Afghanistan, Maryam Sama: dalla politica in tv al Parlamento

Emersi i risultati elettorali del voto parlamentare in Afghanistan dove i cittadini sono andati al voto per eleggere i candidati della Wolesi Jirga, la Camera bassa del Parlamento. Tra loro anche una donna, la più giovane che siederà sugli scranni dell’istituzione del Paese. Si chiama Maryam Sama, è una giornalista e conduce le tribune elettorali di un’emittente televisiva. Il suo messaggio all’Occidente: “Non soffermatevi sulla questione velo. Qui i problemi veri sono evitare gli stupri, evitare le violenze, non essere declassate o discriminate sul lavoro solo per il fatto di essere una donna”.

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Ancora silenzio e più dubbi sul rapimento di Silvia Romano

Silvia Romano, la giovane volontaria rapita in Kenya a novembre, è ancora nelle mani dei suoi sequestratori. Dopo due mesi dall’agguato di uomini armati che l’hanno portata via dal villaggio Chakama, non ci sono sviluppi concreti. Le indagini svolte finora hanno portato all’individuazione di una banda di delinquenti locali e ad alcuni arresti. Di liberazione, però, non si parla. La Farnesina invita al riserbo e le autorità kenyote tengono blindata la foresta di Tana River. Il silenzio, intanto, sembra allontanare la soluzione di questa vicenda.

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Isis, opere d’arte, marketing del terrore e consenso sui social

La distruzione di opere d’arte e siti storici rappresenta una delle tattiche di guerra da sempre utilizzate per annientare ulteriormente l’identità e la cultura di un popolo. In un recente studio sono state esaminate le reazioni agli attacchi contro il sito archeologico di Palmira, in Siria. Il metodo usato è quello dell’analisi del sentiment, ovvero lo studio computazionale di sentimenti e opinioni espressi sulle varie piattaforme social (Twitter in questo caso) lungo un arco temporale predefinito. In nove mesi sono stati analizzati un milione e e mezzo di tweet in lingua araba. I risultati sono stati sorprendenti.

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Infanzia “periferica”, povertà e sfide per riqualificare i territori

Nell’ultimo report di Save The Children sulle condizioni dei minori sul territorio italiano, sempre più numerosi risultano i bambini e gli adolescenti che vivono in periferia, non soltanto in senso fisico. C’è una grande differenza di stimoli, opportunità e prospettive a seconda del contesto in cui si nasce. Le disuguaglianze sono dunque il frutto di uno scarso investimento sui giovanissimi in un’epoca in cui l’ascensore sociale sembra essersi bloccato in maniera irreversibile. Per fortuna si può contare ancora sul lavoro di diverse Onlus e Associazioni che vanno controcorrente. Ma sono sufficienti queste iniziative della società civile?

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Francia, studenti stranieri traditi da Macron, per loro più tasse

La Francia, da sempre un Paese che gode di un sistema d’istruzione gratuito ed efficiente, vede oggi lo stesso versare in condizioni poco favorevoli per il futuro studentesco. La crisi affonda le sue radici non solo negli scarsi finanziamenti ricevuti, ma soprattutto nell’ultima mossa da parte del Primo Ministro, Édouard Philippe che ha annunciato nuovi piani governativi che vedono un aumento astronomico delle tasse universitarie per gli studenti non comunitari. Un’azione questa che si ripercuoterà, senza mezzi termini, sull’avvenire di migliaia di giovani desiderosi di andare a studiare in Francia.

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Tirana, con uno sguardo all’Europa e uno alla propria identità

Racconto fotografico dalla capitale dell’Albania, una città che si ispira all’Europa mantenendo una propria personalità. In un continuo evolversi tra arte urbana, attrazioni turistiche e cultura, il Paese è candidato ad entrare nella comunità Europea e tra i giovani cresciuti e formati all’estero c’è chi torna, sperando di poter migliorare il volto della città. E il boom turistico della costa sud degli ultimi anni ha fatto sì che diventasse una nuova meta di interesse culturale, attirando turisti e curiosi da ogni parte del mondo. Anche l’arte urbana ha fatto la sua parte nella trasformazione della metropoli con diversi progetti di street art.

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Turchia, l’arte di strada “arma” contro la repressione ideologica

L’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi dovrebbe far riflettere sulla situazione dei media in Turchia. La libertà di espressione è sempre più limitata e manipolata dal Governo. Mentre alcuni si autocensurano per paura di essere arrestati, altri agiscono nell’ombra, usando mezzi di diffusione non convezionali, per aprire gli occhi alla gente. Tra questi il giovane Adekan, che con i suoi murales vuole scuotere le coscienze, ma anche nomi più famosi, come lo scrittore Orhan Pamuk, che con la creazione di un particolare Museo cerca di proteggere la società turca dall’abisso della censura.

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Quale destino per l’Europa con l’estinzione delle élite al potere

L’Europa è in crisi, ormai non è più un segreto. I partiti politici tradizionali perdono terreno o sono già praticamente scomparsi. Le istituzioni sono stanche, oppresse e incapaci di far fronte ai numerosi problemi e sfide che il mondo attuale pone quotidianamente. Dall’euro alle politiche sui migranti, il sistema è pervaso da un’ambiguità e un disallineamento che rischia solo di peggiorare una situazione già al tracollo. Meno retorica, più flessibilità e concretezza nel risolvere problemi e, soprattutto, una maggiore partecipazione dei cittadini sembrano essere l’unica via d’uscita.

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L’Italia vista dagli altri: populismo, razzismo, incompetenza

I media internazionali e, soprattutto, i giornalisti europei stanno dedicando molta attenzione alle scelte politiche italiane. La particolare formazione dell’esecutivo – con Lega e Movimento 5 Stelle unite dal professore Giuseppe Conte – ha sin da subito suscitato perplessità e riflessioni nella stampa estera. I commenti si traducono in considerazioni non positive sull’Italia, qualificata come populista, con sentimento razzista in crescita, nazionalista e, per alcuni, tendente al neo-fascismo. Il nostro Paese ha, così, conquistato prime pagine tra ironia e pessimismo.

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Kazakistan, è lì che si sta formando il nuovo ordine eurasiatico

Da un punto di vista politico e commerciale, nei prossimi anni gli occhi restano puntati sull’Eurasia, dove stanno avvenendo enormi cambiamenti. Il Kazakistan, in particolare, si trova in una posizione strategica al centro degli interessi delle due superpotenze vicine: Cina e Russia. Entrambe puntano molto sulla regione, i cinesi con la creazione di nuovi corridoi commerciali, i russi con la loro area di influenza. Tuttavia, per quanto promettenti possano sembrare le prospettive, i benefici per i kazaki tardano ad arrivare e il rischio è che il Paese rimanga succube del braccio di ferro tra Pechino e Mosca.

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