Brasile, la politica che minaccia ambiente e territori

La candidatura del Brasile per ospitare la Conferenza sul clima (COP25) il prossimo anno ha ricevuto un’ulteriore spinta con l’appoggio da parte del GRULAC, il gruppo che rappresenta la regione latino-americana alle Nazioni Unite. Tuttavia, dato il successo del candidato della destra Jair Bolsonaro alle elezioni presidenziali, la situazione brasiliana è tutt’altro che chiara e distesa. Il nuovo presidente aveva infatti dichiarato di volersi ritirare dall’Accordo di Parigi se le condizioni dovessero rimanere immutate. Patria di uno degli ultimi polmoni verdi rimasti sulla Terra, il ritiro brasiliano potrebbe rappresentare un enorme danno per tutto il mondo.

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La violenza nelle università marocchine, una crisi sottovalutata

L’ambiente universitario dovrebbe rappresentare un luogo di crescita, cultura ed esperienza per i ragazzi in modo da prepararli poi ad affrontare il mondo esterno e quello del lavoro. Questo non avviene attualmente in Marocco, dove i campus sono ormai teatro di continui scontri che hanno anche provocato vittime. A parte le ideologie e le opinioni politiche differenti che contraddistinguono i vari gruppi, queste brutalità sono il prodotto in parte di un’istruzione inadeguata ma soprattutto di una società profondamente divisa e di uno Stato assente che non ha ancora compreso la fondamentale importanza dei propri giovani.

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Venezuela: ascesa e crollo del chavismo, un’analisi storica

Molti nella sinistra latinoamericana hanno le idee chiare su quello che è successo a un Paese considerato una volta un faro di speranza. L’impatto di oltre un decennio di esplicite politiche anti-neoliberali ha fatto cattiva promozione alle alternative ideologiche alle dottrine del libero mercato, e mette in una posizione scomoda i socialisti di tutto il mondo che rispettano e seguono i processi democratici. Analisi retrospettiva che ripercorre vent’anni di storia della politica venezuelana attraverso alcuni delle sue figure chiave, in particolare Luis Miquilena, morto nel 2016 a 97 anni.

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Egitto, dietro la violenza di Stato la vera natura del potere

Dopo il colpo di Stato del 2013, la pratica della tortura in Egitto risulta in costante aumento: ma qual è la logica che sta dietro il suo uso indiscriminato e istituzionalizzato? Secondo molte analisi, l’uso dilagante della tortura in questo Paese è strettamente collegato alla natura del regime al potere, scarsamente organizzato e ideologicamente incoerente, e non diminuirà negli anni a venire. Soprattutto se perderà la sua egemonia e dovrà affidarsi ancora di più alla forza, nel qual caso è facile prevedere che l’utilizzo della tortura aumenterà con il passare del tempo.

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“Fake news”, perché ci si crede e come frenarne la diffusione

Come possiamo distinguere tra fatti, dibattito legittimo e propaganda? Dopo il voto sulla Brexit e la vittoria di Trump i giornalisti hanno versato fiumi d’inchiostro per discutere la diffusione di notizie false nei social media e il loro impatto sul funzionamento della democrazia e sul giornalismo. Ancora non c’è sufficiente ricerca su queste tematiche ma molto si può imparare dagli studi già esistenti sui comportamenti online e offline. E cominciare ad applicare qualche regola per essere meno ingenui o stroncare le falsità.

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Trump e Sanders: transizione confusa vs. ‘rivoluzione gentile’

Nel passaggio verso la presidenza Trump, il clima politico interno resta opaco e confuso, tra possibili interferenze russe e nomine in corso assai controverse (anche tra gli stessi Repubblicani). Monta intanto il progetto di Bernie Sanders, “Our Revolution”, con l’omonimo libro già bestseller, incontri pubblici e altre iniziative. In preparazione proteste di massa per l’insediamento ufficiale di gennaio, a partire dalla Women’s March on Washington.

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La morte di Emmanuel (non) vista dal Continente nero

Da questa parte del mondo si continua a partire. O a sperare di riuscirci, un giorno… Da questa parte del mondo l’Europa rimane quel richiamo che non smette di affascinare. Il sogno americano da lungo tempo è stato sostituito dal sogno europeo. L’Europa delle opportunità, l’Europa dove tutto funziona – soprattutto il welfare – l’Europa dei diritti, insomma. Si pensa così da questa parte del mondo. Si sogna così. Uccidere non servirà a fermare la Storia. Non servirà a fermare i flussi migratori. Dopotutto, l’uomo ha sempre viaggiato, ha sempre esplorato e sempre continuerà a farlo.

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Nigeria, l’influenza crescente dei social media sulla politica

Le recenti elezioni presidenziali, esempio di democrazia per l’intero continente, hanno visto un largo uso delle piattaforme online. In realtà l’ecosistema dei social media in Nigeria sta vivendo un’incredibile trasformazione da alcuni anni. Che si evolva in una piattaforma che spinge o, al contrario, ostacola il cambiamento, è una storia ancora da verificare, tuttavia oggi nessun politico nigeriano può permettersi di correre per le elezioni nazionali senza perfezionare la sua presenza e/o il suo impegno sui social media.

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Fact checking, la verifica dei fatti affidata (anche) ai cittadini

Sono più di 40 le organizzazioni di fact checking oggi attive in molti Paesi del mondo e anche l’Africa non sfugge a questa nuova rotta che sta prendendo il giornalismo: Africa Check è la prima piattaforma di fact checking africana. E in Europa? C’è il sito Ce lo chiede l’Europa (?) e FactCheckEU, prima piattaforma europea di crowdchecking in sei lingue nata in seguito all’esperienza fortunata dell’italiana Pagella Politica. Intervista a Daniele De Bernardin.

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