Programmi di sviluppo, se ci si aiuta con le proprie forze

Il cambiamento – e la speranza nel cambiamento – non può mai venire dall’esterno, e noi di Voci Globali siamo critici sul ruolo delle ONG e dei vari organismi della comunità internazionale che propongono ricette per i Paesi in via di sviluppo. Alcune volte però non si può che sottolineare il ruolo positivo e il contributo delle ONG locali: il caso di un piccolo ma significativo progetto di Ashanti Development e Mama Ye in Ghana.

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Ghana, un Paese al buio senza ragionevoli spiegazioni

I frequenti blackout stanno incidendo pericolosamente sugli affari e sull’immagine di questa nazione. Grandi aziende e piccole imprese costrette ad usare generatori e fiumi di benzina, commercianti locali e famiglie affannati, alla ricerca di un modo per gestire l’emergenza. Ma sono ormai circa tre anni che il Ghana fa esperienza di tagli di energia elettrica. E il load-shedding sta diventando sempre più insostenibile.

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Talibé, i bambini che mendicano recitando il Corano

Sono allievi della scuola coranica, la daara, retta da un maestro, il marabout, in Senegal. In alcuni casi diventano oggetto di violenza, abusi e sfruttamento. Ma il comportamento dei marabout è spesso semplicemente dovuto al numero elevato di studenti che diviene ingestibile in termini economici. Le famiglie vengono meno all’impegno preso e così i bambini sono costretti a guadagnarsi da sè quel poco che serve per nutrirsi.Inapplicata una legge del 2005 che vieta questa pratica.

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Transmigrations, un viaggio infinito dal Sahara al Mediterraneo

“Il deserto s’allarga davanti a noi, il sole è a picco e il calore discendente avvolge tutto come un fluido dalla consistenza indefinita. La canicola asciuga la pelle da qualsiasi traccia di sudore, fino al tramonto, che procurerà un po’ di sollievo, temporaneo, prima del ghiaccio della notte Sahariana.
È in queste condizioni che migliaia di persone stipate sopra carichi merci di vecchi camion Mercedes percorrono per giorni l’ultima tappa di un viaggio epico, d’altri tempi…”. Così racconta il fotogiornalista Alfredo Bini, che ha testimoniato l’odissea dei migranti e rifugiati.

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Sud Sudan, non una crisi etnica ma costituzionale

Quello che sta accadendo nel Paese è il frutto di una centralizzazione del potere dovuta alla Costituzione di transizione del Paese redatta nel 2011. Modifiche che hanno ridotto il federalismo e che hanno conferito al presidente una serie di poteri economici, politici, sociali. Non si tratta, dunque, di lotte intestine, come conviene far credere, ma di lotte che mirano a gestire privilegi al di sopra della gestione democratica degli affari del giovane Stato africano. Una breve lettura che aiuta a far luce sui fatti interni del Paese.

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Africa e omofobia, eredità dell’epoca coloniale

In un momento in cui molte nazioni si stanno muovendo verso diritti umani inclusivi l’Africa, al contrario, sta facendo passi indietro. In modo specifico, sulla questione dei diritti degli omosessuali Think Africa Press propone un’analisi in cui si collegano le pratiche e le leggi omofobiche all’era del colonialismo, epoca in cui le leggi antigay hanno le proprie radici. La maggior parte degli africani non riconoscono l’omofobia come eredità coloniale, eppure prima di quel periodo molte culture tradizionali erano tolleranti verso la sessualità espressa con persone dello stesso genere.

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World Bank, lo “sviluppo” che porta ineguaglianza e povertà

Il sistema del “Doing Business” premia i Paesi che consentono facili affari alle imprese estere. Le classifiche elaborate nell’ambito di tale sistema favoriscono Paesi che rispondono alle richieste di chi fa business su scala internazionale, ma vanno a detrimento della maggioranza dei Paesi e “puniscono” chi non risponde alle aspettative. Meno tasse e meno obblighi sulle assunzioni e costo del lavoro sono alcuni dei requisiti richiesti dalle corporation e “imposti” dalla WB ai Paesi in via di Sviluppo.

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Nei musei occidentali i manufatti e le opere rubati all’Africa

Nessuno si batte perché il continente torni in possesso della sua Storia saccheggiata nel tempo. Mentre si continua a credere che gli africani non abbiamo prodotto arte, né lasciato testimonianze del loro progresso nei secoli. Invece i grandi musei delle capitali europee, hanno interi spazi dedicati all’arte africana, spesso più conosciuta all’estero che nei Paesi da cui proviene. Un articolo provocatorio e senza ipocrisie.

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Genocidio Rwanda, storie dimenticate di umanità

È facile ricordare il male, parlarne e scriverne affinché la memoria non si perda. Soprattutto quando si tratta di ricordare un genocidio, come quello ruandese, perpetrato con una ferocia bestiale, in un tempo brevissimo e sotto gli occhi (e le telecamere) del mondo intero. Ma anche quel genocidio così terribile ha avuto i suoi eroi, persone che sono riuscite a conservare lucidità e umanità mentre intorno il virus della violenza infettava con incredibile velocità.

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Dio non ama l’Africa e gli africani intossicati dalla religione

Riflessioni di un intellettuale africano che critica l’approccio alle religioni cristiana e musulmana e considera la religione nel continente alla stregua di un'”intossicazione”. La fede, legata a sedicenti profeti e pastori autoproclamatisi, viene utilizzata da politici e anche uomini di cultura per tenere la massa in uno stato di soggezione e ignoranza.

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