Rohingya, le tracce storiche di un genocidio annunciato

In Myanmar, la minoranza più perseguitata al mondo è vittima di genocidio e di crimini contro l’umanità. La persecuzione avviene da 40 anni, portata avanti attraverso le bugie e la negazione di ciò che sta avvenendo. Ogni giorno circa 200.000 persone cercano la salvezza al di là del confine in Bangladesh, persino camminando su campi minati. La stessa Aung San Suu Kyi è riluttante a parlare di questa situazione. Il mondo è testimone ma sembra non avere il coraggio di guardare, di riconoscere quello che sta accadendo da molti anni. L’analisi del direttore dell’Istituto su Apolidia e Inclusione di Eindhoven.

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Land grabbing, crimine contro l’umanità sotto giurisdizione CPI

Recentemente la Corte Penale Internazionale ha annunciato una modifica ai criteri per la selezione dei casi e alla politica stessa per la definizione delle priorità della Corte. Saranno perseguiti anche i reati commessi, o che comportano “la distruzione dell’ambiente, lo sfruttamento illegale delle risorse naturali, oppure l’espropriazione illegittima dei terreni”. Tutto è nato dalla mobilitazione dovuta alle violenze, uccisioni, stupri ed espropri in Cambogia legati alla deforestazione e all’acquisizione forzata della terra. Ora tali azioni saranno considerate al pari dei reati più gravi passibili di processi penali internazionali..

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