Burkina Faso, il futuro nella memoria di Sankara

A ventisette anni dall’assassinio di Thomas Sankara, il Paese sembra pronto per cambiare pagina e raccoglierne l’eredità. In questi anni Compaoré è riuscito a mantenere il potere e ha amministrato il Paese nell’impunità, sebbene ci siano stati periodici movimenti di protesta. Ora, l’opposizione politica è tornata ad organizzarsi e ha intensificato il proprio messaggio in attesa delle elezioni presidenziali che avranno luogo nel novembre del 2015.

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Sostiene Sankara, il Che Guevara africano

Conosciuto come “il Che Guevara Africano”, Thomas Sankara è stato il primo presidente libero dell’Alto Volta, Paese a cui egli stesso cambiò il nome in Burkina Faso, ovvero “la terra degli uomini integri”. Il nuovo volume della casa editrice BeccoGiallo, dedita ai fumetti di impegno civile, raccoglie le traduzioni dei suoi discorsi sul debito africano, sulle donne, sull’ambiente, sull’unità africana, oltre ad approfondimenti di importanti autori.
Sankara, come Mandela, Lumumba, Dubois e altri ancora sono gli eroi moderni del continente africano. Sospesi tra mito e idealismo. Personaggi forti e, da soli, capaci di segnare la Storia e di combattere per un’Africa africana…

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Una speranza chiamata permacultura

In Africa un sistema di coltivazione basato sulla cosiddetta “permacultura” può aiutare le popolazioni locali a superare la fase della semplice economia di sussistenza. Nello stesso tempo, può favorire il rispetto e la conoscenza del proprio territorio difendendolo – se possibile – dalle logiche perverse dello sfruttamento delle multinazionali. Moira Fusco, al ritorno del suo viaggio in Benin ci racconta come funziona.

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Burkina Faso: povertà, sfide per il futuro e rivolte

Ci sono Paesi di cui leggiamo molto poco sulle testate mainstream, come il Burkina Faso dove recentemente ci sono state una serie di rivolte che per fortuna non hanno provocato vittime. Ma per giorni si è temuto il peggio e il presidente Campaoré ha imposto il coprifuoco. L’autrice di questa testimonianza (Moira Fusco) era nella capitale in quei giorni, stretta tra la paura e la voglia di comprendere il motivo delle proteste.

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