Colombia, le ragioni profonde dell'”astensione alla pace”

L’intervento e l’analisi di una ricercatrice sul campo che racconta gli stati d’animo e le reazioni – precedenti e successive al voto – dei colombiani. L’orientamento al sì del plebiscito si reggeva su due premesse di fondo: che la pace possa essere raggiunta e che possa essere raggiunta attraverso la partecipazione collettiva. Per molte persone, però, queste due premesse sono del tutto false. E i colombiano continuano a pensare sia meglio non impegnarsi nella politica.

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Israele e Palestina: “pace”, concetto rimasto senza significato

Dal 1993, il concetto di “pace” non ha mai garantito la fine delle uccisioni e degli attentati, delle confische e delle demolizioni. Netanyahu e gli attentatori suicidi rappresentano due facce della stessa medaglia: entrambi letali e inarrestabili. Ma occorre soprattutto concentrare gli sforzi nel contrasto a Netanyahu e al suo governo estremista, che devono affrontare le proprie responsabilità e smetterla di spargere odio. Le loro azioni esprimono chiaramente l’eco della loro indifferenza nei confronti della pace in questi territori, e per questo devono essere fermati.

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L’intolleranza per l’impunità non rende la CPI nemica della pace

La ricerca di responsabilità per i crimini di guerra rende più difficile l’opera dei mediatori di pace,ma ciò resta necessario. Naturalmente, esiste una tensione continua tra la ricerca della pace e la necessità di giustizia. Ma è inutile far passare misure di impunità per giustizia alternativa. Giustizia e pace possono collaborare, peraltro l’impegno della CPI di porre fine all’impunità è stato sancito dalle Nazioni Unite nel diritto e nella politica internazionale.

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La storia di Zak, figlio di terrorista che ha scelto la pace

Il padre ha ucciso e organizzato attentati, lui ha spezzato il ciclo dell’odio e della violenza. Una scelta possibile, dice. La pace si può imparare e insegnare. L’intervento su TED di Scilla Elworthy, da sempre impegnata nella risoluzione dei conflitti, e la guida di Gene Sharp, definito “il Clausewitz della guerra nonviolenta” con i suoi 81 metodi per la resistenza non violenta. Perché il percorso per risolvere i conflitti è lungo, meditato, accurato e richiede precise strategie.

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Oltre il muro, storie da Israele e Palestina

Presso Le Gallerie di Piedicastello, suggestivo spazio museale ricavato da due tunnel autostradali in disuso alla periferia di Trento, è in corso fino al 25 maggio prossimo un’articolata e interessante esposizione dal titolo “OLTRE IL MURO – Storie da Israele e Palestina”. Come si può leggere nella presentazione della mostra, l’associazione “Pace per Gerusalemme – il Trentino e la Palestina” ha raccolto 76 storie di giovani israeliani e palestinesi di età compresa tra i 10 e i 16 anni, provenienti da situazioni di vita e culture diverse: gli studenti dell’Istituto delle Arti di Trento e Rovereto le hanno lette e fatte proprie, raffigurandole con varie tecniche espressive.

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Conferenza a Nayarit, per un disarmo nucleare umanitario

La discussione sempre più vivace sull’impatto umanitario delle armi nucleari può far progredire le trattative sul disarmo. Una recente conferenza in Messico ha avuto proprio lo scopo di ribadire gli scenari e i rischi che corre il pianeta e di sottolineare strategie positive per il dialogo che porti all’abolizione dell’uso di tali ordigni. L’obiettivo è quello di superare gli interessi nazionalistici a favore della sicurezza reale di tutto il genere umano.

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Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

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