Africa, le leadership senza fine, l’allarmante caso della Guinea

L’Africa subsahariana è caratterizzata dai mandati presidenziali più longevi del mondo. In 8 Paesi africani il presidente non ha alcun limite di mandato e dal 1960 dieci Capi di Stato sono in carica da più di 30 anni. Tale fenomeno è il risultato della diffusa tendenza, da parte di molti leader politici, a utilizzare la Costituzione per favorire l’immortalizzazione del potere. In Guinea, violente proteste sono scoppiate in tutto il Paese quando il presidente Alpha Condé ha proposto l’approvazione di una nuova Costituzione che gli avrebbe permesso di candidarsi per un terzo mandato. Tensioni sulle elezioni del 18 ottobre.

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Azerbaijan, come silenziare gli attivisti “usando” il Covid-19

L’ex Repubblica sovietica approfitta del Covid per silenziare il dissenso attraverso detenzioni arbitrarie. Lo denuncia HRW. Benin e Costa d’Avorio disconoscono la giurisdizione della Corte Africana DU, che non potrà più pronunciarsi su eventuali violazioni dei diritti umani. Il “Day of Silence”, iniziativa contro il bullismo verso gli studenti LGTBTQ, compie 25 anni. Secondo il report “Finanza Fossile” di Greenpeace e Re:Common, il settore finanziario italiano inquina più delle centrali a carbone. Infine, il Governatore della Banca Centrale libanese smentisce le accuse rispetto al suo ruolo nella grave crisi economica che sta travolgendo il Paese.

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Ghana, un Paese al buio senza ragionevoli spiegazioni

I frequenti blackout stanno incidendo pericolosamente sugli affari e sull’immagine di questa nazione. Grandi aziende e piccole imprese costrette ad usare generatori e fiumi di benzina, commercianti locali e famiglie affannati, alla ricerca di un modo per gestire l’emergenza. Ma sono ormai circa tre anni che il Ghana fa esperienza di tagli di energia elettrica. E il load-shedding sta diventando sempre più insostenibile.

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Euro: un ritorno alle valute nazionali non è la soluzione

Oskar Lafontaine, ex presidente di Die Linke ed esponente della sinistra in Germania, ha lanciato un appello per il ritorno alle valute nazionali. Secondo l’analisi che presentiamo, nonostante la diffusa frustrazione nei confronti dell’euro tale soluzione non è convincente da più punti di vista: economico, politico e morale.

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