Africa, le leadership senza fine, l’allarmante caso della Guinea

L’Africa subsahariana è caratterizzata dai mandati presidenziali più longevi del mondo. In 8 Paesi africani il presidente non ha alcun limite di mandato e dal 1960 dieci Capi di Stato sono in carica da più di 30 anni. Tale fenomeno è il risultato della diffusa tendenza, da parte di molti leader politici, a utilizzare la Costituzione per favorire l’immortalizzazione del potere. In Guinea, violente proteste sono scoppiate in tutto il Paese quando il presidente Alpha Condé ha proposto l’approvazione di una nuova Costituzione che gli avrebbe permesso di candidarsi per un terzo mandato. Tensioni sulle elezioni del 18 ottobre.

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Italia-Libia, gli accordi bilaterali che calpestano i diritti umani

Quando i diritti umani fondamentali non sono abbastanza tutelati da prevalere su politiche migratorie aggressive si consumano tragedie. L’Italia, con l’appoggio dell’Unione Europea, per contrastare la crisi migratoria, attua l’esternalizzazione delle frontiere che non fa altro che provocare disastri umanitari. Si viene così meno al dovere di accogliere persone in fuga da persecuzioni e guerre violando così il principio di non respingimento. Un alleato in questo gioco pericoloso è la Libia, da anni compagno fisso del nostro Paese in accordi internazionali.

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ONU, avviare dibattito per demolire razzismo e discriminazione

Per giorni sono andate avanti le proteste innescate dall’uccisione di George Floyd. Ora, anche le Nazioni Unite si interrogano su come debellare la piaga del razzismo. In un discorso allo staff, il segretario generale Antonio Guterres ha affermato: il primo passo, inderogabile, è avviare un discussione onesta. La questione va affrontata in tutte le sue componenti: ideologica, sociale ed economica. Infine, bisogna acquisire consapevolezza del fatto che la battaglia contro la discriminazione razziale comincia da ciascuno di noi. Con il rifiuto di qualsiasi forma di abuso e di negazione del diritto. Interessante notare che il primo rappresentante dell’ONU dica che il razzismo esiste anche all’interno dell’organismo.

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Il Gambia esorta la giustizia internazionale per i Rohingya

Un piccolo Stato africano, con un gesto senza precedenti, sta portando avanti la sua causa in difesa dei diritti umani universali. Il Paese ha agito contro il genocidio del gruppo etnico residente nel nord della Birmania, invocando la violazione della Convenzione sul Genocidio dinanzi alla Corte internazionale di giustizia. Accusando apertamente il governo birmano, il presidente gambiano Adama Barrow ha voluto riportare la giustizia internazionale in primo piano per un caso così grave. La fine delle violenze e delle uccisioni indiscriminate, però, non è affatto garantita.

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Crisi climatica e scomparsa delle specie: le sfide del XXI secolo

Oltre un milione di specie vegetali e animali sono a rischio e i ritmi di estinzione sono almeno 10 volte superiori alla media degli ultimi dieci milioni di anni. La comunità scientifica lancia continuamente allarmi sulle preoccupanti conseguenze dei cambiamenti climatici, in gran parte provocati dall’uomo, ma i Governi stentano ad affrontare l’emergenza. Anche la recente conferenza sul clima di Madrid COP25, importante per l’attuazione delle regole dell’Accordo di Parigi, è da considerarsi fallita, con le questioni rinviate a Glasgow 2020.

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Le api stanno scomparendo. Perderemo profumi e sapori

Gli utilissimi insetti gialli e neri stanno pian piano scomparendo e le conseguenze per la natura potrebbero essere irreparabili. Basti pensare che questi piccoli esseri viventi sono tra gli agenti impollinatori più importanti al mondo e che senza la loro azione verrebbero a mancare moltissime colture. Tra le maggiori cause di questo problema vi sono le attività umane e i pesticidi, che incidono negativamente sulla normale attività di questi insetti. ONU, Unione Europea e associazioni non governative stanno lavorando per contrastare questo fenomeno. Siamo ancora in tempo?

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Sud Sudan, un capo tribù donna contro la violenza sessuale

Di recente è stata eletta a capo dell’etnia Nuer una donna, Rebecca Nyandier Chatim. Potrà realmente contribuire a cambiare la situazione di disuguaglianza di genere e violenza all’interno dello Stato africano? In realtà non si può pretendere che le donne leader cambino da sole un sistema patriarcale violento ben radicato nella società. Tuttavia, con l’aiuto di chi le sostiene possono senz’altro assumere un ruolo guida e contribuire a trasformare questa situazione. In questo articolo alcune ricerche e analisi sul campo.

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Ricrescono le foreste, laddove c’è benessere e sviluppo umano

Uno studio finlandese sostiene che i Paesi con più alto punteggio nell’Indice di sviluppo umano dimostrano anche una crescita nella riforestazione. Per quanto questi dati possano sembri incoraggianti, occorre un’analisi più dettagliata dei motivi che portano all’aumento della copertura forestale. E soprattutto bisogna stare attenti che la crescita non avvenga a danno di altri Paesi. Sono anche necessari studi incrociati con i concetti di sviluppo sostenibile per garantire la salvaguardia del maggior numero possibile di foreste nel mondo.

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Yemen, si entra nel quarto anno di una terribile guerra civile

Il 26 marzo 2018 si è entrati nel quarto anno di conflitto in Yemen. Una terribile tragedia che non ha trovato un’adeguata copertura nei media occidentali e la dovuta attenzione della comunità internazionale. La risoluzione della guerra appare di là da venire, mentre migliaia di civili continuano a pagare per l’avidità dei Paesi interessati a spartirsi le ricchezze del territorio. Anche l’ONU si conferma impotente a intervenire per porre fine ai bombardamenti. Nell’articolo una sintesi della situazione.

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Somalia, un Paese devastato da siccità, carestia e conflitto

Negli ultimi anni quest’area del Corno d’Africa è stata colpita da una terribile siccità che ha causato carestia, fame e morte del bestiame e della popolazione. A peggiorare la situazione si aggiunge l’incessante conflitto che il Paese sta affrontando contro Al Shabaab e il terrorismo e che impedisce agli aiuti di raggiungere le comunità in pericolo. L’articolo ripercorre le cause della carestia e mostra come ancora una volta la comunità internazionale sembri lenta a reagire o addirittura indifferente alla sofferenza delle popolazioni.

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