Marilena Delli, la talent scout che porta gioia all’Africa nascosta

Scrittrice, fotografa, regista, documentarista. Nata in Italia da padre italiano ex prete missionario in Africa e da madre rwandese. Nel suo secondo libro, “Negretta”, racconta cosa ha voluto dire crescere in un quartiere del bergamasco, enclave della Lega. Oggi con Ian Brennan, pluripremiato produttore musicale, va in giro per il mondo – in particolare in Africa – a scoprire talenti musicali facendoli emergere dall’apartheid artistica in cui altrimenti rimarrebbero confinati. Progetti che includono esperienze di etnomusicologia e musicoterapia in contesti di dolore e isolamento come la prigione di massima sicurezza Zomba, in Malawi.

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In Africa la malaria continua ad uccidere, e anche più del Covid

L’arrivo del coronavirus ha catalizzato l’attenzione di politici e sanitari, alle prese con la nuova pandemia. L’emergenza Sars-CoV2 rischia però di spostare risorse preziose per debellare altre malattie come la malaria. Quest’ultima causa ancora 1.100 decessi al giorno, e la battaglia è aperta. Oltre a un maggiore impegno con le diverse comunità, sono necessari finanziamenti e programmi continui di prevenzione. Il movimento panafricano “Zero Malaria Inizia con Me” è un contributo per tenere acceso l’impegno verso una malattia endemica.

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Vadoinafrica, la forza della community: progettare relazioni

Il continente africano è ricco di idee, imprese, giovani intraprendenti nel business, pronti ad interagire con italiani ed europei. Tutti sullo stesso piano, con la voglia di conoscersi e scambiarsi competenze e informazioni in spirito di reciprocità: in questa cornice si muove la community Vadoinafrica. Martino Ghielmi, suo fondatore, racconta a Voci Globali lo scopo di questa rete allargata che viaggia tra i due continenti, africano ed europeo, a caccia di opportunità. Un luogo virtuale dove nascono concrete imprese di successo. Anche oggi, con il mondo bloccato a causa del coronavirus, grazie al web viaggiano esperienze, incontri, idee dall’Africa all’Italia e viceversa.

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Kiswahili, una lingua sotto costante assedio

La Tanzania è l’unico Paese nell’Africa subsahariana a possedere come lingua nazionale una lingua di origine locale parlata da quasi tutti gli abitanti e in grado di unire tutte le sue popolazioni. Il kiswahili è in realtà parlato da cento milioni di persone nel continente ed è presente a livello ufficiale. Tuttavia è minacciata dall’emergere di linguaggi che la mescolano con l’inglese e con altri idiomi locali; in questo giocano un ruolo anche i media e i sistemi scolastici. Cosa succederà se gli abitanti della Tanzania perderanno il loro rapporto con il kiswahili, e quindi con la propria cultura?

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Fondi pensioni e investimenti, la sfida dell’Africa Sub Sahariana

Per combattere povertà e gap sociali in Africa si potrebbe partire dalle pensioni. Fino a solo un decennio fa si calcolava che appena il 10% della popolazione anziana dell’Africa Sub Sahariana avesse accesso a una pensione contributiva. Oggi, la situazione è migliorata ma non di molto, considerato che nella maggior parte dei Paesi, la sola sicurezza di ricevere un trattamento pensionistico è lavorare per il settore pubblico, per grandi aziende oppure essere parte delle classi agiate che possono permettersi uno schema privato. Riforme e nuovi meccanismi di protezione sociale si rendono necessari, intanto ci sono Paesi che stanno dando l’esempio.

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Africa, dove vivere a lungo spesso non è un vantaggio

In Africa, come nel resto del mondo, le persone vivono sempre più a lungo. Nel continente questo non costituisce tuttavia sempre un vantaggio. Gli africani anziani sono infatti troppe volte soggetti a isolamento, povertà, abusi e violenze, e hanno un accesso piuttosto limitato ai servizi sanitari. Molto diffuse anche le credenze tradizionali che implicano per molte donne in età avanzata l’accusa di “stregoneria” e trattamenti particolarmente violenti da parte delle comunità in cui vivono. Sarebbe utile uno sforzo educativo rivolto a diffondere maggiore consapevolezza sui diritti umani e degli anziani.

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Karibuni a Rimini e dintorni. "Lo scambio che sempre avviene fra persone che non si conoscono"

Una mostra itinerante in sedici scatti che tocca centri di aggregazione giovanile per raccontare un progetto triennale che i ragazzi dell’associazione Karibuni di Rimini stanno realizzando in Tanzania con iniziative di tipo didattico presso la scuola media-superiore di Daudi a Guandummehy, un povero villaggio immerso nella campagna del distretto di Arusha, nel nord del Paese.

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