Mali, capire i motivi dell’estremismo per costruire la pace

La recente ondata di attacchi estremisti in Mali ha riportato alla luce la necessità di rivedere l’approccio alla sicurezza militare, unico mezzo impiegato come risposta al terrorismo nel Sahel. Per poter condurre il Paese verso una maggiore stabilità, è invece necessario capire quali siano i motivi che spingono così tanti giovani a unirsi a gruppi armati. Solo affrontando le cause profonde del conflitto e riacquistando la fiducia di un popolo disilluso, questa nazione potrà finalmente intraprendere il cammino tanto sognato quanto sofferto verso la pace.

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Esodi, la web map sulle rotte dei migranti e delle loro tragedie

Duemilaseicento testimonianze di persone che dall’Africa subsahariana hanno affrontato – negli ultimi quattro anni – pericoli ed esperienze drammatiche di viaggio pur di sfuggire a situazioni di vita in cui la violazione dei diritti umani è all’ordine del giorno. Purtroppo, per moltissimi di loro l’esito dei tentativi di fuga è stato altrettanto tragico. Come emerge da un progetto interattivo curato da Medici per i diritti umani, che si è incaricata di raccogliere e mettere in Rete le loro storie. Eccone alcune.

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Mappa della jihad in Africa: chi sono e dove seminano terrore

Secondo un recente Report gli attacchi terroristici nel continente africano nell’ultimo decennio sono aumentati del 1000%. E cresce anche il numero delle vittime tra i civili. Le organizzazioni più violente si confermano Boko Haram e al-Shabaab, ma non sono le uniche. In sostanza è in corso una battaglia per guadagnarsi i cuori e le menti dei fondamentalisti islamici. Una battaglia combattuta tra l’ISIS (attivo soprattutto in Nigeria, Niger, Egitto, Libia e Tunisia) e Al Qaeda (che mantiene salda la sua presenza in Somalia, Kenya, Uganda, Costa d’Avorio, Burkina Faso e Mali).

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Distrusse Timbuctù, la CPI lo condanna a nove anni di carcere

Una condanna storica quella inflitta dalla Corte Penale Internazionale al terrorista islamico che ha distrutto, nel 2012, nove mausolei e una moschea, sferrando così un duro colpo a un patrimonio culturale dell’umanità.

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Fotografia come impegno civile e denuncia “politica”

Intervista alla fotografa Sara Prestianni: le istituzioni europee sono responsabili delle violazioni dei diritti dei migranti. In prima linea alle frontiere che spesso rimandano indietro chi prova a fuggire da situazioni estreme legate alla guerra, alla miseria, alla violenza, la fotoreporter testimonia cosa significa per questi uomini trovarsi nelle “no man’s lands”.

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Il Mali e la trappola di al-Qaida

Un decennio fa, la reazione eccessiva dei leader occidentali e l’esasperata retorica è servita ad amplificare, piuttosto che a diminuire, il potere dei gruppi islamici. Lo stesso pericolo ora incombe sul Mali, l’Algeria e altre zone del mondo. L’analisi di Paul Rogers, docente al Dipartimento di Studi sulla Pace alla Bradford University.

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Timbuktu, la disinformazione e il potere della Rete

Il giallo della biblioteca data alle fiamme invita a una riflessione sul ruolo dei mainstream e il giornalismo partecipativo. Supposizioni, smentite, notizie. E, quando si tratta di Africa, ancor di più, gioca un giudizio aprioristico e interpretativo. Per fortuna Internet offre la possibilità di una “biodiversità informativa” che va molto oltre il giornalismo embedded.

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