Swaziland, le elezioni politiche all’ombra del potere del re

Un nuovo rapporto pubblicato lo scorso luglio mostra come le ultime elezioni nazionali tenutesi nel 2013 non sono state democratiche. Al contrario, l’intera rappresentazione elettorale sembra essere servita solo a mantenere lo status quo della monarchia assoluta dominante. Il prossimo 21 settembre il Paese sarà chiamato di nuovo alle urne, e le previsioni non preannunciano nulla di buono. Fintanto che i poteri saranno ancora tutti nelle mani del re, non avverranno cambiamenti significativi ma gli elettori sembrano temere troppo le rappresaglie per attuare un vero mutamento.

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SOS Nicaragua, un Paese stretto nella morsa della repressione

Centinaia di morti, altrettante persone scomparse e sconcertanti violazioni dei diritti umani rappresentano l’attuale scenario di un Paese governato da un tiranno – così è considerato – determinato a portare avanti una feroce repressione contro le ormai dilaganti proteste civili. ll presidente nicaraguense, Ortega, al potere da oltre vent’anni, non sembra infatti intenzionato a cedere all’oltre 70% della popolazione che vorrebbe un cambiamento al Governo. Ma se l’opposizione politica si è dimostrata debole, il popolo sembra invece determinato a raggiungere la tanto desiderata, e necessaria, democrazia.

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Camerun, l’ostilità tra anglofoni e francofoni e il silenzio di Biya

Negli ultimi anni il Paese sta vivendo un conflitto senza precedenti tra la regione anglofona e il Governo. Tuttavia il presidente, al potere da oltre quarant’anni, non è stato finore in grado di affrontare le difficoltà, rivelandosi una figura quasi totalmente assente in un momento così decisivo. Arresti, torture e altre forme di repressione da parte delle autorità non hanno fatto altro che incentivare la spinta secessionista. Chi ne va di mezzo, però, sono le persone comuni, soprattutto nelle regioni a rischio, intrappolate in una morsa letale tra ribelli e Governo e totalmente disilluse riguardo il futuro.

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Africa, strategie contro la pericolosa alleanza Monsanto-Bayer

I due colossi, tra le più importanti aziende chimiche al mondo, hanno concluso una storica fusione che cambierà il profilo mondiale dell’agricoltura. In particolare, il settore delle sementi potrebbe comportare cambiamenti fondamentali per gli agricoltori africani che rischiano di diventare sempre più dipendenti dall’estero. Visto l’enorme potenziale del terreno africano, è quindi necessario attuare politiche che puntino al biologico, che coinvolgano maggiormente gli agricoltori locali e permettano di mantenere quella biodiversità tanto necessaria per le future generazioni.

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Ricrescono le foreste, laddove c’è benessere e sviluppo umano

Uno studio finlandese sostiene che i Paesi con più alto punteggio nell’Indice di sviluppo umano dimostrano anche una crescita nella riforestazione. Per quanto questi dati possano sembri incoraggianti, occorre un’analisi più dettagliata dei motivi che portano all’aumento della copertura forestale. E soprattutto bisogna stare attenti che la crescita non avvenga a danno di altri Paesi. Sono anche necessari studi incrociati con i concetti di sviluppo sostenibile per garantire la salvaguardia del maggior numero possibile di foreste nel mondo.

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Argentina, la lotta contro le mega-miniere

In molti Paesi dell’America Latina, le attività di estrazione rappresentano un importante settore dell’economia nazionale. Tuttavia, negli ultimi decenni, progetti noti come le miniere a cielo aperto, sono stati causa di numerosi conflitti per la difesa di diritti ambientali e umani. Le popolazioni locali sempre più disincantate dalle false promesse, si sono organizzate per contrastare l’apertura o la continuazione di simili attività, cercando di trovare metodi alternativi e più sostenibili per il proprio sviluppo.

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Tunisia, la rivoluzione sette anni dopo e i nodi delle alleanze

A trent’anni dall’ascesa al potere di Ben Ali, a sette anni dall’avvio della Primavera Araba, nel Paese si possono identificare quattro punti di conflitto. Innanzitutto il problema della coalizione tra il partito laico Nidaa Tounes e il partito islamista Ennahda; la forma del sistema politico; il ruolo politico dell’Unione Generale Tunisina del Lavoro; e infine l’urgenza di indire elezioni libere. Questi problemi rappresentano gli ostacoli principali per una transizione democratica nel Paese, mentre le elezioni generali e presidenziali sono attualmente previste per fine 2019.

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Venezuela: ascesa e crollo del chavismo, un’analisi storica

Molti nella sinistra latinoamericana hanno le idee chiare su quello che è successo a un Paese considerato una volta un faro di speranza. L’impatto di oltre un decennio di esplicite politiche anti-neoliberali ha fatto cattiva promozione alle alternative ideologiche alle dottrine del libero mercato, e mette in una posizione scomoda i socialisti di tutto il mondo che rispettano e seguono i processi democratici. Analisi retrospettiva che ripercorre vent’anni di storia della politica venezuelana attraverso alcuni delle sue figure chiave, in particolare Luis Miquilena, morto nel 2016 a 97 anni.

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Usa: agenda della resistenza e libertà di stampa a rischio

La settimana pre-natalizia è stata caratterizzata, a livello mainstream, dalle nuove nomine del Trump Team e dal voto degli Electoral College, che ne ha convalidato la vittoria nonostante diffusi richiami al “voto di coscienza“. Passata la paura con riferimento ai collegi, prende dunque forma l’Amministrazione “più ricca della storia Usa”. Sul fronte dell’attivismo, emerge intanto una dettagliata agenda per la “resistenza dei primi 100 giorni”.

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Democrazia aperta, nuove forme politiche nell’era di Internet

“L’intero sistema della democrazia moderna è orientato ad assicurarsi che le masse non partecipino. Quindi, le masse non sono preparate. Abbiamo poi un gruppo di soggetti che si dedicano completamente ad essa, mentre il resto della popolazione si dedica alla propria attività economica privata. Il risultato è il tipo di cittadini che abbiamo: cittadini che non hanno mai partecipato.” Un’intervista all’attivista argentina Pía Mancini sul ruolo che possono assumere le tecnologie nello sviluppo dei sistemi democratici, attraverso la partecipazione attiva e critica delle singole persone.

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