23 Luglio 2024

Afroitaliani

Sabrina Onana, un doc per affrontare stereotipi su afrodiscendenza

Sabrina Onana è una giovane regista italocamerunese di Napoli e trasferita a Parigi. Ha dato vita ad un progetto che indaga sugli afroitaliani, sullo ius soli, e sulle seconde generazioni. Sabrina è anche fotografa, insomma una persona a cui piace raccontare attraverso il mezzo visivo o audiovisivo. Ha studiato sociologia alla Sorbona ed è lo sguardo ad una società che cambia che ha ispirato “Crossing the color line“, documentario in due parti in cui racconta le giovani generazioni di afroitaliani, dà loro voce e mette in luce le incongruenze di una società (e di una politica) che non sa osservare e gestire il cambiamento.

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Karim Metref, dall’Algeria ad un’Italia dalle tante voci migranti

Nato in Algeria è in Italia da oltre vent’anni. Karim Metref è educatore, ha lavorato per molti anni come giornalista e animatore radiofonico nella città dove vive, Torino. Continua a scrivere come indipendente ma si dedica anche a diffondere le voci, la scrittura, dei migranti. Karim dà spazio a questa letteratura attraverso un progetto online che si chiama Letterranza. Molto interessante soprattutto per capire l’Algeria, il suo sito Divagazioni. In questa intervista, tra le altre cose, ci avvicina al suo Paese, che negli anni delle lotte per le indipendenze divenne polo di attrazione per i movimenti di liberazione nel mondo.

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Luisa Wizzy Casagrande, quel ponte culturale tra Veneto e Biafra

Antropologa, imprenditrice, mentoring e fondatrice del blog Métissage, sangue misto. Luisa Wizzy Casagrande ci racconta della cultura mixed, di come viene sentita ed espressa in Italia e della necessità di continuare un confronto diretto, e una riflessione scevra da prese di posizione – compreso l’uso del linguaggio – sui temi della “bi-razzialità” e multiculturalità. Nata in Nigeria, cresciuta tra le culture Igbo e Yoruba ha poi trovato in Veneto altre strade di espressione, mettendo sempre al centro la necessità di allargare lo sguardo per superare la “sindrome dell’impostore razziale”.

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Aida Aicha Bodian, quando creatività fa rima con comunità

La sua mission è: Afro Women Empower, ed è quello che fa in tutti i suoi progetti: sostenere, dare visibilità, evidenziare i talenti e le attività delle donne afroitaliane. Aida Aicha Bodian è italo-senegalese, vive a Parigi e ha fondato Nebua World, Roots Evolution, The Diversity Network, MelaninNappy… tutte iniziative che mirano a portare alla luce la consapevolezza e i valori della diversità. L’anno scorso ha pubblicato “Le parole dell’umanità“. Il suo blog (che raccoglie le sue idee e progetti) è Afritalgirl.com.

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Soumaila Diawara, il poeta rifugiato che denuncia l’ingiustizia

Costretto a lasciare il suo Paese, il Mali, per ragioni politiche e dopo essere passato per Algeria e Libia, arriva in Italia dove ottiene lo status di rifugiato “per forza e per necessità” come dice lui. Attivista, poeta, comunista come la nonna che lo ha cresciuto. Ci racconta della situazione in Mali e di come si è arrivati alla crisi socio-politica che vive da anni. Soumalia accusa l’imperialismo e le ingerenze internazionali e dice che anche l’Italia deve lasciare il Paese. “Dal colonialismo in poi – afferma – non ci hanno mai lasciato fare quello che volevamo. Ecco perché il Paese è in queste condizioni”.

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Nigeria, democrazia di facciata ma i giovani guardano al futuro

Bridget Uche e Oladimeji Mudele, giovani nigeriani che risiedono in Italia, riflettono sulle proteste scoppiate in Nigeria a partire dal 7 ottobre (#EndSARS) per dire basta alla violenza e prevaricazione della Sars. Il dipartimento speciale di polizia, istituito nel 1992 per arginare crimini come rapine e rapimenti, con il tempo si è trasformata in un’unità fuori controllo che negli anni ha perpetrato abusi, esecuzioni extragiudiziali, arresti e detenzioni immotivati. Un’analisi, sintetica ma a tutto campo, sul presente e sul futuro del Paese.

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Rahma Nur, quel corpo nero e tormentato che prende la parola

Rahma, arriva in Italia da Mogadiscio all’età di 5 anni. Insegnante, scrittrice, poeta, trova nella parola il modo per dare forma a emozioni, dolori, traumi. La nerezza e l’invalidità – causata dagli effetti della poliomelite – le fanno conoscere ostilità, discriminazione, ma anche solidarietà, amicizie e le fanno sperimentare quella che chiama “invisibilità”. Per uscire da quell’invisibilità usa la parola. Ed è ancora attraverso la scrittura che riesce a raccontare il dramma della mutilazione genitale. Un evento che ha toccato profondamente la sua vita.

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Stephen Ogongo, sogno un Parlamento dell’Italia multiculturale

Stephen Ogongo, attivista e comunicatore sociale vive in Italia dal 1995. È nato in Kenya. Ha studiato Comunicazione sociale – con successivo dottorato in Scienze sociali – alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Con i siti di servizio – da lui amministrati – Stranieri In Italia e Cara Italia, fornisce informazioni agli immigrati che si trovano in Italia. Lo scopo è facilitare l’integrazione e non lasciare gli immigrati soli sia dal punto di vista delle necessità legislative che da quello dei rapporti e legami umani.

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MeticciaMente, un ponte di storie e culture tra Roma e Abidjan

Pamela Aikpa Gnaba, blogger, ha deciso di fare il “percorso inverso” e dall’Italia è andata a vivere in Africa, Costa d’Avorio. Una scelta che aiuta anche noi che l’ascoltiamo ad approfondire la cultura ivoriana ma anche ad assumere gli strumenti per scardinare quei pregiudizi che con il tempo creano fratture tra persone e società. In questa intervista un piccolo assaggio delle tradizioni e della vita quotidiana ad Abijan e dintorni e la storia di chi è cresciuta in una famiglia mista con il vantaggio di avere punti di vista diversi e ampi. Il suo blog è “MeticciaMente”.

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Marilena Delli, la talent scout che porta gioia all’Africa nascosta

Scrittrice, fotografa, regista, documentarista. Nata in Italia da padre italiano ex prete missionario in Africa e da madre rwandese. Nel suo secondo libro, “Negretta”, racconta cosa ha voluto dire crescere in un quartiere del bergamasco, enclave della Lega. Oggi con Ian Brennan, pluripremiato produttore musicale, va in giro per il mondo – in particolare in Africa – a scoprire talenti musicali facendoli emergere dall’apartheid artistica in cui altrimenti rimarrebbero confinati. Progetti che includono esperienze di etnomusicologia e musicoterapia in contesti di dolore e isolamento come la prigione di massima sicurezza Zomba, in Malawi.

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