Uganda, ecofemministe in lotta contro l’industria petrolifera

In alcune zone del Paese le ricche risorse naturali del territorio, come il petrolio grezzo di recente scoperta, fanno gola alle grandi multinazionali. I Governi stringono accordi con le società per la cessione delle terre senza tenere in considerazione il parere delle comunità che abitano quei territori e che ne traggono sussistenza tramite l’agricoltura. Gli sfratti – senza un’adeguata successiva ricollocazione – sono molto comuni e le donne, principali responsabili del sostentamento dei gruppi famigliari, subiscono in misura maggiore le conseguenze di questi progetti di “sviluppo” senza scrupoli.

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Kenya, le donne raccontano il reclutamento di Al-Shabaab

Uno studio condotto da Fathima Azmiya Badurdeen della Technical University di Mombasa ha esaminato le motivazioni dietro il crescente numero di membri femminili all’interno di organizzazioni terroristiche come Al-Shabaab. Le donne intervistate – provenienti soprattutto dalla zona costiera del Kenya – hanno raccontato del reclutamento, del periodo trascorso nei campi di addestramento, dei motivi che le hanno spinte ad aderire al gruppo terroristico. In molti casi la volontà di affrancarsi da un sistema patriarcale oppressivo si affianca al desiderio di rivalsa per l’intera comunità musulmana.

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Russia, proteste frutto di conflitto multigenerazionale

Un’intervista alla sociologa Zhanna Chernova accende i riflettori sulle dinamiche generazionali alla base delle proteste in Russia a sostegno dell’oppositore politico Alexey Navalny. L’establishment russo è costituito da una generazione di “nonni”, i cui contestatori non sono i figli ma i nipoti, un gruppo demografico in crescita e sempre più interessato a battaglie civili alle quali i loro genitori hanno rinunciato. Questa generazione di genitori, pur essendo stati politicamente attivi negli anni delle grandi riforme della perestrojka, non sono più disposti a impegnarsi pubblicamente pur di preservare una stabilità socio-economica.

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Cina, la pesca illegale minaccia la biodiversità delle Galapagos

La pesca abusiva costituisce un problema sempre più grave che arricchisce illecitamente i Paesi che la praticano e minaccia le risorse ittiche mondiali, depredando vaste aree marine. L’impiego della tecnica a strascico, vietata in varie zone del mondo, comporta non solo la pesca di un quantitativo eccessivo di pesce ma anche di specie a rischio. Tutti questi elementi convergono in un recente caso internazionale che ha visto protagonista una corposa flotta cinese responsabile di numerose pratiche illegali al largo della riserva marina delle Isole Galapagos, nota per la sua preziosa biodiversità.

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Bielorussia, il regime usa la forza ma il mondo non reagisce

In seguito alle elezioni di agosto e alla controversa elezione del presidente Lukashenko, le proteste di massa dei cittadini sono state duramente represse dalla polizia di Stato. Sono stati denunciati torture, stupri, detenzioni arbitrarie e violazioni della privacy e del diritto d’espressione. Le organizzazioni internazionali a tutela dei diritti umani hanno tardato a condannare la situazione nel Paese e, ancora più gravemente, ad intraprendere azioni concrete per ottenere la condanna delle autorità responsabili e il ripristino di una condizione di tutela dei diritti umani.

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La logica gestione delle epidemie nelle antiche società africane

Le epidemie sono eventi ricorrenti nella storia dell’umanità. Gli studi svolti dagli archeologi dimostrano come antiche popolazioni africane fossero state colpite da ondate di contagio; i reperti rinvenuti ci svelano come le popolazioni già attuassero distanziamento sociale e isolamento come misure imprescindibili per il contenimento del contagio. Il loro obiettivo, che potremmo fare nostro a circa un millennio di distanza, era gestire le epidemie nel modo più efficace per proteggere i membri più fragili della comunità e allo stesso tempo salvare l’economia dal collasso.

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La “pandemia dell’acqua” ucciderà 4 mln di persone entro 2020

Nel mondo ancora si muore per mancanza di servizi idrici e igienici. Il problema travolge il 40% dell’umanità, Sono circa 3,4 milioni le persone uccise ogni anno dalla carenza d’acqua. L’indifferenza della politica globale e il silenzio dell’informazione su questa tragica realtà, allontanano soluzioni che pure sarebbero praticabili. Forse, il coronavirus potrà risvegliare la coscienza del mondo. Solo, però, se i Paesi ricchi saranno davvero e direttamente minacciati dalla diffusione del Covid-19 nei Paesi in Via di Sviluppo, India e Africa in primis.

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Parità di genere ed emergenza climatica, le donne si mobilitano

Nell’ambito della COP25 del dicembre scorso, che di per sé non è stato un successo, è stato approvato un importante documento: il Gender Action Plan, GAP. Numerose associazioni per la tutela delle donne, del gender e dell’ambiente hanno sollevato questioni fondamentali come i diritti umani e il rispetto della diversità di genere, la tutela delle donne delle tribù indigene, di quelle disabili e di tutte coloro che non hanno voce per i loro diritti. Agire per il clima in maniera concreta non può escludere l’operare per il progresso nella parità di genere.

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Crisi climatica e scomparsa delle specie: le sfide del XXI secolo

Oltre un milione di specie vegetali e animali sono a rischio e i ritmi di estinzione sono almeno 10 volte superiori alla media degli ultimi dieci milioni di anni. La comunità scientifica lancia continuamente allarmi sulle preoccupanti conseguenze dei cambiamenti climatici, in gran parte provocati dall’uomo, ma i Governi stentano ad affrontare l’emergenza. Anche la recente conferenza sul clima di Madrid COP25, importante per l’attuazione delle regole dell’Accordo di Parigi, è da considerarsi fallita, con le questioni rinviate a Glasgow 2020.

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Africa, la “democrazia” occidentale strumento del neoliberismo

Il concetto di “buona governance” è stato elaborato dopo la caduta del muro di Berlino e da allora utilizzato come ricetta universale per risolvere nel continente africano le questioni relative allo sviluppo. Anche se l’agenda neoliberale vorrebbe diffondere la democrazia di stampo occidentale nel continente presentandola come soluzione a tutti i mali, in realtà un’analisi culturale dimostra come varie comunità africane siano depositarie di propri valori “democratici” che, applicati al contesto territoriale, garantiscono una governance caratterizzata da partecipazione ed efficienza.

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