L’Africa, i gay e l’anacronistica omofobia di Mugabe

Il presidente dello Zimbabwe non perde occasione per condannare la comunità LGBT distraendo così dai problemi del Paese. Un paio di mesi fa, durante il suo discorso davanti all’Assemblea dei Capi di Stato delle Nazioni Unite a New York, Mugabe, ha annunciato ‘allegramente’ che “noi (gli africani) non siamo gay” e quindi, il resto del mondo non deve immischiarsi quando i diritti delle minoranze sessuali vengono calpestati. Mugabe non ha pronunciato le sue parole come una persona distante dai fatti, le ha espresse volutamente a nome di un continente di miliardi di persone.

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Africa e omofobia, eredità dell’epoca coloniale

In un momento in cui molte nazioni si stanno muovendo verso diritti umani inclusivi l’Africa, al contrario, sta facendo passi indietro. In modo specifico, sulla questione dei diritti degli omosessuali Think Africa Press propone un’analisi in cui si collegano le pratiche e le leggi omofobiche all’era del colonialismo, epoca in cui le leggi antigay hanno le proprie radici. La maggior parte degli africani non riconoscono l’omofobia come eredità coloniale, eppure prima di quel periodo molte culture tradizionali erano tolleranti verso la sessualità espressa con persone dello stesso genere.

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Leggi anti-gay, bisogna fermare la caccia alle streghe

Il presidente Yoweri Museveni ce l’ha fatta. Contro tutte le aspettative sollevate dalla sua precedente promessa, il leader ugandese ha fatto dietrofront e ha firmato la legge Anti-Omosessualità che lo scorso dicembre è stata approvata in Parlamento dal suo partito. Quali problemi dovrebbe risolvere una legge anti-gay? Quali benefici porta ad una nazione il carcere o l’esecuzione degli omosessuali? Le leggi punitive rivolte all’orientamento sessuale delle persone sono leggi ingiuste e devono essere contrastate.

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Uganda, la legge anti-gay compromette la lotta all’Hiv/Aids

La crociata contro l’omosessualità in atto nel Paese preoccupa anche per i rischi di arretramento nella lotta contro il virus HIV. L’Uganda è storicamente un Paese esemplare nella lotta contro l’HIV, dimostrando fino ad anni recenti un costante declino della percentuale di adulti infetti. La situazione era davvero emergenziale negli anni ’80 e ’90, toccando un picco del tasso di incidenza nel 1992, quando il 18,5% degli adulti risultava infetto da HIV. Secondo l’ultimo Progress Report di UNAIDS , negli anni 2004/2005 si è raggiunto il tasso minimo del 6,4%. Ma ora la stretta sui gay pregiudicherà l’approccio alla malattia.

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Matrimonio omosessuale, la lotta per un diritto

Unioni gay: mentre in Europa sono ormai dieci i Paesi che hanno concesso a queste il diritto di unione legale, in altre parti del mondo vige ancora l’esclusione e la discriminazione. E ci sono Paesi come Argentina e Sudafrica che si distinguono per la loro apertura. Una ricerca degli studenti del Fermi di Bologna.

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La tecnologia contro l’omofobia

Soprusi e discriminazioni nei confronti degli omosessuali sono all’ordine del giorno – soprattutto in certi Paesi. Ma i social media hanno sviluppato canali di comunicazione che stanno aiutando il cambiamento di mentalità. E aiutano a rendere pubbliche le lotte di quanti sfidano giudizi morali e leggi punitive per quello che in alcuni Stati è considerato un crimine. Azioni che spesso mettono in pericolo la loro vita.

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