23 Febbraio 2024

save the children

Bambini in guerra, abusi oltre ogni limite su minori usati in conflitti

L’Onu non aveva mai registrato tante gravi violazioni contro i minori nei conflitti armati di tutto il mondo in un solo anno come nel 2022. Sono stati uccisi, mutilati, arruolati, rapiti, stuprati, arrestati. Le loro scuole e gli ospedali in cui cercavano cure sono stati bombardati, gli è stato persino negato l’accesso umanitario. RD Congo, Somalia, Israele e Palestina sono ancora i peggiori inferni per i bambini. Per la prima volta nella “lista della vergogna” del Segretario generale entra la Russia; il grande assente, di nuovo e nonostante le numerose gravi violazioni verificate, è Israele.

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Generazione di poveri. E in Italia cresce anche la povertà educativa

Un milione e 400mila minori in povertà assoluta, la più alta percentuale di bambini sotto i sei anni a rischio di povertà ed esclusione sociale dal 1995, e una scuola che non c’è, incapace di colmare le disparità socio-territoriali e di farsi presidio di futuro contro le catene di marginalità che diventano quasi un’eredità familiare nel Bel Paese. Della generazione di poveri che cresce in Italia abbiamo parlato con la sociologa e filosofa Chiara Saraceno, con la professoressa di Psicologia generale dell’Università di Parma, esperta di Psicologia Cognitiva, Olimpia Pino e il direttore di Caritas Italiana Don Marco Pagniello.

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Tratta degli esseri umani, in Italia cresce la capacità di adescamento

Minori e donne, ma anche persone particolarmente vulnerabili come transgender, disabili, analfabeti, disperati senza nulla da perdere: sono tutti potenziali e reali vittime dello sfruttamento a scopo sessuale o lavorativo per mano dei trafficanti, ben radicati anche in Italia. Il nostro Paese non fa ancora abbastanza per fermare il vergognoso fenomeno, troppo spesso legato anche a norme sull’immigrazione e sull’accoglienza inadeguate e terreno fertile per gli sfruttatori. La tratta inoltre rischia di proliferare attraverso strade nuove, più sofisticate, come l’e-trafficking. Il richiamo all’azione politica è più urgente che mai.

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Tratta di esseri umani, il fiorente mercato della moderna schiavitù

30 luglio, Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani. Almeno 40 milioni le vittime nel mondo, trafficate principalmente a scopo di sfruttamento della prostituzione e del lavoro forzato. Una vittima su tre è un bambino. A definire il profilo delle categorie più a rischio sono le condizioni di estrema vulnerabilità sociale e materiale, e sono devastanti gli effetti della pandemia da Covid-19. È decisivo il ruolo giocato da razzismo, xenofobia, e discriminazione di genere. Per i trafficanti, sono grandi profitti e minimi rischi. E l’indifferenza collettiva è la grande complice.

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Minori non accompagnati, così l’Europa li ha abbandonati

Cinque anni dopo la tragica morte di Alan Kurdi – divenuta simbolo della “crisi rifugiati” in Europa – le condizioni dei bambini migranti sono peggiorate. L’UE ha perso l’occasione di garantire loro maggiore sicurezza e protezione, adottando misure sempre più restrittive. È quanto emerge da un nuovo report di Save the Children. Voci Globali ha incontrato la dottoressa Antonella Inverno, responsabile Politiche Infanzia e Adolescenza presso la sezione italiana dell’ONG, per comprendere meglio il contesto normativo europeo e il gap tra quanto previsto sulla carta e la realtà dei fatti.

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Infanzia “periferica”, povertà e sfide per riqualificare i territori

Nell’ultimo report di Save The Children sulle condizioni dei minori sul territorio italiano, sempre più numerosi risultano i bambini e gli adolescenti che vivono in periferia, non soltanto in senso fisico. C’è una grande differenza di stimoli, opportunità e prospettive a seconda del contesto in cui si nasce. Le disuguaglianze sono dunque il frutto di uno scarso investimento sui giovanissimi in un’epoca in cui l’ascensore sociale sembra essersi bloccato in maniera irreversibile. Per fortuna si può contare ancora sul lavoro di diverse Onlus e Associazioni che vanno controcorrente. Ma sono sufficienti queste iniziative della società civile?

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Spose bambine, così si infrangono i diritti dell’infanzia

Secondo il recente rapporto di Save the Children la piaga dei matrimoni precoci riguarda circa 40 milioni di minori in tutto il mondo, di fatto bambini, che vedono negato il diritto ad un’infanzia libera. La diffusione di questa pratica è di portata globale e interessa molti Paesi dell’Occidente avanzato compresi gli Stati Uniti. Nonostante la drammaticità del fenomeno, le misure introdotte per arginarlo sono ancora insufficienti. Fattori determinanti che spingono a questa pratica sono principalmente la povertà, i dettami religiosi e la credenza che il matrimonio rafforzi il prestigio e l’onore di una famiglia.

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18 anni e poi? Cosa succede agli (ex) minori non accompagnati

Il 2016 è un anno record per l’arrivo in Europa di minori stranieri stranieri non accompagnati. La maggior parte di essi procede con la richiesta di asilo, ma la disomogeneità delle leggi tra i Paesi membri e l’aumento del flusso migratorio ha evidenziato le difficoltà. Come spesso accade sono le realtà locali e la società civile a rispondere per prime a queste difficoltà: a Bologna, per esempio, il progetto Vesta prevede l’accoglienza in famiglia dei neo-maggiorenni oppure il dormitorio di Accoglienza Degna fa sì che essi non si ritrovino per strada. Mentre l’UE spinge per l’armonizzazione e l’ Italia attende l’approvazione di una legge che accresca la tutela.

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La guerra in Siria fa impennare il numero delle spose bambine

Crescono in maniera preoccupante anche le gravidanze delle giovanissime. Nel mondo sono settecento milioni le spose precoci e il loro numero continua ad aumentare. Secondo Save The Children a questo ritmo nel 2050 avremo 1,2 miliardi di giovanissime sposate.

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Schiavitù minorile, una macchia nera nel Belpaese

Se il fenomeno della schiavitù, a cominciare dalla tratta degli esseri umani, è ancora drammaticamente presente ai nostri tempi, la cosa più inquietante è che il numero dei bambini vittime di questa realtà è ancora eccessivamente alto. Un minore vittima di tratta è ogni persona al di sotto dei 18 anni che è reclutata, trasportata, trasferita, ospitata o accolta a fine di sfruttamento, sia all’interno che all’esterno di un Paese, anche senza che vi sia stata coercizione, inganno, abuso di potere o altra forma di abuso.

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