A rischio il futuro degli insetti, troppi mutamenti nel clima e habitat

Il cambiamento climatico e la perdita degli ambienti naturali nel nome dell’agricoltura intensiva interagiscono tra loro impattando in maniera fortemente negativa sulla biodiversità degli insetti in tutto il mondo. L’effetto pare più marcato nelle regioni tropicali, tuttavia da un punto di vista scientifico sono ancora insufficienti i dati a disposizione, più spesso disponibili per l’emisfero Nord. Capire cosa sta causando il declino degli insetti, preziosi anche per molte colture alimentari, è fondamentale per contrastare questa tendenza e salvaguardare il futuro del pianeta ma anche il nostro.

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La Natura della guerra, conseguenze sull’ambiente in Ucraina

Il conflitto che sta devastando l’Ucraina trascina con sé ripercussioni che affliggono l’ambiente, insieme alla distruzione della vita delle persone e di un intero Paese. Dall’inquinamento di suolo e acque alla fragilità del futuro degli accordi sul clima, molti degli effetti legati alla sostenibilità passano per il rischio radioattivo che coinvolgerebbe un intero Continente. E con la fine degli scontri e degli attacchi, ciò che appare più auspicabile è una visione diversa sulle attività belliche e sul ruolo che tutti i conflitti ricoprono nell’impatto su biodiversità e ambiente e sulla loro tutela.

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Tra utopia e pragmatismo, il socialismo ambientale per la Terra

Il “Socialismo di metà della Terra”, concettualizzato dagli autori Vettese e Pendergrass, si pone in controtendenza rispetto alle correnti ambientaliste mainstream. Esso rifiuta qualsiasi forma di “capitalismo verde” e propone di ricreare la relazione tra economia e ambiente, liberando metà della Terra dall’azione invasiva dell’uomo sulla natura. Questo tipo nuovo di socialismo definito “ambientale” sostiene in modo innovativo il veganismo, la decrescita e la pianificazione economica. L’articolo prende in esame le posizioni dei due autori, sottolineandone i punti di forza e di debolezza.

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Mangiare bio: limiti, dubbi e contraddizioni della filiera sostenibile

Sulla scia della crescente sensibilità verso le questioni ambientali, l’interesse per un’alimentazione biologica mostra la sempre maggiore volontà di assumere scelte di consumo più consapevoli. I prodotti biologici, derivanti cioè dall’agricoltura biologica, coprono col tempo categorie più variegate e molti sono i marchi e i nomi della grande distribuzione che immettono sul mercato articoli bio. Questa rapida diffusione, se da un lato esprime una domanda e un’offerta più attenta alla sostenibilità, dall’altra ci interroga sulla reale dimensione degli sforzi per un’alimentazione giusta.

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Foreste, gli ambiziosi programmi per custodirle e preservarle

La Giornata Internazionale delle Foreste ci ricorda che il patrimonio forestale di tutto il Pianeta è esposto al rischio di estinzione, trascinando con sé la sopravvivenza di molte specie, inclusa quella umana. Negli ultimi decenni hanno trovato voce i campanelli d’allarme lanciati dalla comunità scientifica, permettendo alle questioni ambientali e alla deforestazione di trovare un posto privilegiato nel dibattito internazionale. I passi compiuti, tuttavia, sembrano nascondersi dietro il dito delle belle parole e degli slogan politici, coprendo la necessità di azioni più concrete e sistemiche.

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L’innalzamento dei mari minaccia il patrimonio culturale africano

I beni culturali africani sono stati finora un tema secondario nei dibattiti sulle aree potenzialmente a rischio per i cambiamenti climatici. Tuttavia, in attesa del primo white paper IPCC sul tema, previsto per il prossimo luglio, un gruppo internazionale di esperti ha pubblicato uno studio: attualmente sono circa 56 i preziosi siti naturalistici e archeologici nel Continente africano che rischiano di scomparire entro il 2050 a causa dell’innalzamento del livello dei mari e dell’erosione costiera. Senza investimenti adeguati e l’adozione di strategie di adattamento, le aree a rischio potrebbero aumentare.

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Ingiustizia alimentare, questione legata alle dinamiche di potere

L’attuale gestione delle filiere produttive e di consumo riflette i bisogni delle categorie sociali maggiormente privilegiate, trascurando le necessità dei gruppi più vulnerabili. Tali dinamiche sono osservabili negli Stati Uniti, ma soprattutto in molti Paesi dell’Africa e dell’Asia. In questi due Continenti, l’eredità coloniale ha plasmato il funzionamento dei sistemi alimentari, senza tenere conto dei bisogni delle comunità locali. È importante che le ricerche scientifiche applichino un approccio decoloniale, utile a cambiare prospettiva e studiare categorie sino ad ora lasciate ai margini.

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Cioccolato, un piacere che nasce da storie antiche e da ingiustizie

Quella che sembra una semplice barretta ripercorre come un filo rosso storie di gusto, romanticismo, riti sociali e religiosi comuni ad alcune società ancestrali come all’umanità tutta. Il suo ingrediente principale è il cacao. La realtà dietro la sua produzione e ancor più il suo commercio in tutto il mondo, tuttavia, tradiscono il piacevole sapore che ad esso accostiamo per rivelare ingiustizia sociale, inique condizioni di lavoro e sfruttamento ambientale. Gli sforzi della comunità internazionale e i suoi esiti rivelano la complessità di un fenomeno che ci chiama a scelte informate e a gesti più consapevoli.

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Apartheid coloniale, il peggiore alleato del cambiamento climatico

Surriscaldamento globale, migranti climatici e Paesi ricchi in cerca di manodopera a basso costo. Questi gli elementi di una crisi che riguarda ambiente, economia, politica e diritti umani, in cui le frontiere si aprono per i lavoratori stagionali, ma si chiudono di fronte a milioni di sfollati. Si tratta di persone costrette ad abbandonare la propria casa, vittime di disastri ambientali di cui gli Stati occidentali sono spesso responsabili. La riflessione sulla decolonizzazione conduce a una sola soluzione: de-militarizzare i confini aprendo alla libera circolazione delle persone e non solo delle merci.

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Agricoltura e stagionalità, viaggio attraverso opportunità e limiti

La globalizzazione dei mercati e la tecnologia agricola ci hanno permesso di abbattere alcuni limiti della nostra dieta, primo tra tutti quello di dipendere dalla stagionalità di frutta e verdura per il loro consumo. Oggi una rapida occhiata ai banchi del supermercato ci mostra quanto ogni prodotto possa essere reperibile in qualsiasi momento dell’anno, qualunque sia la sua origine. Dietro questa disponibilità, tuttavia, l’impatto ambientale dei modi di produzione e dei trasporti, e il costo sociale che essa comporta, ci obbligano a una riflessione più profonda sulla stagionalità e sul suo superamento.

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