Migranti e rifugiati, il loro numero potrebbe restare molto alto

Quante persone si sposteranno verso nuovi Paesi nei prossimi anni? Tante le stime, ma la risposta più sicura è una: saranno pochi rispetto chi vorrebbe davvero emigrare e tanti, in confronto a quelli che gli Stati desiderano ospitare. L’articolo – che però non prende in considerazione la situazione creata dai lockdown dovuta al Covid-19 – sottolinea che gli spostamenti sono dovuti non solo a ingiustizie e conflitti, ma anche ai cambiamenti climatici. I Paesi sono messi in guardia: le misure restrittive sono inutili. Adottare piani adeguati per gestire gli aumenti dei flussi migratori è l’unica strada.

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Non esiste al mondo Paese davvero a misura di bambino

Cambiamenti climatici, fenomeni migratori, conflitti e pratiche commerciali predatorie sono alcune delle minacce per la salute e l’avvenire dei più piccoli in ogni Paese del mondo. A denunciarlo è un nuovo rapporto pubblicato da UNICEF, OMS e Lancet. Secondo gli esperti nessuna nazione sta facendo il minimo indispensabile per garantire ai più vulnerabili sicurezza, salute e un futuro migliore. Il testo fa luce sulla questione, fornendo alcune misure che gli Stati possono adottare da subito per tutelare la crescita della popolazione più giovane.

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Schiavitù, trauma transgenerazionale e diritto alla riparazione

Il Castello di Elmina in Ghana ricorda gli oltre 400 anni di ingiustizie subìte dai popoli africani e indigeni fatti schiavi. Sebbene le violenze e le atrocità avvenute tra le mura di questa Fortezza appartengano a un passato lontano, alcuni studi ci dimostrano la loro continuità con il presente. Infatti, esse hanno ancora oggi un impatto sulla salute delle popolazioni africane e indigene. Per questo, l’articolo passa in rassegna i motivi per i quali la richiesta e l’attuazione di riparazioni per una “giustizia sanitaria” sarebbero fondamentali per risarcire tali atrocità.

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L’Africa e lo sviluppo industriale, porte aperte verso il futuro

Il 20 novembre si celebra la Giornata dell’industrializzazione dell’Africa, ma la narrativa sul continente africano sembra essere sempre la stessa, incentrata su povertà assoluta e mancanza o lentezza nello sviluppo. Eppure l’economista Wim Naudé ci propone un punto di vista diverso. Secondo lo studioso, l’Africa ha tutte le potenzialità per avanzare nello sviluppo grazie a tre tipi di industrializzazione. L’articolo offre un’attenta analisi sulla questione e propone al tempo stesso dei suggerimenti ai governi del continente. Perché di fatto ci sono stati grandi passi in avanti, ma bisogna saperli raccontare.

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Brasile, la denuncia: pulizia etnica contro la popolazione nera

Dopo l’omicidio della piccola Agatha Felix, di soli otto anni, colpita alla schiena da un proiettile mentre rientrava a casa, si comincia a parlare di vero e proprio genocidio nello Stato sudamericano. I cittadini brasiliani, infatti, credono che la violenza impiegata dagli agenti di polizia contro le popolazioni delle favelas di Rio de Janeiro rappresenti un vero e proprio piano per la loro eliminazione. L’articolo offre un’analisi dettagliata del fenomeno, aprendo a nuovi elementi di riflessione e mettendo in evidenza che ciò che sta avvenendo nel Paese è di fatto una discriminazione istituzionalizzata e violenta.

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Filippine, la violenza di Duterte contro droga e prostituzione

Tossicodipendenti e prostitute sono i bersagli, spesso innocenti, della presunta lotta alla criminalità che dal 2016 è in atto nello Stato del Sud-Est asiatico. La polizia arrogante e senza scrupoli e le leggi poco chiare in vigore nel Paese si traducono in abusi di potere, molestie e violazioni gravi dei diritti dei cittadini. Con la conseguenza che soprattutto le donne sono costrette ad accettare ricatti e corruzione per salvarsi dalla violenza. E a volere tutto questo è il presidente in carica. È proprio a partire dalla sua elezione che è cominciata l’aggressiva repressione.

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Yemen, chi sono gli Houthi e per quali motivi sono in guerra

Dopo gli attacchi agli impianti petroliferi in Arabia Saudita, l’attenzione si è focalizzata di nuovo sul movimento dei ribelli sciiti. Com’è possibile che un piccolo movimento di opposizione emerso nello Yemen del Nord sia diventato un attore politico a livello nazionale e regionale? Secondo USA e Sauditi gli Houthi stanno combattendo una guerra per procura manovrata dall’Iran. Ma non è proprio così. Questo articolo ci offre un’analisi completa per capire meglio chi sono gli Houthi, come sono arrivati ad espandersi così tanto e che tipo di conflitto stanno combattendo.

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Brucia anche l’Africa, ma si tratta di gestione del territorio

Se durante l’estate gli occhi sono stati puntati soprattutto sul Brasile, la NASA ci avverte che la foresta amazzonica non è la sola a bruciare. Sembra, infatti, che in alcune zone africane si registrino incendi maggiori. Alla luce degli studi condotti in questo campo si scopre però che gli incendi nelle savane possono essere parte di un’attività fondamentale di controllo di molte aree protette del continente. L’analisi degli esperti chiarisce e distingue quando il fuoco è davvero dannoso per l’ambiente.

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Africa, strade killer che uccidono più della malaria

È davvero sorprendente scoprire quanto le strade, sebbene pericolose di per sé, possano rivelarsi fatali. Oggi, infatti, gli incidenti stradali rappresentano l’ottava causa di morte al mondo. Ad essere particolarmente colpita è la regione sub-sahariana. Qui gli scontri stradali sembrano avere un impatto maggiore rispetto a tante malattie mortali. Sono molte le iniziative promosse per fronteggiare questo problema, il Decennio di Azione per la Sicurezza Stradale e Safe Roads Africa, per citarne due. Tuttavia, attualmente questi sforzi sembrano solo risposte parziali dinanzi a una questione difficile da risolvere.

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Messico: forza, paure e ribellioni dietro il movimento #MeToo

La lotta contro le molestie sessuali e le altre forme di violenza subite dalle donne si sta diffondendo anche nel territorio centroamericano. Da troppo tempo la popolazione femminile era costretta al silenzio per paura di un sistema che difende più gli aggressori che le vittime. Tutto ha avuto inizio con un tweet che ha provocato un’ondata di segnalazioni in numerosi settori, dal giornalismo al teatro fino all’ambito accademico. Attraverso i social media si è creato uno spazio utile a esprimersi liberamente e denunciare gli abusi.

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