Africa, quando l’arte esprime disagio, denuncia e impegno sociale

Nonostante la pandemia abbia cambiato radicalmente la vita di milioni di persone, il 2020 è stato un anno particolarmente importante nella lotta per la difesa dei diritti umani. L’arte, come spesso accade in situazioni di crisi, è divenuta uno dei medium favoriti attraverso il quale dare forma alla volontà di battersi per società più eque e inclusive per tutti. Questo articolo ripercorre alcune delle grandi campagne sociali combattute in questi mesi, filtrandole attraverso il lavoro di dieci degli artisti africani più rilevanti e innovativi della nostra epoca.

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L’Africa e i festival culturali: Nyere Nyere, Afrochella e Afropunk

Negli ultimi tempi i modi e le dinamiche attraverso le quali per secoli si è parlato del continente africano sono cominciate a cambiare, soprattutto grazie al lavoro di molti creativi locali. Celebrazioni come i festival stanno diventando popolari perché aiutano a promuovere narrative positive e a diversificare l’identità delle varie culture e popolazioni. Il 2021 è stato dichiarato dall’Unione Africana “Anno delle Arti, della Cultura e del Patrimonio”, puntando finalmente i riflettori sui costumi, l’artigianato, le religioni, il folclore, la moda, le cucina, le musiche e le lingue del continente.

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Ghana, i movimenti LGBT+ che sfidano pregiudizi e patriarcato

Religione, patriarcato, leggi punitive e morale di ispirazione coloniale. E quindi pregiudizi, qualche volta violenze. Sembra una corsa ad ostacoli quella affrontata ogni giorno in Ghana da omosessuali, trans e queer. Eppure, in questa società fortemente omofobica i movimenti LGBT+ stanno crescendo e sviluppandosi in modo straordinario. Ad oggi sono circa una ventina i gruppi costituitisi a partire dai primi anni del nuovo secolo. Uno dei principali obiettivi è la cancellazione della legge che criminalizza l’omosessualità. In questo reportage storie e testimonianze di chi non vuole nascondersi.

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Blockchain in Africa, tra criptovalute, diritti di proprietà, elezioni

In Africa questa tecnologia sta trovando svariati utilizzi. È infatti impiegata per garantire una maggiore trasparenza nelle consultazioni elettorali, aiutare contadini e abitanti delle zone rurali ad avere un titolo di proprietà delle loro terre, implementare futuristiche città tecnologiche, garantire più flessibilità ai giovani imprenditori. Tuttavia, gli ostacoli sono ancora molti. In primis, la mancanza di una normativa uniforme in materia. Tra (pochi) Stati che ne favoriscono l’utilizzo, una diffusa indifferenza e qualche ostilità, le legislazioni nazionali impediscono alle blockchain di realizzare il loro pieno potenziale.

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Terra e diritto di proprietà in Africa, Il caso di Eritrea e Ghana

Il tema del diritto fondiario e della proprietà terriera è uno dei più importanti quando si parla di diritto in Africa. Esso ha implicazioni economiche, politiche ed etiche estremamente rilevanti, soprattutto per quanto riguarda l’accaparramento delle terre da parte di grandi investitori. Per quanto i sistemi giuridici del continente siano vari e numerosi, il dato storico e sociale è tuttavia fondamentale per approcciarsi al tema e capirne le dinamiche di fondo. Gli esempi di Eritrea e Ghana, con l’avvicendamento e la sovrapposizione di numerose soluzioni e regimi giuridici, possono aiutare a capire la complessità della situazione.

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Diritto africano: leggi, costumi, tradizioni nelle pagine letterarie

Il diritto di un popolo è strettamente connesso alla sua storia e alla sua cultura e se ne possono trovare numerosi riferimenti anche nell’ambito della produzione letteraria. Rispetto all’Africa, la letteratura può aiutare a comprendere il difficile e articolato rapporto tra diritti delle tradizioni locali e sistemi giuridici importati durante e dopo il periodo coloniale. Nigeria, Ghana, Guinea, Costa d’Avorio, Kenya e Sudafrica ne sono un ottimo esempio. Attraverso pagine di autori acclamati in patria e all’estero è possibile dunque ricostruire la storia delle legislazioni prima e dopo la colonizzazione.

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Famiglie africane, sessualità, relazioni: mix di leggi e tradizioni

Le strutture familiari in Africa, sotto il profilo giuridico, sono ancora terreno di “scontro” tra tradizione e diritto di importazione europea, con sottese problematiche etiche e morali. Poligamia, dote, matrimonio tradizionale, sono tutte pratiche fortemente radicate nelle popolazioni locali e vengono trattate in maniera diversa nei vari Paesi. Inoltre, la criminalizzazione dei rapporti sessuali adolescenziali è una realtà ancora diffusa negli ordinamenti africani, che continua a sollevare critiche da parte di studiosi sia europei sia africani. Mentre la giurisprudenza del continente nero offre soluzioni e approcci dissimili e contrastanti.

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Io, africana in Italia, tra sospetti, imbarazzi e voglia di capire

L’esperienza di una donna africana che in Italia scopre una diversa cultura, un mondo nuovo, nuove occasioni, ma con alcune criticità e problemi uguali a quelli lasciati nel proprio Paese. E poi l’ambito delle relazioni dove oggi si confronta non più come “ospite” e studentessa universitaria, ma come residente, madre, moglie di un italiano e con un lavoro nella pubblica amministrazione. “Da quando sono arrivata, agli inizi del Duemila, i tempi sono cambiati e sono cambiati anche gli sguardi della gente. Ma spero si torni all’apertura e all’inclusività”.

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Se il tuo passaporto è inutile e smette di essere un privilegio

L’emergenza coronavirus e le misure di quarantena estrema ci stanno anche mettendo di fronte ad una riflessione: l’indeterminatezza a cui non siamo abituati. Siamo invece inclini all’abitudine di poter viaggiare senza particolari problemi, richiedere e ottenere un visto senza che questo ci venga negato, decidere quando e come partire. Ora no, ora anche noi abbiamo perso questo privilegio. Sarà una cosa temporanea, ma per altri le barriere continueranno ad esistere e a frenare i loro diritti e i loro sogni.

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Schiavitù, trauma transgenerazionale e diritto alla riparazione

Il Castello di Elmina in Ghana ricorda gli oltre 400 anni di ingiustizie subìte dai popoli africani e indigeni fatti schiavi. Sebbene le violenze e le atrocità avvenute tra le mura di questa Fortezza appartengano a un passato lontano, alcuni studi ci dimostrano la loro continuità con il presente. Infatti, esse hanno ancora oggi un impatto sulla salute delle popolazioni africane e indigene. Per questo, l’articolo passa in rassegna i motivi per i quali la richiesta e l’attuazione di riparazioni per una “giustizia sanitaria” sarebbero fondamentali per risarcire tali atrocità.

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