Giovani che resistono: palestinesi e israeliani contro l’apartheid

Le recenti tensioni nella Cisgiordania hanno riportato la questione palestinese al centro dei dibattiti sulla stampa internazionale. A partire dagli anni Novanta, l’espansione delle colonie israeliane e l’aumento della pressione militare hanno causato l’aggravarsi delle condizioni di vita per i palestinesi. Per contro, la risposta della popolazione e delle nuove generazioni offre spunti di analisi rilevanti. Attraverso l’intervista all’attivista palestinese Sami Hussein Huraini dell’associazione Youth of Sumud, Voci Globali riporta uno spaccato della realtà quotidiana nei territori sotto occupazione israeliana.

Leggi il seguito

Violenze inter-comunitarie e islamofobia: l’India di Narendra Modi

La capitale del subcontinente è stata nuovamente teatro di scontri tra indù e musulmani, riaccendendo il dibattito sulla tenuta della democrazia indiana e sul ruolo del nazionalismo indù. Da diversi anni il Governo ha intrapreso un atteggiamento ostile o di aperto scontro con la comunità islamica del Paese. Le motivazioni sono da ricercarsi nella diffusione di dottrine estremiste afferenti alla dottrina dell’Hindutva. La mancanza di equidistanza di fronte agli scontri e le discriminazioni suscitano allarme sulla tenuta dello stato di diritto, anche alla luce di un’opposizione attiva ma estremamente frammentata.

Leggi il seguito

Lo Sri Lanka dei Rajapaska sull’orlo del collasso, le fasi della crisi

Da diversi mesi la situazione nella Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka ha raggiunto un livello di emergenza critico. La stagnazione economica dovuta alla gestione fallimentare delle finanze del Paese da parte della politica locale ha scatenato le proteste della popolazione, che chiede le dimissioni del presidente e della sua cerchia ristretta. Accusata di aver devastato l’economia dell’isola ormai in ginocchio, l’attuale leadership non accenna a farsi da parte, infiammando la protesta nelle strade. Urgente un’incisiva riforma politica e strutturale per favorire la trasparenza e la responsabilizzazione della classe politica.

Leggi il seguito

Il Melting Pot israeliano in crisi per la voglia di uniformità culturale

All’indomani della sua creazione, lo Stato d’Israele raccolse diverse comunità ebraiche con retroterra culturali differenti. La risposta dell’élite politica sionista fu una politica migratoria di assimilazione e uniformità culturale. Le criticità emersero negli anni Ottanta con l’insediamento nel Paese degli ebrei etiopi. Il modello di assimilazione non raggiunse gli obiettivi prefissati. Al contrario, la marginalizzazione e l’isolamento sperimentati ancora oggi dalla comunità etiope pongono degli interrogativi non trascurabili sull’effettiva riuscita del cosiddetto Mizug Galuyot.

Leggi il seguito