Vivere nella Striscia di Gaza, da 70 anni prigione a cielo aperto

Esiste un territorio nella regione palestinese che è considerato una sorta di prigione per i suoi circa 2 milioni di abitanti. È la Striscia di Gaza, lingua di terra incuneata tra Israele ed Egitto che ogni giorno deve fare i conti con le restrizioni alle libertà imposte nel 2007 dal Governo di Tel Aviv. Persone e beni di prima necessità riescono a transitare nella Striscia solo in base a quote stabilite da Israele. La conseguenza è l’aumento di povertà, frustrazione e violenza tra gli abitanti palestinesi, ancora in cerca di libertà e giustizia. Ce lo racconta anche Ahmed Masoud, originario della Striscia e autore del romanzo “Scomparso”, edito in Italia da Legeb.

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Ambiente, la resilienza del Mar Rosso al cambiamento climatico

Recenti studi hanno dimostrato che la flora e la fauna del Mar Rosso riescono a resistere ai cambiamenti climatici grazie alla loro capacità di adattamento, permettendo così di ripopolare le barriere coralline che stanno morendo. Importante attore di questo cambio di tendenza è stata anche l’assenza di turismo di massa nella regione negli ultimi anni, a partire dai disordini della Primavera araba, che ha scoraggiato le partenze verso note località di vacanze come Sharm el Sheikh e Hurghada. L’ecosistema sottomarino mediorientale rappresenta un unicum e deve essere protetto affinché i coralli possano sopravvivere e permettere il mantenimento dello status quo di quel mare.

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Egitto, la violenza di Stato e l’illusione della modernità

Da tempo il regime militare egiziano al potere ha aumentato l’uso della violenza, della repressione e delle sparizioni di massa. La comunità internazionale, così come diverse organizzazioni, hanno denunciato più volte le gravi violazioni di diritti umani perpetrate nel Paese. Dal canto loro, tuttavia, il Governo e i suoi sostenitori, tra cui il ceto medio urbano, continuano a negare l’evidenza. Puntando il dito contro rivali e continuando a proporsi come la sola forza che può garantire stabilità e modernità, il regime cela in realtà gravi reati che alla fine si ripercuotono sulla popolazione.

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Gaza, il futuro frenato dall’indifferenza e dalle paure di Israele

Le immagini di uomini, donne, giovani e anziani palestinesi diretti verso il confine israeliano hanno creato una terribile angoscia nell’immaginario collettivo. Non c’è da affrontare solo il recente conflitto esploso sulla Striscia, ma anche far fronte alle sue cause, per dare agli abitanti di Gaza un qualche motivo per credere ancora nel loro avvenire. Ma Israele, in realtà, nutre forti preoccupazioni circa la sua sicurezza. Si preoccupa che il miglioramento delle condizioni, in particolare di quelle economiche, darebbe ad Hamas nuove opportunità per rafforzarsi.

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Yemen, si entra nel quarto anno di una terribile guerra civile

Il 26 marzo 2018 si è entrati nel quarto anno di conflitto in Yemen. Una terribile tragedia che non ha trovato un’adeguata copertura nei media occidentali e la dovuta attenzione della comunità internazionale. La risoluzione della guerra appare di là da venire, mentre migliaia di civili continuano a pagare per l’avidità dei Paesi interessati a spartirsi le ricchezze del territorio. Anche l’ONU si conferma impotente a intervenire per porre fine ai bombardamenti. Nell’articolo una sintesi della situazione.

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Dal Sinai alla Libia stessa vergogna: uomini in vendita e torture

Oggi nel Paese del Nord Africa i rifugiati sono venduti all’asta come merce e vittime di terribili violenze. Il dramma della violazione dei diritti umani si ripete. Dopo gli abusi subiti dai migranti africani in Sinai qualche anno fa ed emersi anche grazie alle testimonianze di Associazioni e ONG, la Storia ci presenta di nuovo esseri umani ridotti in stato di schiavitù. Questo è anche il risultato delle recenti politiche internazionali e degli accordi con alcuni Paesi africani di uscita o di transito dei migranti. L’intervista con Alganesh Fessaha, di origine eritrea e presidente di Gandhi Charity ci aiuta a capire alcuni aspetti di queste vicende vergognose.

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Iran, le sfide del presente e del futuro. Un libro per raccontarle

In vista delle ormai prossime elezioni presidenziali di maggio sono numerosi gli interrogativi che si affacciano: come sta cambiando il Paese, oggi così centrale nel determinare gli equilibri in Medio Oriente? Ci risponde il giornalista Antonello Sacchetti, che conosce a fondo l’Iran, a cui ha dedicato diversi viaggi e libri, e dal 2012 cura anche il blog “Diruz. L’Iran in italiano” (www.diruz.it), che ha fondato. Con lui proviamo a ragionare sulla posizione del Paese sciita nello scenario internazionale, sulla sua politica e sulla sua economia nel presente e nel futuro.

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Egitto, dietro la violenza di Stato la vera natura del potere

Dopo il colpo di Stato del 2013, la pratica della tortura in Egitto risulta in costante aumento: ma qual è la logica che sta dietro il suo uso indiscriminato e istituzionalizzato? Secondo molte analisi, l’uso dilagante della tortura in questo Paese è strettamente collegato alla natura del regime al potere, scarsamente organizzato e ideologicamente incoerente, e non diminuirà negli anni a venire. Soprattutto se perderà la sua egemonia e dovrà affidarsi ancora di più alla forza, nel qual caso è facile prevedere che l’utilizzo della tortura aumenterà con il passare del tempo.

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Egitto e infibulazione, tra divieti ed evoluzione culturale

L’Egitto sta prendendo in considerazione l’adozione di pene e ammende più severe per i medici e i genitori che eseguono la mutilazione dei genitali alle proprie figlie, ma assisteremo davvero a un cambiamento? Il governo dovrebbe piuttosto sviluppare un dibattito forte e coerente contro questa pratica e alimentare un dibattito sociale in cui venga trattate dal punto di vista dei diritti delle donne.

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Taxi Cairo, un tour attraverso convivenze difficili

Cristiani, danzatrici del ventre, maiali. Il capoluogo egiziano visto attraverso un insolito giro turistico della città. Dopo la rivoluzione e le proteste della Primavera araba nel 2011 sono cambiati molti scenari. In questo breve reportage si racconta il Paese attraverso occhi diversi e storie che non vengono raccontate dai mainstream, ma che danno la misura dei difficili rapporti interni. Passando da squallidi locali o quartieri e ascoltando chi oggi preferisce parlare sottovoce. Nota dell’autore: nomi e riferimenti che potessero ricondurre agli intervistati sono stati cambiati. Per lo stesso motivo sono state omesse precisazioni dettagliate sui luoghi descritti

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