Dove la povertà è un virus che non ha un vaccino

Avete mai sentito parlare di un uragano in un piccolo villaggio africano? Di quello che significa per i suoi abitanti, di quanti danni provoca, di quante vite si porta via? No, perché non fa notizia. Non interessa a nessuno perché – dopotutto – riguarda piccole porzioni di territori, i danni che provoca sono circoscritti a pochi beni e poche centinaia di persone e se muore qualcuno cosa vuoi che conti rispetto alle migliaia che servono per andare in prima pagina?

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In Ghana è emergenza suicidi, anche bambini e adolescenti

Un vero e proprio allarme sociale che si scontra con lo stereotipo degli “africani poveri ma sempre sorridenti”. In un anno circa 1.800 persone si sono tolte la vita, ma potrebbero essere di più considerato lo stigma che circonda il suicida e il fatto che esiste una legge che condanna e punisce l’atto. Povertà, mancanza di prospettive per il futuro, assenza di cure da parte dei genitori, ma anche fallimenti scolastici, sono tra le principali cause di suicidio.

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Ghana, tutti gli uomini del presidente

Ormai sono settimane che i media ghanesi se ne occupano. Editoriali, articoli, news nei giornali radiofonici. E il titolo generale per tutti potrebbe essere: Tutti gli uomini del presidente. Il presidente è John Dramani Mahama, gli uomini sono il suo staff, 678, una cifra sconsiderata per molti. Come svolgono il loro lavoro, hanno competenze, sono insomma le persone giuste al posto giusto? Clan e religione, sono i due principi con cui si risponde ad ogni problema, anche a livello politico: dalla mancanza di lavoro alla mancanza di corrente elettrica per giorni, dall’aumento dei prezzi all’attuale, seria, svalutazione della moneta ghanese.

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Ruanda, aperto a Parigi primo processo per genocidio

“Un processo storico”, così fonti di stampa africane definiscono la vicenda giudiziaria che vede, a vent’anni dal conflitto tra hutu e tutsi, un ex ufficiale dei servizi segreti del Ruanda rispondere di fronte a un tribunale francese dell’accusa di aver istigato e contribuito al genocidio, la cui commemorazione avverrà il 7 aprile prossimo. Sullo sfondo, la complessa relazione tra la Francia e il Ruanda, contrassegnata da ambiguità e malcelata diffidenza reciproca.

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La Rete sulle tracce dei bracconieri, mercenari senza scrupoli

Il fenomeno del bracconaggio è cresciuto a tal punto che, ormai da tempo, non rappresenta più un aspetto privato che riguarda cacciatori e personaggi senza scrupoli che uccidono per far soldi o per diletto, ma è un problema che riguarda l’intero pianeta e la sua conservazione. E sta producendo – e produrrà – danni che non sono molto lontani dal manifestarsi.In occasione del World Wildlife Day il 3 marzo prossimo, un’inchiesta di Voci Globali sulle attività online a contrasto dei cacciatori di frodo.

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Corno d’Africa: Dancalia, il nuovo turismo nella terra del sale

Nel complicatissimo versante Est dell’Africa, tra conflitti ancora vivi e golfi solcati da pirati, alcune zone dell’Etiopia regalano scenari unici al mondo: un terzo dei vulcani attivi africani si trova qui, a Nord nella zona della Dancalia, dove i miliziani accecati dai bianchi deserti di sale mi chiedono disperatamente un paio di occhiali da sole. Tuttavia, questi uomini fieri e queste terre selvagge sono spesso trasformati in immagini da agenzie di viaggio: ciò sta portando il progresso in questa parte del mondo.

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Corno d’Africa: Etiopia, l’ultima colonia cinese

L’unico Paese africano a non essere stato colonizzato è ora territorio privilegiato per fare affari. Addis Abeba è oggi una città moderna e sventrata, le strade sono completamente aperte, si scava e si costruisce ovunque, quasi tutta l’ingegneria civile è in mano a compagnie cinesi, le gare d’appalto non esistono più.
I colossi cinesi arrivano con denaro contante con cui corrompono i funzionari per garantirsi gli appalti dei lavori. Oggi ponti, strade, centri commerciali, ferrovie è in mano loro. E anche la mano d’opera (80%) è cinese.

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Mugabe, l’African Renaissance e il pregiudizio razziale

Una riflessione su alcuni meccanismi mentali e sul rancore che certuni nutrono nei confronti dei bianchi considerati ancora la causa dei problemi del continente, a partire dallo schiavismo, passando per la colonizzazione arrivando allo sfruttamento delle risorse naturali. Ma molti manifestano invece disappunto nei confronti dei propri leader o persino dell’Unione Africana che qualcuno giudica un leone senza denti. A riprova che, al di là delle propagande, come quella del presidente dello Zimbabwe, ci sono anche molti su cui non funziona la distrazione del male che sta, stava e forse sarà sempre altrove. Possibilmente in Occidente.

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Africa, al bivio tra crescita e involuzione

“Non tendere l’arco oltre la lunghezza del tuo braccio”, recita un proverbio africano. E l’Africa, sta tenendo il passo del suo inarrestabile cambiamento nella giusta misura? Fornitore di punta di materie prime, il Continente Nero non sta forse diventando troppo dipendente dalle esportazioni esterne nei singoli settori della sua economia? Le sfide del 2014 per il continente africano, in un contesto che molti analisti considerano potenzialmente molto promettente, nonostante i molti interrogativi in termini di capacità democratica ed esclusione sociale.

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Marocco, donne tra stereotipi e luoghi comuni

Asmaa Kherrati, impegnata da tempo in progetti di cooperazione internazionale, ha preso parte a una ricerca effettuata allo scopo di comprendere il modo in cui è considerato e percepito l’universo femminile in Marocco. Ci sembrerà forse sorprendente scoprire quanto certi pregiudizi siano ancora così radicati nella società, ma soprattutto siano “accettati” e perpetuati dalle donne stesse. Pregiudizi e stereotipi che – come l’autrice sottolinea – contribuiscono a nutrire la discriminazione e violenza nei confronti delle donne.

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