L’Africa e i festival culturali: Nyere Nyere, Afrochella e Afropunk

Negli ultimi tempi i modi e le dinamiche attraverso le quali per secoli si è parlato del continente africano sono cominciate a cambiare, soprattutto grazie al lavoro di molti creativi locali. Celebrazioni come i festival stanno diventando popolari perché aiutano a promuovere narrative positive e a diversificare l’identità delle varie culture e popolazioni. Il 2021 è stato dichiarato dall’Unione Africana “Anno delle Arti, della Cultura e del Patrimonio”, puntando finalmente i riflettori sui costumi, l’artigianato, le religioni, il folclore, la moda, le cucina, le musiche e le lingue del continente.

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Ex Africa, in mostra i capolavori universali dell'”arte negra”

Al Museo Civico Archeologico di Bologna fino all’8 settembre 2019, un allestimento che ha il merito di restituire dignità alla produzione artistica di tutti i tempi del continente. Lo chiarisce anche il sottotitolo dell’evento, “Storie e identità di un’arte universale”. Sotto l’occhio – a volte stupito – del visitatore ci sono oltre 270 capolavori provenienti da grandi musei e collezioni internazionali. L’esposizione, divisa in 9 sezioni, sfata pregiudizi e luoghi comuni sul continente, come quello che dall’Africa non sia emersa vera e propria arte ma produzioni di generici saperi collettivi. Emergono invece scuole, stili, manufatti del tutto originali.

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In vendita le testimonianze della storia africana

Opere d’arte storiche in vendita sui mercati europei, spesso illegalmente: ma in Africa il tema non suscita sufficienti reazioni. Il Consiglio Internazionale dei Musei, ha inserito alcuni manufatti africani in una Lista Rossa. Vi si afferma che questi manufatti sono così importanti per comprendere la civiltà e la storia africana che in nessuna circostanza dovrebbero essere esportati al di fuori del loro Paese di origine o essere messi in vendita. Sulla Lista Rossa ci sono terracotte provenienti dal Burkina Faso, dalla Costa D’Avorio e dal Ghana, dal Mali, dal Niger e dalla Nigeria.

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Nei musei occidentali i manufatti e le opere rubati all’Africa

Nessuno si batte perché il continente torni in possesso della sua Storia saccheggiata nel tempo. Mentre si continua a credere che gli africani non abbiamo prodotto arte, né lasciato testimonianze del loro progresso nei secoli. Invece i grandi musei delle capitali europee, hanno interi spazi dedicati all’arte africana, spesso più conosciuta all’estero che nei Paesi da cui proviene. Un articolo provocatorio e senza ipocrisie.

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