Palestina: “come se tutto fosse finito qui…”

Considerazioni di un giovane israeliano palestinese dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina nei confini del 1967. Parole piene di amarezza per una “vittoria” a metà che per molti non stabilisce quanto sperato per anni. E non dà valore alla lotta estrema di coloro che vengono considerati martiri.

Leggi il seguito

Perché i leader arabi vogliono un cessate il fuoco a Gaza ma non in Siria?

I governi dell’Arabia Saudita e del Qatar continuano a dire che Bashir Assad dovrebbe lasciare il potere o essere rimosso con la forza perchè il popolo siriano vuole che se ne vada. Però trascurano il fatto che i popoli arabi vogliono che anche loro se ne vadano, non solo Assad.

Leggi il seguito

Cina, XVIII Congresso PCC: quanto sono “social” i nuovi leader?

Si è chiuso il XVIII Congresso del Partito Comunista: sono stati eletti i 205 membri permanenti del Comitato centrale (tra cui 10 donne) e definiti il Politburo e il Comitato permanente; attesa la nomina a segretario generale di Xi Jinping in sostituzione di Hu Jintao, oltre al suo vice Li Keqiang futuro premier. In questo post di China Files un’analisi sui principali protagonisti del Congresso e il loro rapporto con la Rete.

Leggi il seguito

Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

Leggi il seguito

Cina: repubblica o cleptocrazia?

Ancora una settimana e la Repubblica popolare cambierà governo. Il Partito unico però è in crisi di credibilità, soprattutto per il dilagare della corruzione tra i funzionari. Una situazione che ha colpito la fantasia di Zhang Bingjian, che sta provando a ritrarli tutti nella sua “sala delle celebrità”. Intervista a cura di China Files.

Leggi il seguito

L’”interesse archeologico” che nasconde l’occupazione di due villaggi palestinesi

Tra i volti dell’occupazione israeliana vi è anche l’uso politico dell’archeologia. Pubblichiamo una testimonianza dai villaggi palestinesi di Silwan e Susya a cura di una studentessa italiana di 20 anni, specializzanda in Diritto Internazionale a Utrecht, che la scorsa estate ha trascorso un periodo in Israele e Palestina.

Leggi il seguito

Un nuovo modo per raccontare l’Afghanistan

Il “viaggiare ripensato” del fotogiornalista Lorenzo Merlo nell’ambito del Victory Project. Un viaggio-progetto per recuperare il pionierismo di esploratori europei che tra gli anni ´30 e ´50 hanno percorso in auto lo spazio che divide l´Europa dal centro Asia, nonché per esplorare il tema delle “vittime del progresso”. Fedi, cuori e ragioni di Popoli visti dal basso.

Leggi il seguito

Colombia, economie di guerra e controllo del territorio

Cocaina, potere, controllo del territorio attraverso le narcoguerre. La Colombia, primo Paese al mondo per numero di sfollati, oggi sta vivendo uno scontro intestino, una sorta di “guerra a bassa intensità”. Vi sono coinvolti protagonisti nazionali e internazionali per il controllo del territorio e delle risorse. E la popolazione, come sempre, ne paga le conseguenze.

Leggi il seguito

L’Ucraina al ventunesimo dell’Indipendenza

Inauguriamo una collaborazione con Marco Residori, blogger italiano che si trova in Ucraina e ci rimarrà sino a febbraio 2013. In questo post ci racconta di come si è festeggiata la ricorrenza datata “ventiquattro agosto millenovecentonovantuno” e di cosa sta accadendo oggi in un Paese in transizione tra nuovi modelli e accordi economici, soprattutto relativi al petrolio e al gas, e nuove relazione con l’estero.

Leggi il seguito

I samaritani in Palestina, tradizioni e mutamenti

Viaggio tra la comunità dei samaritani che vivono nella West Bank. Si tratta di un gruppo religioso che reclama di rappresentare l’origine dell’ebraismo ma che per secoli sono stati ritenuti degli eretici. Possiedono tre passaporti, parlano l’arabo e si considerano palestinesi e, dopo millenni, continuano ad osservare vecchi precetti e tradizioni.

Leggi il seguito