Haiti, nuova ondata di violenza tra bande criminali. Stato assente

[Agenda 9 – 22 giugno 2021. Tenere una finestra aperta sul mondo. In questa prospettiva, la nostra rubrica quindicinale racconta, attraverso cinque notizie, quanto accade nel panorama internazionale, in linea con le tematiche di Voci Globali.]

Foto dell’utente Flickr United Nations Photo – Licenza CC con attribuzione

Politica internazionale – Haiti stretta in una spirale di violenza. Situazione umanitaria allarmante

Secondo quanto riportato dall’OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs), il 10 giugno, la ripresa degli scontri tra gang criminali nella capitale haitiana, sta determinando una nuova emergenza umanitaria. Le stime parlano di oltre 5.000 sfollati, bisognosi di protezione e assistenza. “Le esigenze prioritarie includono servizi igienico-sanitari, rifugi, accesso all’acqua pulita, cibo ha spiegato Stéphane Dujarric, portavoce delle Nazioni Unite. Dall’inizio del mese, la violenza in atto ha causato morti e feriti tra i civili. Centinaia di case e piccole imprese sono state distrutte. L’obiettivo delle gang rivali è quello di ottenere il controllo delle aree più popolose di Port-au-Prince, quali: Martissant, Cité-Soleil, Bel Air. Mentre le forze di polizia si stano dimostrando del tutto incapaci di garantire sicurezza alla popolazione, ormai “ostaggio” delle bande armate. Il Paese più povero dell’America Latina attraversa, dal 2018, una grave crisi politica e sociale, a cui ora si aggiungono gli effetti nefasti della pandemia da Covid- 19. La situazione è fuori il controllo dello Stato ormai da tempo. E la comunità internazionale continua a latitare.

Giustizia sociale – Germania, approvata legge sulla due diligence nelle supply chain

Il Parlamento tedesco ha adottato, l’11 giugno, una legge che impone alle aziende il pieno rispetto dei diritti umani e dell’ambiente lungo le loro catene di approvvigionamento diretto. Nello specifico, sulle aziende graverà l’obbligo di pubblicare annualmente un report volto a rendere note tutte le misure intraprese per analizzare e prevenire i rischi di eventuali abusi su esseri umani ovvero crimini ambientali. Le autorità nazionali, dal canto loro, avranno il potere di avviare azioni amministrative e fissare sanzioni per le imprese inadempienti. La normativa entrerà in vigore in vigore nel 2023 per circa 600 grandi aziende con 3.000 o più dipendenti. E nel 2024 per altre 3.000 con 1.000 o più lavoratori. Il ministro del Lavoro tedesco, Hubertus Heil, ha accolto con favore la nuova legge, definendola una “pietra miliare” tesa a garantire pratiche etiche nelle “supply chain”. Mentre per le ONG a tutela dei diritti umani e per i gruppi ambientalisti si tratterebbe di una soluzione minima” che consente ancora “troppe scappatoie”. Inoltre ha poco senso “affrontare una questione globale con progetti nazionali di responsabilità unilaterale”.

Africa – Incontro confidenziale Francia/Algeria sulla sicurezza in Sahel

Missione segreta” a Parigi per il capo di Stato Maggiore dell’esercito algerino, Saïd Chengriha. Al centro della visita la fine dell’operazione Barkhane e il possibile ruolo dell’Algeria nella stabilizzazione del Sahel. La notizia è stata diffusa in esclusiva, il 15 giugno, dal giornale Jeune Afrique. L’annuncio del presidente Macron di voler chiudere l’operazione anti-ribelli avviata dalla Francia, nel 2014, contro i gruppi islamisti avrebbe – secondo le fonti del settimanale – suscitato la profonda preoccupazione di Algeri. Del resto, la situazione nella suddetta regione africana – dalla Mauritania al Ciad, passando per Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria – diventa sempre più critica sotto il profilo terroristico. Ne sono una dimostrazione gli ultimi (in ordine cronologico) due attacchi sferrati nello Stato di Plateau (Nigeria) il 13 giugno, che hanno proocato la morte di almeno 12 persone. Nonostante la sospensione dell’operazione Barkhane, nel Sahel rimarrà operativa la Task Force Takuba, che vedrà la partecipazione attiva dell’Italia entro l’estate.

Ambiente – Al via l’iniziativa per fermare la vendita di animali vivi nei wet market

Animal Equality – organizzazione a tutela dei diritti degli animali – ha presentato, il 18 giugno, alle Nazioni Unite 569.675 firme per chiedere di porre fine al commercio di animali vivi nei wet market di tutto il mondo. Le firme, raccolte con una petizione internazionale, sono state consegnate ad António Guterres, Segretario Generale ONU; Munir Akram, presidente del Consiglio ONU Economico e Sociale; Nicolas de Rivière, presidente del Consiglio di Sicurezza e rappresentante permanente della Francia presso le Nazioni Unite. L’ONG reclama il riconoscimento pubblico dei pericoli derivanti per la salute globale dalla vendita di animali vivi. I wet marketrappresentano un innegabile rischio per la salute e la sicurezza delle persone. Sono terreno fertile per malattie e crudeli nei confronti degli animali”, ha affermato Sharon Núñez, presidente di Animal Equality. Nel comunicato stampa, si legge: “la nostra decisione (…) arriva settimane dopo” la dichiarazione dell’OMS, secondo cui il COVID-19 ha con ogni probabilità origine animale e non umana“.

Diritti umani – Guatemala, l’omofobia continua a mietere vittime innocenti

Il 22 giugno, Human Rights Watch ha denunciato gli omicidi di due donne transgender e di un gay nel Paese latinoamericano. Tra gli assassinati, Andrea Gonzalez, leader di OTRANS Reinas de la Noche, un’organizzazione a tutela dei diritti delle donne trans, inclusi: la salute sessuale, il lavoro sessuale, il riconoscimento legale del genere. “Le autorità guatemalteche devono intervenire prontamente al fine di assicurare i responsabili alla giustizia” e “impedire che il 2021 diventi l’anno più letale per le minoranze sessuali”, ha dichiarato Cristian González Cabrera, ricercatore per i diritti LGBT di HRW. “È fondamentale – ha aggiunto – stabilire se le vittime siano state prese di mira sulla base del loro orientamento sessuale, identità di genere ovvero attività a difesa dei diritti LGBT”. I dati dell’Observatorio Nacional de Derechos Humanos LGBTIQ+ rilevano che 13 persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, sono state uccise nel corso del 2021 in Guatemala. Mentre, l’Ufficio dell’Ombudsperson parla di almeno 19 delitti nel 2020.

Tiziana Carmelitano

Autrice freelance, si occupa in particolare di temi globali nonché di violazioni dei diritti umani in contesti conflittuali, post-conflittuali e in situazioni di "Failed States". Con un occhio di riguardo per donne, bambini e giustizia transitoria. Il tutto in chiave prevalentemente giuridica. Convinta che la buona informazione abbia un ruolo decisivo nell'educazione al rispetto dei diritti fondamentali e delle diversità.

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