“Notte a Gaza”, ritratti umani dal campo di battaglia

Un libro pubblicato da Stampa Alternativa che racconta il disastro di un assedio che pare ormai condannato all’indifferenza del mondo. “Appunti da classico taccuino del viaggiatore, in ordine sparso, per quello che sono, forse perché devo illudermi di appagare il senso d’impotenza.” Così scrive l’autore Niccolò Rinaldi, che in quindici anni ha visitato quel territorio diverse volte nonostante entrare in quella che molti definiscono una prigione a cielo aperto “sia un lusso, ormai, come lo è uscirne”.

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La Libia, l’Occidente e il tentativo di contenere il conflitto

Sembra che molti potenti muoiano dalla voglia di combattere le violenti milizie libiche e le loro Nazioni amiche all’interno della regione. Lo Stato Islamico, dal canto suo, sta facendo di tutto per provocare l’Egitto, la Giordania e i Paesi occidentali e per portare i “crociati” – ovvero i soldati europei – nei territori arabi. Ma il caos in Libia non verrà sicuramente fermato né da deboli retoriche né da scelte facili. L’analisi di un’esperta.

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Egitto, fra rivoluzione tradita e crisi economica

Ne parliamo con Vincenzo Mattei, giornalista e blogger, autore di testi che analizzano la situazione attuale nel Paese. “La fine delle ideologie islamiche – dice Mattei parafrasando il titolo del suo ultimo libro – si riferisce al fallimento dell’esperienza al governo dei Fratelli Musulmani in Egitto, la loro incapacità di riuscire ad adattarsi a una dialettica democratica-statale. Hanno trovato una dura opposizione da parte degli apparati appartenenti al vecchio regime, ma hanno anche dimostrato una certa riluttanza al dialogo con le altre opposizioni parlamentari”.

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Messico, sull’onda della crisi la lotta per i diritti umani

Il 2014 è stato un anno difficile, ma la scomparsa di 43 studenti ha dato linfa a un movimento di grande coscienza civile. I cittadini chiedono che sia fatta chiarezza sull’accaduto, chiedono le dimissioni del presidente e che si indìcano le elezioni per una nuova assemblea costituzionale nel 2017. Si tratta di una sfiducia nelle istituzioni politiche ormai generalizzata e molto diffusa. Infatti, anche una grande varietà di settori sociali si sta mobilitando e sta chiedendo un cambiamento radicale.

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Fotogiornalismo di guerra, fra etica e documentazione

Quali sono le sfide del fotogiornalismo nel XXI secolo? Una conversazione con il fotoreporter Pier Paolo Cito. “Sono ancora le grandi agenzie che riescono ad arrivare lì dove molti non arrivano, garantendo maggiori margini di sicurezza. Se questa è la situazione, per produrre in linea di massima del materiale vendibile, un freelance deve recarsi in zone rimaste ‘scoperte’, spesso perché troppo pericolose. È per questo che è importantissimo andarci preparati.”

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Yemen, perché il Paese rischia una nuova scissione

Dopo le dimissioni del Presidente Hadi, il 22 gennaio scorso, il processo di transizione mirato a una maggiore stabilità politica sembra fallire. Probabilmente, la minaccia più grande alla stabilità dello Yemen non è la violenza dei ribelli Houthi nel nord e nemmeno l’attività di AQAP nel sud, ma la prospettiva di una nuova divisione del Paese lungo i confini precedenti all’unificazione del 1990. Il destino degli Yemeniti è in bilico, e dipenderà dal continuo impegno diplomatico e sostegno della comunità internazionale.

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Libano, il paese dei cedri cerca di resistere al caos

Un reportage sul Libano che dà voce alle sue tante realtà e pluralità: “Libano nel baratro della crisi siriana” è un testo che aiuta a inquadrare i problemi e le tensioni che il Paese attraversa, indagate attraverso il punto di vista di differenti personalità politiche, diplomatiche e religiose e attraverso un approfondito lavoro di documentazione, con  analisi e interviste sul campo. Ce ne parlano i due autori, Matteo Bressan e Laura Tangherlini, entrambi giornalisti esperti di Medioriente.

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“L’Ucraina è Europa!” L’urlo inascoltato della piazza

Questa testimonianza è stata scritta da Eleonora Trivigno, italiana da dodici anni residente in Ucraina. Vive a Kiev, e ha seguito fin dall’inizio le proteste sulla Majdan. “Personalmente credo che la nuova escalation non sia preludio di un’invasione o di un conflitto su più vasta scala, il vero obiettivo mi pare piuttosto quello di indurre l’Ucraina a promulgare lo stato di guerra, in presenza del quale i finanziamenti internazionali non sarebbero più possibili.”

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Colombia, l’amore ai tempi della guerra

La Storia recente del Paese attraverso la vicenda di un ex guerrigliero,un racconto (vero) che pare sospeso tra realtà e fantasia. “All’inizio del 1964 dopo anni di guerre intestine tra conservatori e liberali, dove anche girare con un vestito di un colore sbagliato poteva significare la morte, nascono i gruppi di guerriglieri. Contrapposti ai guerriglieri di sinistra ci sono i paramilitari (…) In mezzo a questo caos chi ne paga le conseguenze è sempre la povera gente: questa è la storia di uno di loro.”

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“Quaderni Ucraini”, intervista a Igort

La riedizione dell’opera del fumettista italiano Igor Tuveri, pubblicata per la prima volta nel 2010, è l’occasione per fare qualche domanda a chi ha scelto di raccontare un Paese con le storie della gente comune attraverso lo strumento del graphic journalism, formula con cui si indica l’insieme di fumetto, letteratura e giornalismo. Al centro dell’opera il rapporto tra Ucraina e Russia, in particolare lo sterminio operato da Stalin nel ’32-’33 denominato Holodomor (Olocasto ucraino); nell’intervista, l’attualità del conflitto tra i due Paesi.

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