Lago Ciad, tra prosciugamento e sfruttamento privato delle acque

Il lago Ciad è una fonte essenziale di sostentamento per la popolazione del nord-est della Nigeria e per le comunità dei Paesi limitrofi. Negli ultimi decenni, tuttavia, gli abitanti di queste zone si sono trovati ad affrontare grandi sfide come l’abbassamento del livello delle acque e il degrado ambientale. Tra le tante soluzioni proposte c’è quella del Progetto Transaqua, che prevede la deviazione al lago delle acque di alcuni affluenti del fiume Congo. Attraverso un accordo con Power China, l’Italia ha appoggiato tramite Bonifica S.p.A. il colossale progetto, riaprendo però la complessa disputa tra i diversi attori statali e non statali interessati allo sfruttamento del bacino.

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Haiti, nuova ondata di violenza tra bande criminali. Stato assente

La ripresa degli scontri tra gang criminali nella capitale dell’isola caraibica, sta determinando una nuova emergenza umanitaria. Il Parlamento tedesco approva la legge sulla due diligence lungo le catene di approvvigionamento diretto delle grandi aziende. Visita in segreto del capo di Stato Maggiore algerino a Parigi. Al centro della missione la difficile situazione in Sahel. Animal Equality presenta mezzo milione di firme alle Nazioni Unite per chiedere la chiusura globale dei wet market. HRW denuncia tre nuovi omicidi, in Guatemala, di persone appartenenti alla comunità LGBTQ.

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Bisogno d’acqua. Il cambiamento climatico e i danni nel Sahel

Il Sahel è da sempre colpito da siccità cicliche che in passato si presentavano ogni dieci anni. Da qualche tempo, però, le cose stanno peggiorando. I periodi di pioggia sono sempre più rari e Paesi come ad esempio la Mauritania e il Ciad ne risentono profondamente. La carenza idrica rende difficile sia l’agricoltura che gli allevamenti e aumenta il tasso di mortalità infantile. Secondo alcuni studi esisterebbe un legame diretto tra lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia e la mancanza d’acqua nella regione africana.

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Burkina Faso, dove l’assenza dello Stato contribuisce alla jihad

Testimonianze dal Soum, una delle province più settentrionali del Paese situato nella regione del Sahel. La pesante carenza di infrastrutture (acqua, strade, sanità, scuole), servizi e sicurezza, e la frustrazione di una regione povera nonostante la presenza di risorse naturali importanti, aumentano il rischio di radicalizzazione, motivato anche da alcune tensioni etniche. Così nascono nuovi gruppi jihadisti quali Ansaroul Islam, nato a fine del 2016 e che agisce nel territorio saheliano, compreso il Mali, con crescente violenza. Una lettura articolata, dalla quale si evince l’urgente necessità di sviluppo dell’area.

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