La logica gestione delle epidemie nelle antiche società africane

Le epidemie sono eventi ricorrenti nella storia dell’umanità. Gli studi svolti dagli archeologi dimostrano come antiche popolazioni africane fossero state colpite da ondate di contagio; i reperti rinvenuti ci svelano come le popolazioni già attuassero distanziamento sociale e isolamento come misure imprescindibili per il contenimento del contagio. Il loro obiettivo, che potremmo fare nostro a circa un millennio di distanza, era gestire le epidemie nel modo più efficace per proteggere i membri più fragili della comunità e allo stesso tempo salvare l’economia dal collasso.

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La “pandemia dell’acqua” ucciderà 4 mln di persone entro 2020

Nel mondo ancora si muore per mancanza di servizi idrici e igienici. Il problema travolge il 40% dell’umanità, Sono circa 3,4 milioni le persone uccise ogni anno dalla carenza d’acqua. L’indifferenza della politica globale e il silenzio dell’informazione su questa tragica realtà, allontanano soluzioni che pure sarebbero praticabili. Forse, il coronavirus potrà risvegliare la coscienza del mondo. Solo, però, se i Paesi ricchi saranno davvero e direttamente minacciati dalla diffusione del Covid-19 nei Paesi in Via di Sviluppo, India e Africa in primis.

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Parità di genere ed emergenza climatica, le donne si mobilitano

Nell’ambito della COP25 del dicembre scorso, che di per sé non è stato un successo, è stato approvato un importante documento: il Gender Action Plan, GAP. Numerose associazioni per la tutela delle donne, del gender e dell’ambiente hanno sollevato questioni fondamentali come i diritti umani e il rispetto della diversità di genere, la tutela delle donne delle tribù indigene, di quelle disabili e di tutte coloro che non hanno voce per i loro diritti. Agire per il clima in maniera concreta non può escludere l’operare per il progresso nella parità di genere.

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Crisi climatica e scomparsa delle specie: le sfide del XXI secolo

Oltre un milione di specie vegetali e animali sono a rischio e i ritmi di estinzione sono almeno 10 volte superiori alla media degli ultimi dieci milioni di anni. La comunità scientifica lancia continuamente allarmi sulle preoccupanti conseguenze dei cambiamenti climatici, in gran parte provocati dall’uomo, ma i Governi stentano ad affrontare l’emergenza. Anche la recente conferenza sul clima di Madrid COP25, importante per l’attuazione delle regole dell’Accordo di Parigi, è da considerarsi fallita, con le questioni rinviate a Glasgow 2020.

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Africa, la “democrazia” occidentale strumento del neoliberismo

Il concetto di “buona governance” è stato elaborato dopo la caduta del muro di Berlino e da allora utilizzato come ricetta universale per risolvere nel continente africano le questioni relative allo sviluppo. Anche se l’agenda neoliberale vorrebbe diffondere la democrazia di stampo occidentale nel continente presentandola come soluzione a tutti i mali, in realtà un’analisi culturale dimostra come varie comunità africane siano depositarie di propri valori “democratici” che, applicati al contesto territoriale, garantiscono una governance caratterizzata da partecipazione ed efficienza.

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Volontari in Palestina: che cosa ci faccio io qui?

In questo articolo, tradotto da openDemocracy, l’esperienza di un volontario aiuta a riflettere sul ruolo delle ONG e organizzazioni similari. E sull’importanza, da parte dei volontari e dei cooperanti, di non farsi portatori di ideali per tentare cambiare la mentalità dei beneficiari dei progetti, che non devono essere di natura morale.

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Il futuro del giornalismo

In vista del Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, 25-29 aprile), pubblichiamo una riflessione sul tema tratta da openDemocracy. In quest’articolo, presentato alla Goldsmiths Leverhulme Media Centre Conference, Angela Phillips descrive l’attuale situazione dei media e sfata alcuni miti, per esempio che il giornalismo possa essere gratuito. Il futuro si gioca tra due possibili alternative…

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La prima Commissione islamica per i diritti umani

Nel giugno 2011, cinquantasette Ministri degli Esteri si sono riuniti in Kazakistan con l’obiettivo di fondare la prima commissione islamica per i diritti umani: il nuovo organismo si riunirà per la prima volta in gennaio. Alla base della commissione c’è l’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), tra le più grandi organizzazioni intergovernative del mondo.

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Le donne del Kordofan meridionale, la forza del Ru'ya

La maggior parte dei votanti alle elezioni di maggio 2011 nel Kordofan meridionale era costituita da donne. Durante il conflitto iniziato subito dopo, le attiviste che avevano incoraggiato le altre donne a votare sono state prese di mira, i loro uffici e i loro documenti distrutti. Zeinab Blandia, musulmana attivista per i diritti umani, ha raccontato la loro storia ad Amel Gorani per openDemocracy.

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Le voci della società civile afgana a Roma

La Conferenza Internazionale della società civile afgana ha portato a Roma ventuno delegati afgani, ciascuno portavoce di una realtà di impegno e lotta per la partecipazione alla ricostruzione del futuro in un Paese che ben presto vedrà l’uscita dei contingenti internazionali e si prepara all’autonomia. L’incontro ha messo in luce il desiderio di ripartire con le proprie forze, ma anche molti timori.

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