare il preambolo per una stagione di guerre indirette tra Cina e Occidente combattute sul suolo africano per decidere la supremazia sulle materie prime nei prossimi vent’anni.

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