Migranti climatici, urge una protezione giuridica internazionale

A causa del cambiamento climatico, o per disastri ambientali quali uragani e tempeste, o l’innalzamento del livello dei mari e la desertificazione, le migrazioni causate da calamità naturali sono un fenomeno destinato a diventare sempre più importante. Per affrontare questo tipo di emergenze serve l’adozione di nuove normative sovranazionali a tutela dei rifugiati ambientali, attualmente del tutto carenti. Gli Stati, soprattutto quelli più vulnerabili, dovranno inoltre anticipare risposte, sia in ottica preventiva di riduzione dei rischi che in chiave di adattamento.

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L’attivismo ambientale nero che cerca spazi e ascolto

L’attivismo ambientale in Africa – nonostante non riceva molti onori della cronaca – è assai intenso. Nomi noti sono quello di Wangari Maathai, a cui nel 2004 fu assegnato il Premio Nobel per la Pace e quello dell’attivista-poeta Ken Saro-Wiwa, impiccato per aver osato sfidare la multinazionale Shell. Eroi dell’ambiente, li definisce la giuria del Goldman Environmental Prize, che ogni anno premia i difensori dell’ambiente, dei territori, della natura. Dei diritti umani, dunque. Sono 27 gli africani sub-sahariani premiati finora, ma molti altri lavorano nell’ombra e sono molte le associazioni che operano nei vari Paesi.

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Ghana, l’erosione della costa che distrugge vite e villaggi

All’estrazione della sabbia da parte dei locali e l’uso del legno di mangrovie, viene imputata la distruzione della costa nell’area di Keta, Regione del Volta in Ghana. Se queste attività incidono certamente sull’erosione, tra i motivi ci sono però anche i cambiamenti climatici, la mancanza di infrastrutture a protezione costiera e scarse politiche di sviluppo della zona da parte dei leader politici. Voci, opinioni e immagini nel reportage di uno studente dell’Università di Copenaghen che sta svolgendo un Internship con Voci Globali.

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Cambiamenti climatici, uniti per evitare la catastrofe

Le reazioni a caldo all’elezione di Trump di alcuni militanti e attivisti che si battono a favore del clima, riuniti per i colloqui annuali COP22 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Marrakech. “La decisione di eleggere un nemico del clima pesa come una condanna a morte” è la critica più forte. E si dice no al negazionismo del nuovo presidente USA che vuole lo status quo a favore dell’industria petrolifera americana. Agli Stati Uniti si chiede di mantenere gli impegni climatici per evitare di scivolare inevitabilmente verso una grande crisi.

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Land grabbing, crimine contro l’umanità sotto giurisdizione CPI

Recentemente la Corte Penale Internazionale ha annunciato una modifica ai criteri per la selezione dei casi e alla politica stessa per la definizione delle priorità della Corte. Saranno perseguiti anche i reati commessi, o che comportano “la distruzione dell’ambiente, lo sfruttamento illegale delle risorse naturali, oppure l’espropriazione illegittima dei terreni”. Tutto è nato dalla mobilitazione dovuta alle violenze, uccisioni, stupri ed espropri in Cambogia legati alla deforestazione e all’acquisizione forzata della terra. Ora tali azioni saranno considerate al pari dei reati più gravi passibili di processi penali internazionali..

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Codici della memoria, la forza della tradizione orale

Recenti studi hanno appreso come le società aborigene codificassero la loro conoscenza tramite canzoni, danze, storie e luoghi: questo ha portato a formulare una teoria che potrebbe rivoluzionare l’archeologia odierna. Luoghi famosi come Stonehenge, le Linee di Nazca e i Moai dell’Isola di Pasqua potrebbero essere stati spazi per la coltivazione della memoria, in ambiti di cultura orale nei quali la conoscenza è potere. Le loro caratteristiche sarebbero dunque collegate con la memoria culturale delle società basate sulla tradizione orale.

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Diritti ambientali e delle donne, due facce della stessa medaglia

Viviamo in un mondo in cui il cambiamento climatico sta avvenendo ad un ritmo molto più veloce del previsto. Non più una minaccia in un lontano futuro, il suo impatto sta già causando devastazione nei confronti di persone ed ecosistemi in tutto il mondo. Viviamo anche in un mondo dove una donna su tre sperimenta violenze fisiche e/o sessuali, e dove, nonostante le donne siano circa il 50% della popolazione mondiale, solo circa un parlamentare su cinque è donna. Esiste un collegamento tra Il diritto delle generazioni future a un pianeta sicuro e i diritti delle donne a vivere libere dalla violenza e dall’oppressione.

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Ecocidio e rifugiati ambientali, il caso del Delta del Niger

Un terzo dei rifugiati nel mondo proviene dall’Africa, molti scappano dall’orrore ecologico creato da Governi e multinazionali. Da tempo è in atto la distruzione dei mezzi di sussistenza attraverso lo sfruttamento spietato delle materie prime e la politica di sovvenzioni delle nazioni industrializzate dell’Occidente. Un utilizzo “pacifico” delle materie prime da parte della popolazione che vive in tali aree è quasi diventato impossibile, la vita stessa è diventata insostenibile nella maggior parte delle zone ricche di risorse dell’Africa. Si parla di “Crimine contro l’umanità”.

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Crisi globale: serve passare dalla consapevolezza all’azione

Le due tendenze globali più importanti, un modello economico neo-liberale che non si adatta allo scopo e una biosfera che non può far fronte a tale modello, sono riconosciute come le più grandi sfide che la società umana abbia dovuto affrontare. Innumerevoli studi su queste tematiche hanno messo in evidenza quanto lavoro sia in corso in tutto il mondo per lo sviluppo di nuove forme economiche e per rispondere all’esigenza di orientarsi verso economie a basso consumo di emissioni di carbonio. Per un cambiamento di rotta il momento è ora.

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Congo, schiavi dei minerali digitali: la loro storia in un “corto”

La Fondazione Buon Pastore ha recentemente prodotto il documentario “Maisha: A New Life Outside The Mines”, che indaga sugli schiavi dei “minerali digitali” impegnati in condizioni disumane nelle miniere del Katanga, in Congo. I materiali come coltan, rame, cobalto che finiscono nei nostri smartphone e nei nostri computer vengono da queste zone della terra infernali, dove si vive in condizioni di vita iper precarie e estremamente rischiose. Videointervista di Voci Globali al produttore esecutivo Cristina Duranti.

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