India, non basta un registro con i nomi degli stupratori

Lo Stato indiano presenta uno dei più alti tassi al mondo di reati sessuali. Per cercare di ridurre questa piaga, il Governo ha lanciato un registro dei responsabili di violenze a sfondo sessuale. Tuttavia, uno dei principali ostacoli è il bassissimo numero di denunce che vengono effettuate contro questi crimini, principalmente per via di atteggiamenti tradizionali e sessisti nei confronti delle donne che le fanno sentire colpevoli e nel torto, disincentivando quindi una pubblica accusa. Nonostante i buoni propositi, la strada sembra dunque ancora molto lunga.

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Femminicidio, cancro ‘giustificato’ da società e istituzioni

Ogni anno, in Italia, circa 150 donne perdono la vita per mano di un uomo. Mariti, compagni, ex partner, familiari sfogano la loro violenza assassina come atto ultimo di prevaricazione sulla donna. Il perdurare di una cultura patriarcale che non vuole mettere in discussione il paradigma del “maschio dominante” e lo stereotipo della donna “custode del focolare domestico” non ha finora permesso di affrontare in modo adeguato ed efficace il problema. Vittime secondarie di questo vergognoso fenomeno sono i figli delle vittime di femmincidio. I cosidetti “orfani speciali” sono abbandonati dallo Stato e nulla si sa di dove sono e cosa fanno.

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Venezuela, la crisi travolge la sanità, a pagare sono le donne

La crisi economica che affligge il Paese sudamericano non è solo una tragedia democratica, ma soprattutto una catastrofe umanitaria. La sanità pubblica venezuelana, che nei decenni scorsi era diventata un simbolo di speranza in tutta la regione, non è sopravvissuta alla regressione dell’industria petrolifera su cui faceva completo affidamento. Il sistema sanitario e di assistenza sociale è crollato, mancano attrezzature mediche di base e il numero di medici è in continua diminuzione, con conseguenze disastrose soprattutto per le donne, per i loro diritti e per la loro dignità.

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Sud Sudan, un capo tribù donna contro la violenza sessuale

Di recente è stata eletta a capo dell’etnia Nuer una donna, Rebecca Nyandier Chatim. Potrà realmente contribuire a cambiare la situazione di disuguaglianza di genere e violenza all’interno dello Stato africano? In realtà non si può pretendere che le donne leader cambino da sole un sistema patriarcale violento ben radicato nella società. Tuttavia, con l’aiuto di chi le sostiene possono senz’altro assumere un ruolo guida e contribuire a trasformare questa situazione. In questo articolo alcune ricerche e analisi sul campo.

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Violenza di genere, fenomeno endemico e modello culturale

Sono significativi i dati dell’ultimo Rapporto Istat 2015 “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”, che fa capire quanto ci si trovi di fronte a un fenomeno grave e diffuso. Secondo i dati del Rapporto, 6.788.000 donne hanno subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni, quasi una su tre. Ma le donne dimostrano anche più coraggio: è aumentata dal 67 al 75% la percentuale delle donne che parlano con qualcuno della violenza subita, ed è cresciuto il numero di donne che cerca aiuto presso i servizi specializzati, i Centri Antiviolenza.

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Cina, svolta legislativa per i casi di prostituzione minorile?

Saranno processati per stupro due quarantenni colpevoli di aver pagato una bambina di 13 anni in cambio di prestazioni sessuali. Lo ha deciso la corte di Qionglai, cittadina del Sichuan. La notizia è stata ripubblicata su un centinaio di siti web, innescando un acceso dibattito tra i netizen cinesi. Il caso stabilire una pietra miliare per la giustizia del Paese e fa sperare in una migliore protezione dei minori.

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Soggetti ai margini: i migranti LGBT

Cosa significa essere privi di documenti negli USA? Traendo spunto dalla propria esperienza del sistema di asilo negli Stati Uniti, l’attivista di origini colombiane Mónica Enríquez-Enríquez presenta due video da lei prodotti sui diritti dei migranti LGBT, la violenza e la definizione della propria identità ai margini del contesto sociale.

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Violenza di genere, l’ONU prova a mettere un freno

Violenza sulle donne, un fenomeno che negli ultimi anni si è esteso drammaticamente in tutto il mondo. Pochi giorni fa è stata approvata a New York in sede Onu la Carta contro la violenza, documento non vincolante eppure di storica importanza – a firmarla anche il delegato egiziano.

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