Nigeria, l’hip-hop e quei testi che “giustificano” le frodi online

Musica e realtà hanno sempre viaggiato su binari paralleli. I testi della canzoni infatti spesso rispecchiano le società a cui appartengono. Gli artisti nigeriani non fanno eccezione, ma presentano una peculiarità: l’ambiguo rapporto con gli Yahoo Boys, i criminali informatici che ogni anno causano frodi milionarie in tutto il mondo. Glorificati da molti, considerati da alcuni moderni Robin Hood, da altri invece come delinquenti. Comprendere queste figure, e la musica che ne parla, permette di cogliere uno spaccato della complessa attualità di questo Paese.

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Kenya, LGBT: cancellare leggi volute da regime coloniale

L’Alta Corte kenyota ha di nuovo rimandato la decisione sull’abrogazione di due sezioni del Codice Penale che criminalizzano i rapporti omosessuali. Le norme in questione sono state introdotte ai tempi della colonizzazione inglese. Ma se da un lato le disposizioni sono retaggio del XIX secolo, dall’altro nel Paese si avvertono segnali importanti di cambiamento per il futuro. I cittadini non temono più di parlare apertamente della questione e anche di criticare una retorica politica che appartiene al passato.

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Nigeria, con la pesca in crisi a rischio la sicurezza del Paese

Nel giro di qualche anno la popolazione nigeriana conterà circa 200 milioni di persone, diventando entro il 2050 la terza a livello mondiale. Ciò comporta grosse sfide. Milioni di nigeriani dipendono dalle attività ittiche che ora sono minacciate da fenomeni quali cambiamento climatico, inquinamento e pesca illegale. Al fine di migliorare la situazione ed evitare conflitti – alcuni dei quali già emersi – bisogna passare ai fatti. In particolare, serve una chiara strategia nazionale mirata a salvaguardare i cittadini più vulnerabili e la già precaria condizione ambientale.

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Africa, le aree di crisi che segneranno la stabilità del continente

Se lo Yemen, la Siria, l’Afghanistan sono i Paesi i cui ormai lunghi anni di guerra stanno contribuendo a devastare il sempre precario equilibrio geopolitico in Medio Oriente, è l’Africa che continua ad alimentare il numero di conflitti nel mondo. E il 2019 si annuncia come un periodo alquanto complesso. Sul fronte della sicurezza molti i Paesi in aperto conflitto o che manifestano forte tensioni. Riuscire a ristabilire la pace, che parte soprattutto dallo stato di diritto e dalla giustizia sociale, è la sfida del continente per questo nuovo anno. In questo articolo i Paesi e le situazioni da tenere sotto osservazione.

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Nigeria, tra conflitti, povertà e il più alto numero di migranti

Nel più popoloso Paese africano conflitti e contraddizioni sono ancora moltissime. Boko Haram, nella parte nord-orientale del Paese, continua a diffondere terrore con attacchi e soprusi. Il numero di sfollati è di quasi 2 milioni, aggravando le stime di povertà e malnutrizione. La lotta tra pastori semi-nomadi Fulani e agricoltori alla ricerca di terre per le loro attività si sta sempre più impossessando del Middle Belt. Intanto, gli immigrati da questo Paese raggiungono il più alto numero in Europa. E il presidente Buhari si prepara per un nuovo mandato nelle elezioni del 2019.

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Esodi, la web map sulle rotte dei migranti e delle loro tragedie

Duemilaseicento testimonianze di persone che dall’Africa subsahariana hanno affrontato – negli ultimi quattro anni – pericoli ed esperienze drammatiche di viaggio pur di sfuggire a situazioni di vita in cui la violazione dei diritti umani è all’ordine del giorno. Purtroppo, per moltissimi di loro l’esito dei tentativi di fuga è stato altrettanto tragico. Come emerge da un progetto interattivo curato da Medici per i diritti umani, che si è incaricata di raccogliere e mettere in Rete le loro storie. Eccone alcune.

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Mappa della jihad in Africa: chi sono e dove seminano terrore

Secondo un recente Report gli attacchi terroristici nel continente africano nell’ultimo decennio sono aumentati del 1000%. E cresce anche il numero delle vittime tra i civili. Le organizzazioni più violente si confermano Boko Haram e al-Shabaab, ma non sono le uniche. In sostanza è in corso una battaglia per guadagnarsi i cuori e le menti dei fondamentalisti islamici. Una battaglia combattuta tra l’ISIS (attivo soprattutto in Nigeria, Niger, Egitto, Libia e Tunisia) e Al Qaeda (che mantiene salda la sua presenza in Somalia, Kenya, Uganda, Costa d’Avorio, Burkina Faso e Mali).

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Nigeria del Nord, il volto femminile del desiderio di pace

I dati pubblicati nel giugno 2016 dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni parlano di 2 milioni di nigeriani costretti ad abbandonare le proprie case. La violenza continua e i disastrosi danni ambientali hanno avuto serie ripercussioni soprattutto sulla popolazione femminile. Nel nord del Paese più della metà degli sfollati – per la precisione il 53% – sono donne. Vi sono poi le sopravvissute alle violenze di Boko Haram, che tornano a casa ma che vengono poi emarginate, assieme ai figli avuti dai ribelli. A tutto ciò si aggiungono gli enormi problemi emotivi per i maltrattamenti, gli abusi fisici e psicologici subiti.

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Lingue africane, per tenerle vive si imparano online

Meno male che c’è Internet. E quello spazio di diffusione generalista che è YouTube. Che può essere usato per le motivazioni più disparate e riempito di contenuti di ogni tipo. Come anche tutorial e corsi per imparare le lingue africane. E qui scopriamo un mondo di opportunità. Come il canale ideato da una mamma nigeriana che attraverso storie, filastrocche, canzoni, insegna lo yoruba a bambini “espatriati”. In Africa ci sono sono tra 1.250 e 2.100 lingue, alcune sono in via di estinzione, ma la maggior parte sono lingue vivissime, parlate comunemente anche nei mass media con pubblicazioni, quotidiani e programmi radiofonici e televisivi.

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Irokotv, il successo della Netflix africana che parla ai giovani

Fondato da Jason Njoku, il primo servizio di streaming africano non teme la concorrenza. Nollywood – come è facile intuire – fonde la Nigeria con l’industria cinematografica hollywoodiana: è lì che dagli anni ’60 ha preso piede una produzione incredibile di film prodotti low-budget. E oggi il mercato di video on demand nel continente viene sempre più trainato dalla diffusione degli smartphone. Non a caso è nei telefonini che avviene la gran parte del consumo dei film di prodotti per Nollywood. E il pubblico è costituito soprattutto da giovani.

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