Gli abusi coloniali e la controversa valutazione del risarcimento

Le manifestazioni del movimento Black Lives Matter hanno acceso i riflettori sulla riparazione per le vittime – e i loro discendenti – dello schiavismo e del colonialismo. Questione da tempo discussa già da alcune delle ex potenze coloniali. È recente, per esempio, la conclusione degli accordi tra Germania e Namibia per i danni subiti durante l’occupazione del Paese africano meridionale nei primi del Novecento. Il raggiungimento di tali accordi in genere non è semplice ed è soggetto a dinamiche complesse che, secondo l’autore, possono essere meglio comprese e gestite grazie alle scienze comportamentali.

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L’Africa e i festival culturali: Nyere Nyere, Afrochella e Afropunk

Negli ultimi tempi i modi e le dinamiche attraverso le quali per secoli si è parlato del continente africano sono cominciate a cambiare, soprattutto grazie al lavoro di molti creativi locali. Celebrazioni come i festival stanno diventando popolari perché aiutano a promuovere narrative positive e a diversificare l’identità delle varie culture e popolazioni. Il 2021 è stato dichiarato dall’Unione Africana “Anno delle Arti, della Cultura e del Patrimonio”, puntando finalmente i riflettori sui costumi, l’artigianato, le religioni, il folclore, la moda, le cucina, le musiche e le lingue del continente.

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Sud del mondo: conflitti, terrorismo islamico e diseguaglianze

I territori e le comunità segnate dalle diseguaglianze socio-economiche rappresentano un terreno fertile per i gruppi militanti islamici, che vi attecchiscono per poi mettere in atto le loro rivolte. Nonostante le numerose dichiarazioni circa la fine della guerra al terrorismo, in questi ultimi anni ci sono stati vari esempi dell’infondatezza di tale affermazione. Il più recente si è verificato in Mozambico, con la presa della città di Palma da parte di al-Shabaab. Con la pandemia da Covid-19 che minaccia la vita e il sostentamento di milioni di persone in condizioni di povertà, i gruppi terroristici continuano ad aprire conflitti sanguinosi.

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Kenya, le donne raccontano il reclutamento di Al-Shabaab

Uno studio condotto da Fathima Azmiya Badurdeen della Technical University di Mombasa ha esaminato le motivazioni dietro il crescente numero di membri femminili all’interno di organizzazioni terroristiche come Al-Shabaab. Le donne intervistate – provenienti soprattutto dalla zona costiera del Kenya – hanno raccontato del reclutamento, del periodo trascorso nei campi di addestramento, dei motivi che le hanno spinte ad aderire al gruppo terroristico. In molti casi la volontà di affrancarsi da un sistema patriarcale oppressivo si affianca al desiderio di rivalsa per l’intera comunità musulmana.

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RDC, meme per esprimere ironia, protesta, derisione del potere

Se le immagini hanno sempre rappresentato uno strumento di libertà di espressione per l’uomo, oggi con l’avvento delle vignette lo sono ancor di più. Quelle immagini spiritose accompagnate da un testo che vediamo scorrere ovunque in Rete sono diventate espressioni universali della civiltà contemporanea. L’articolo analizza la loro diffusione nella capitale congolese, Kinshasa, e ci mostra come l’umorismo di queste forme di espressione sia così contagioso che, spesso, tali immagini diventano veicoli di fake news, con il pericolo di alterare le opinioni personali.

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Etiopia, quella Grande Diga che mette in conflitto tre Stati

Una guerra dell’acqua potrebbe esplodere tra Etiopia, Egitto e Sudan a causa della Grande Diga Africana. Addis Abeba vuole sfruttare il Nilo Azzurro per diventare un potente produttore di energia elettrica. L’imponente opera, però, sta suscitando l’irritazione soprattutto dell’Egitto, che si sente minacciato dalla possibile carenza idrica indotta dalla diga in funzione. Non c’è accordo fra i tre Stati sul progetto e su come gestire il flusso in caso di siccità. In più, la minaccia dei cambiamenti climatici rischia di compromettere ambiente, agricoltura e funzionamento della stessa diga. Sarà sviluppo o disastro per la regione?

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Blockchain in Africa, tra criptovalute, diritti di proprietà, elezioni

In Africa questa tecnologia sta trovando svariati utilizzi. È infatti impiegata per garantire una maggiore trasparenza nelle consultazioni elettorali, aiutare contadini e abitanti delle zone rurali ad avere un titolo di proprietà delle loro terre, implementare futuristiche città tecnologiche, garantire più flessibilità ai giovani imprenditori. Tuttavia, gli ostacoli sono ancora molti. In primis, la mancanza di una normativa uniforme in materia. Tra (pochi) Stati che ne favoriscono l’utilizzo, una diffusa indifferenza e qualche ostilità, le legislazioni nazionali impediscono alle blockchain di realizzare il loro pieno potenziale.

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Le origini della xenofobia anti-africana in Cina, da Mao al Covid

In Cina, il coronavirus è diventato motivo per alimentare atteggiamenti razzisti nei confronti della comunità africana. Molti cittadini africani sono stati sfrattati da hotel e abitazioni, sottoposti forzatamente a test ed è stato rifiutato loro l’accesso a servizi essenziali. La xenofobia anti-africana in Cina risale agli anni ’70 quando proteste studentesche contro la crescente presenza di studenti africani nel Paese si diffusero in varie città, tra queste Nanchino e Shanghai. Come in Cina, anche in Africa negli ultimi anni sono nati forti sentimenti contro la “predatoria” presenza economica cinese nel continente.

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Genere e omosessualità, in Africa leggi e culture contro i diritti

Nel continente africano, la criminalizzazione dell’omosessualità risale all’epoca della colonizzazione con l’adozione delle “leggi anti-sodomia”. Ancora oggi, tali leggi non sono state abolite, bensì utilizzate dalle élite africane per interessi politici e religiosi. Si afferma che l’omosessualità non abbia mai fatto parte della cultura africana, nonostante studi antropologi sostengono l’esistenza delle relazioni omosessuali già nell’Africa pre-coloniale. Il mondo della cultura, soprattutto l’ambito cinematografico, sta dando il suo contributo per portare a galla il tema e combattere la discriminazione.

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Africa, le leadership senza fine, l’allarmante caso della Guinea

L’Africa subsahariana è caratterizzata dai mandati presidenziali più longevi del mondo. In 8 Paesi africani il presidente non ha alcun limite di mandato e dal 1960 dieci Capi di Stato sono in carica da più di 30 anni. Tale fenomeno è il risultato della diffusa tendenza, da parte di molti leader politici, a utilizzare la Costituzione per favorire l’immortalizzazione del potere. In Guinea, violente proteste sono scoppiate in tutto il Paese quando il presidente Alpha Condé ha proposto l’approvazione di una nuova Costituzione che gli avrebbe permesso di candidarsi per un terzo mandato. Tensioni sulle elezioni del 18 ottobre.

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