La Siria in rivolta, tra il fermento della società civile e gli interessi stranieri

Il confronto tra governo e popolo, a distanza di cinque mesi dalle prime manifestazioni di protesta, è caratterizzato ancora da una violenta repressione da parte dell’esercito e dalla continua inadempienza delle importanti riforme del sistema chieste dal popolo all’inizio dei disordini. Alla luce di quanto accaduto in questi mesi, il popolo siriano chiede ora le dimissioni del presidente Bashar al-Asad.

Leggi il seguito

A Parigi il Festival delle culture islamiche

Dal 7 al 17 settembre si terrà a Parigi il ‘Festival des cultures d’Islam’. Proiezioni, incontri, teatro, musica e approfondimenti che hanno come filo conduttore l’Islam e gli Stati Uniti a dieci anni dall’11 settembre. Una carrellata sugli eventi in programma aiuta a capire come è evoluta la cultura dei musulmani, soprattutto quelli occidentali.

Leggi il seguito

Le rivolte inglesi nel contesto internazionale

Per quanto il governo e l’apparato politico inglese vogliano relegare le rivolte scoppiate a Londra e in altre città a puri episodi di delinquenza comune, occorre un’analisi più attenta della situazione. Non solo il Nord Africa e il Medio Oriente, ma anche l’Europa, stanno attraversando un periodo di crisi economiche e sociali. Non basterà il giro di vite dei governi per risolvere i problemi.

Leggi il seguito

Multiculturalismo e postmodernità: sfida alla politica

Il sistema politico va riformato, prendendo atto della scomparsa del nazionalismo uniculturale. In questo articolo viene analizzata la difficoltà delle strutture politiche di adeguarsi alla fase di un cambiamento che deve necessariamente coinvolgere le minoranze e le diverse identità sociali e culturali. Una vera e propria politica del riconoscimento.

Leggi il seguito

Offrire protezione agli scrittori perseguitati

Scrivere con la consapevolezza di poter subire la censura, o con il timore di essere incarcerati, torturati o uccisi è la realtà quotidiana di tanti intellettuali nel mondo. Dalle pagine di Haaretz.com, Sami Michael, scrittore ebreo della diaspora irachena e presidente onorario dell'”Associazione israeliana per i diritti umani”, racconta il suo impegno affinché Haifa, la sua città, entri nella rete ICORN delle città rifugio per gli scrittori. Un’iniziativa non priva di ostacoli.

Leggi il seguito

Il cammino siriano, una storia di violenza

In Siria prosegue la rivolta: venerdì scorso le manifestazioni sono state dedicate ai bambini, con una giornata di protesta in onore dei più giovani martiri della rivoluzione siriana, alcuni dei quali ne stanno diventando simboli. Ci sono testimonianze, come quella raccolta per questo post, che danno la misura di quanto la situazione sia drammatica e pericolosa. Ecco perché abbiamo preferito mantenere l’anonimato di chi ci ha concesso quest’intervista.

Leggi il seguito

Reportage dal Perù pre ballottaggio

Il 5 giugno il Perù andrà al ballottaggio per scegliere il nuovo presidente tra Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore, e Ollanta Humala, che ha dichiarato di ispirarsi a Lula. Ma qual è il Perù che si prepara alle elezioni? Per capirlo meglio pubblichiamo l’interessante reportage di Giovanni Maiolo, che ci mostra immagini dimenticate e altre inedite di questo Paese.

Leggi il seguito

Le voci della società civile afgana a Roma

La Conferenza Internazionale della società civile afgana ha portato a Roma ventuno delegati afgani, ciascuno portavoce di una realtà di impegno e lotta per la partecipazione alla ricostruzione del futuro in un Paese che ben presto vedrà l’uscita dei contingenti internazionali e si prepara all’autonomia. L’incontro ha messo in luce il desiderio di ripartire con le proprie forze, ma anche molti timori.

Leggi il seguito

Minsk, cordoglio di regime

C’è un filo sottile che unisce tutte le dittature (o le autocrazie): quello dell’ordine e della pulizia nei luoghi pubblici. Tutto deve essere sorvegliato e organizzato, ogni momento della vita pubblica e collettiva deve rientrare in un preciso automatismo stabilito dall’alto. Anche l’emozione e il cordoglio. La Minsk di Alexander Lukashenko non sfugge alla regola, a un mese dall’attentato nella metropolitana che uccise 14 persone. (East Side Report).

Leggi il seguito