29 Febbraio 2024

Afroitaliani

Abba Mussie Zerai, sacerdote e attivista, migrante tra i migranti

Candidato al Nobel, definito “angelo dei profughi” e “padre dei rifugiati” – ma lui preferisce “migrante tra migranti” – ha dedicato la sua vita non solo alla fede, ma anche all’attivismo e alla lotta per il rispetto dei diritti umani, in special modo quelli dei rifugiati. Di origini eritree è arrivato in Italia a 16 anni. “I diritti – dice – oggi sono un privilegio di alcuni. Ho aiutato i migranti perché non volevo essere tra quelli che hanno omesso di soccorrere chi rischiava di morire in mare. Finché sono in vita il mio obiettivo è quello di essere utile a me stesso e agli altri”.

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Mehret Tewolde, Italia Paese multiculturale ma non inclusivo

Incontriamo Merhet Tewolde, origini eritree, in Italia da 42 anni. Con lei ripercorriamo una vita da afroitaliana, gli incontri che hanno segnato la sua crescita – come quello con il grande Eduardo, che le è stato un po’ padre, un po’ amico, un po’ mentore – o quelli difficili di intergrazione e conoscenza del nuovo Paese. Con lei parliamo del suo impegno come CEO di IABW, del suo ruolo di “pungolo” verso le istituzioni italiane affinché prendano finalmente coscienza della multiculturalità del Paese. Parliamo anche di afrofobia, dell’importanza di fare squadra tra afroitaliani e lanciamo un messaggio ai presidenti Conte e Mattarella.

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Afroitaliana nelle molteplici identità e guardando all’Europa

Con l’intervista ad Abril K. Muvumbi, Voci Globali inaugura la rubrica AfroItaliani. L’intenzione è quella di conoscere e dare spazio a chi – nato, o da anni in questo Paese – sta investendo le propria vita e le proprie competenze non solo per se stesso, ma anche per contribuire al cambiamento della società e al raddrizzamento di certe storture. Con Abril parliamo della sua esperienza al Parlamento Europeo, di razzismo, di politica, ma anche di dialogo per superare certi conflitti non solo sulle piazze ma all’interno delle Istituzioni.

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