Zimbabwe sotto il controllo del colonialismo commerciale

Il colonialismo è parte integrante della storia africana, l’indipendenza ottenuta in passato ha infatti posto fine alla dipendenza politica ufficiale e ai Governi coloniali, ma non ha sradicato quello che si definisce “colonialismo commerciale”. Invece che aiutare i Paesi africani ad uscire dalla povertà, questo tipo di intervento, tipicamente proveniente da Occidente e Cina, ha in realtà protratto questa situazione, mantenendo al potere figure corrotte e oppressive. Per via delle nuove politiche di apertura al mercato cinese, anche lo Zimbabwe sembra ormai non poter sfuggire a questo malsano meccanismo.

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Mali, capire i motivi dell’estremismo per costruire la pace

La recente ondata di attacchi estremisti in Mali ha riportato alla luce la necessità di rivedere l’approccio alla sicurezza militare, unico mezzo impiegato come risposta al terrorismo nel Sahel. Per poter condurre il Paese verso una maggiore stabilità, è invece necessario capire quali siano i motivi che spingono così tanti giovani a unirsi a gruppi armati. Solo affrontando le cause profonde del conflitto e riacquistando la fiducia di un popolo disilluso, questa nazione potrà finalmente intraprendere il cammino tanto sognato quanto sofferto verso la pace.

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Libia, ora si sa perché l’imperialismo voleva rovesciare il Paese

L’interrogatorio dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy sui prestiti di Gheddafi ci suggerisce un altro motivo perché la Francia voleva che il leader libico venisse ucciso. E la questione francese, con i suoi risvolti di corruzione, si inserisce nel quadro più ampio dell’imperialismo occidentale e degli interessi verso i pozzi di petrolio e le ampie riserve in valuta detenute nel Paese, al di là dei pretesti utilizzati dal blocco occidentale per giustificare la guerra condotta nel 2011 per il rovesciamento del regime.

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Giovani africani: disoccupazione, schiavismo e leader silenziosi

I leader africani e occidentali condividono le responsabilità per la pratiche di schiavitù e tratta particolarmente deplorevoli e degradanti che stanno avvenendo in Libia. I giovani africani subiscono più in generale la violazione dei propri diritti: dal diritto al lavoro al diritto alla vita, dalla dignità alla sicurezza. L’Unione Africana e l’Unione Europea non stanno affrontando con la dovuta serietà una pianificazione strategica del futuro economico e sociale del continente, che non può basarsi solo su misure di controllo e confinamento.

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Sahara Occidentale, la lotta contro l’occupazione marocchina

In quest’intervista Malainin Mohamed Lakhal, giornalista e traduttore Saharawi, riflette sulla lotta del suo popolo per la libertà. “Credo che molti popoli africani non sappiano che c’è una nazione africana colonizzata che sta ancora lottando. Molti, tra cui i Sudafricani, pensano forse che la gloriosa lotta contro l’Apartheid sia stata l’ultima lotta e l’ultima resistenza contro l’oppressione, il colonialismo e la segregazione. Ebbene non è così. I Saharawi stanno conducendo proprio ora una battaglia simile contro un regime coloniale africano che sta usando le stesse strategie e la stessa violenza utilizzate una volta dal regime dell’Apartheid”.

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Agenzia umanitaria africana, sfide e opportunità

Quasi il 30% dei 41 milioni di sfollati e circa il 20% dei rifugiati di tutto il mondo sono in Africa. La causa principale delle migrazioni in tutto il continente sono i conflitti, ma anche altri fattori, come il cambiamento climatico, influiscono. L’Unione africana ha riconosciuto la necessità di una risposta urgente a tale crisi umanitaria. Recentemente è stata avanzata la proposta di un organismo ad hoc, prima però bisogna interrogarsi e risolvere alcune questioni che vanno dalla selezione del personale, alla capacità di collaborazione tra gli Stati; dal finanziamento, alla divisione dei compiti e alla capacità di farsi percepire positivamente dall’opinione pubblica con azioni concrete.

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Repubblica Centrafricana, i crimini di chi deve garantire la pace

Ancora la Repubblica Centrafricana. Ancora violenze. Ancora i peacekeeper. Un’inchiesta di Human Rights Watch, pubblicata all’inizio di giugno, rivela notizie scioccanti. Tra il dicembre 2013 e il giugno 2015 soldati della Repubblica del Congo, mentre prestavano servizio come peacekeeper nella Repubblica Centrafricana, hanno ucciso almeno 18 persone. Compresi donne e bambini. Mentre l’ONU sta a guardare, servirebbe un ruolo forte dell’Unione Africana. Aiuterebbe a ridurre le fin troppe interferenze esterne e contribuirebbe a una vera indipendenza del continente.

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Gli anziani d’Africa, energia e impegno sociale da tutelare

Il 30 gennaio di quest’anno i Governi africani hanno adottato un Protocollo per i diritti degli anziani: ciò è avvenuto dopo otto anni di stesure e modifiche, lobbismo, trattative e pressioni per il loro riconoscimento. Ciò rappresenta il livello più alto di impegno politico da parte dei leader africani per la promozione e la protezione dei diritti degli anziani. Intanto anche il lavoro di un esperto indipendente dell’ONU dà impulso all’adozione di strumenti legali. Ora è importante che gli Stati dell’UA accelerino i processi di ratifica del Protocollo e sostengano la richiesta di un’apposita Convenzione da parte delle Nazioni Unite.

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Burundi, il braccio di ferro tra l’Unione Africana e l’Occidente

Crisi politica e rischio di genocidio. I leader africani si oppongono alla richiesta di invio di truppe da parte di USA e UE. “Se la stampa occidentale potesse rovesciare un Governo, quello del Burundi sarebbe sparito da tempo. Chiunque abbia cercato in Rete informazioni sul Burundi durante lo scorso anno, avrà notizie insistenti riguardo alle richieste di dimissioni del presidente Pierre Nkurunziza da parte di funzionari occidentali, visto il clima di manifestazioni di protesta e insurrezioni armate, per lasciare spazio ad un ‘governo di transizione'”.

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