Parlare di povertà, progetto d’inclusione tra il Ghana e l’Italia

Voci Globali e Ashanti Development interrogano – e si interrogano – attraverso scritti, foto, disegni di giovani tra 12 e 18 anni. Un nuovo progetto sulla percezione della povertà, che per cominciare ha coinvolto 65 ragazzi di quattro villaggi della Regione Ashanti del Ghana che frequentano la Junior High School. In Italia, avviata invece una serie di seminari che ha preso il via con una scuola “di frontiera”, la scuola media del paese di Monghidoro, nell’Appennino emiliano.

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Quando sul Maghreb soffiava il vento della primavera

Da ricordi di viaggio la ricostruzione di atmosfere che sarebbero diventate Storia attraverso le “rivoluzioni arabe”. Tunisia, Egitto, Algeria, Libia, Marocco: com’erano prima del 17 dicembre 2010 quando Mohamed Bouazizi, giovane venditore ambulante tunisino, si dà fuoco dopo che la sua merce viene sequestrata dalla polizia dando l’avvio alla Rivoluzione dei Gelsomini? Quali le atmosfere e i discorsi della gente?

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Protocollo di Maputo, per le donne diritti a metà

In Africa molti i risultati raggiunti ma è necessaria una trasformazione profonda e sentita nei rapporti tra uomo e donna. L’autrice dell’articolo sottolinea che gli strumenti, i protocolli, le leggi e le politiche non sono in grado di cambiare la vita delle donne africane senza una sollecitazione pubblica organizzata per la loro attuazione ed applicazione.

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Letteratura africana da Nobel, ma l’unico è ancora Soyinka

Nonostante le attese l’Accademia di Svezia ha “snobbato” anche quest’anno la scrittura africana, che rimane però sorprendente. Sono sempre di più in Europa le traduzioni di testi e autori una volta considerati di nicchia e noti a pochi. Questo perché la conoscenza di certi territori e culture rimane ancora velata da pregiudizi e interpretata e criticata con la lente occidentale. Una lente che distorce abbondantemente la realtà.

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Costa d’Avorio in bilico sulla giustizia internazionale

Respinta la richiesta di estradizione alla CPI per la moglie dell’ex presidente. Il ricordo del conflitto civile del 2010-2011 che provocò la morte di 4.000 persone. Nel 2015 ci saranno di nuovo le presidenziali, nel frattempo si cercano risposte a quei crimini e molti profughi non sono più tornati per paura o mancanza di lavoro nel loro Paese.

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L’Africa può raccontare le proprie storie?

A parlare e scrivere dell’Africa sono spesso non africani. La mancanza di fondi con cui finanziare la formazione e inviare giornalisti sul campo è il principale problema. Questo provoca il perpetuarsi di un tipo di cronaca che racconta il continente ancora ricorrendo a luoghi comuni e pregiudizi. Sul tema l’intervento di un giornalista, africano, su “Pambazuka News”.

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“Africa connected”, il continente che cresce grazie a Internet

Si sviluppa chi usa la Rete. È il messaggio che arriva da creativi africani e che Google lancia come concorso. E già c’è chi si sta facendo conoscere al mondo utilizzando il computer. Non va però dimenticato che solo chi ha denaro e ha studiato può permettersi di trarre vantaggio da questa conoscenza. Così le nuove tecnologie anziché restringere allargano, in qualche modo, il gap sociale.

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Torna il Festival che fa protagonista una baraccopoli

A Nairobi lo Slum Film Festival con i lavori di giovani produttori e registi che vivono in quel luogo e raccontano le loro storie. Lo scopo: rendere visibili storie che altrimenti restano sconosciute e allo stesso tempo promuovere il talento ridando dignità alle persone che vivono in questi agglomerati urbani, spiega il cultural manager dell’evento.

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Mugabe, il dittatore “approvato” da 15 Paesi africani

I rappresentanti dell’Africa Meridionale appoggiano il presidente dello Zimbabwe ma le aspettative per il futuro sono critiche. A 89 anni, Robert Mugabe ha vinto al primo turno per la quinta volta, presidente dall’indipendenza della Rhodesia del sud, 33 anni fa. E dopo il boom economico ora si fanno i conti con la crisi.

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