Matrimoni precoci, anche l’Occidente viola i diritti dei minori

Contrariamente a quanto si possa pensare, i matrimoni infantili non sono prerogativa esclusiva del Sud del mondo. La pratica esiste anche nei cosiddetti Paesi sviluppati, compresi gli USA. Il problema è che vi sono normative che, non rispettando gli standard internazionali, prevedono una serie di scappatoie volte a rendere legittime le unioni precoci. L’ONU considera il “child marriage” una violazione dei diritti umani e una pratica dannosa che impedisce, soprattutto alle donne, di vivere la propria vita libera da ogni forma di violenza. Per tale ragione, ha avviato una campagna volta a sradicare il fenomeno, a livello globale, entro il 2030.

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Spose bambine, così si infrangono i diritti dell’infanzia

Secondo il recente rapporto di Save the Children la piaga dei matrimoni precoci riguarda circa 40 milioni di minori in tutto il mondo, di fatto bambini, che vedono negato il diritto ad un’infanzia libera. La diffusione di questa pratica è di portata globale e interessa molti Paesi dell’Occidente avanzato compresi gli Stati Uniti. Nonostante la drammaticità del fenomeno, le misure introdotte per arginarlo sono ancora insufficienti. Fattori determinanti che spingono a questa pratica sono principalmente la povertà, i dettami religiosi e la credenza che il matrimonio rafforzi il prestigio e l’onore di una famiglia.

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La guerra in Siria fa impennare il numero delle spose bambine

Crescono in maniera preoccupante anche le gravidanze delle giovanissime. Nel mondo sono settecento milioni le spose precoci e il loro numero continua ad aumentare. Secondo Save The Children a questo ritmo nel 2050 avremo 1,2 miliardi di giovanissime sposate.

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