Riso e petrolio, il fiorente contrabbando tra Nigeria e Benin

I due Paesi, nonostante la firma – lo scorso luglio – di un accordo per la libera circolazione di beni e servizi nel continente (AfCFTA – African Continental Free Trade Agreement), continuano ad essere protagonisti di un fruttuoso commercio illegale. Dalla Nigeria parte la benzina, raffinata clandestinamente nelle cosiddette “firewood distilleries”, venduta per le strade del Benin in bottiglie di plastica. In cambio, i porti beninesi, grazie a costi di importazione inferiori, servono ai nigeriani da punto di approdo per il riso del sud-est asiatico destinato al mercato nero.

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Libano, “ci ribelliamo contro corruzione, tasse e malgoverno”

Il Paese dei cedri è ormai da mesi teatro di una forte agitazione popolare. Oltre 1 milione di persone è sceso ripetutamente in piazza per protestare contro il rincaro di una serie di tasse. Il rafforzamento dell’austerity interviene nell’ambito di un contesto economico già di per sé molto fragile. Intanto, il 19 dicembre, Hassan Diab è stato incaricato di formare un nuovo Governo tecnico. Decisione che ha suscitato un’ulteriore ondata di malcontento. Per capire meglio cosa sta accadendo a Beirut, Voci Globali ha intervistato Nizar Hassan, giornalista, ricercatore, cofondatore del movimento politico LiHaqqi e attivista per i diritti umani.

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Sudan, immagini dal sit-in che ha segnato la rivoluzione

Il sogno di un Paese diverso, in cammino verso una democrazia stabile dopo decenni di dittatura e repressione militare, ha fatto sbocciare e dato finalmente spazio ad artisti e movimenti popolari rimasti nell’ombra per moltissimi anni. I giorni delle proteste a Khartoum, tra l’aprile e il giugno di quest’anno, hanno rappresentato un momento di forte liberazione e creatività tra i giovani sudanesi, e non solo, culminati in espressioni artistiche quali poesie e graffiti sui temi del cambiamento e della rivoluzione. Proseguono le corrispondenze di Michele Pasquale.

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India e crisi ambientale, informazione soffocata dalla censura

Se è vero che la democrazia si misura anche attraverso la libertà e l’indipendenza dell’informazione, allora lo Stato indiano è in allarme. Troppo spesso, infatti, i giornalisti vengono messi a tacere e le notizie “scomode” per il Governo non vengono diffuse. Dai gravi problemi ambientali del Tamil Nadu alla carenza di acqua nei piccoli villaggi fino ai casi di suicidi in aumento, molti eventi dell’India sono mal documentati. Diminuisce, così, la qualità della democrazia e la possibilità di avere una popolazione davvero consapevole.

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Hong Kong, suicidi sospetti, morti misteriose. Il coraggio si paga

Voci Globali presenta un inquietante ritratto della situazione nell’ex colonia britannica travolta dalle proteste. Il tasso di suicidi non è mai stato così alto e sono ormai in molti a credere che queste morti nascondano ben altro: giovani trovati in mare con le mani ancora legate, ragazzi che si buttano dai piani alti senza però lasciare segni di sanguinamento sull’asfalto, con tracce di manette ancora sui polsi. Paura e confusione si avvertono dappertutto, mentre la gente chiede la verità ogni giorno, chi scendendo ancora per strada, chi lasciando un fiore bianco alla stazione di Prince Edward.

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Iraq, uniti nella Rivolta di Ottobre al grido “vogliamo una Patria”

Gassid Mohammed, poeta, scrittore, docente universitario, ci porta nelle piazze irachene dove da oltre un mese i cittadini e le cittadine sunniti, sciiti, cristiani, yezidi, curdi, senza alcuna distinzione stanno manifestando contro il Governo, contro i partiti, contro la logica di spartizione e amministrazione del potere che impera da anni. Moltissime le donne scese per le strade. In questo contributo una ricostruzione degli eventi sociali e politici che hanno portato fin qui. Partendo dall’aprile del 2003, quando un carro armato americano ha abbattuto la statua del dittatore Saddam Hussein.

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Benin, perché tradizioni e capi religiosi contano più dello Stato

Un viaggio nei remoti villaggi africani può stupire per l’organizzazione amministrativa e istituzionale delle piccole società. Qui, infatti, spesso si mescolano strutture burocratiche e di gestione del potere imposte dal colonialismo occidentale e sistemi di autorità tradizionali. Il risultato? A Sokpontà (Benin) per esempio, un misto di figure e istituzioni come la gendarmerie, l’ufficio del delegué, il centro di geomanzia, il palazzo del re, il capo religioso. Ecco perché la giustizia tradizionale africana resiste sul diritto occidentale e può essere preziosa per le comunità locali.

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Samos chiama l’Europa, nell’hotspot emergenza fuori controllo

È trascorso quasi un mese dal terribile incendio che nella notte di lunedì 14 ottobre ha devastato la “giungla”, vasta area dove risiedono i migranti che non hanno beneficiato di una collocazione all’interno dell’hotspot nella piccola isola greca. La realtà è che l’hotspot è al collasso, incapace di tutelare sia i rifugiati, di cui calpesta dignità e diritti, che i locali, che lamentano il forte calo nel turismo, di cui di fatto vive l’isola. Entrambi – rifugiati e popolazione di Samos – sembrano uniti dallo stesso destino: l’impossibilità di un futuro migliore, ed è sempre più urgente la necessità di un intervento da parte della UE.

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Tamil Nadu, i villaggi stretti tra i disastri del clima e industrie

I pescatori dei piccoli villaggi in India lottano ogni giorno contro i danni causati dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Nella regione del Tamil Nadu, per esempio, le comunità locali hanno tentato di manifestare contro le pratiche delle industrie che scaricano rifiuti nel mare e nei fiumi. Ma la protesta è finita in tragedia con diverse vittime. Oggi, queste stesse persone cercano di sopravvivere all’impatto distruttivo degli scarichi in mare, dell’erosione delle coste, della scarsità di pesce. Attaccamento alle tradizioni e senso di appartenenza uniscono i villaggi in questa sfida quotidiana.

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Afghanistan, l’emigrazione rischiosa di adolescenti senza futuro

Raccontiamo la storia di Adbul e Masoud – nomi di fantasia – che assomiglia a quella di tanti altri ragazzi della loro età. La breve narrazione, riferita a fatti accaduti lo scorso anno, si basa su fatti reali e informazioni di prima mano, e sul profilo, le esperienze e le dinamiche socio-economiche di molti giovanissimi afgani che ogni giorno passano il confine per e dall’Iran con conseguenze estreme nelle loro vite. Costretti a partire dietro la spinta della necessità e con il consenso delle famiglie, subiscono poi violenze di ogni tipo e di alcuni si perderanno completamente le tracce.

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