Kabul, il respiro del sangue e le urla del dolore e della morte

È blindata Kabul, c’è un check point quasi ogni 500 metri, posti di blocco, barriere di cemento, filo spinato, hummer e mitragliatrici a tagliare in due le strade. In Occidente arriva una piccolissima percentuale di notizie, ma qui c’è un attentato in media ogni tre giorni, le vittime sempre e solo afghane, una strage che porta via ogni speranza. Le forze internazionali si occupano solo di determinate missioni, e di fornire addestramento, ma nelle strade ci sono sempre e solo loro, gli Afghani, ancora una volta soli contro il terrore e a respirare sangue.

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Tunisia, la rivoluzione sette anni dopo e i nodi delle alleanze

A trent’anni dall’ascesa al potere di Ben Ali, a sette anni dall’avvio della Primavera Araba, nel Paese si possono identificare quattro punti di conflitto. Innanzitutto il problema della coalizione tra il partito laico Nidaa Tounes e il partito islamista Ennahda; la forma del sistema politico; il ruolo politico dell’Unione Generale Tunisina del Lavoro; e infine l’urgenza di indire elezioni libere. Questi problemi rappresentano gli ostacoli principali per una transizione democratica nel Paese, mentre le elezioni generali e presidenziali sono attualmente previste per fine 2019.

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Medio Oriente, il ruolo di Arabia Saudita, Iran e Stati Uniti

Il precario equilibrio su cui si regge la trama delle alleanze nell’area è definito dalla rivalità geopolitica fra Arabia Saudita e Iran, storicamente alimentata dagli interessi degli Stati Uniti. Entrambi i Paesi hanno portato lo scontro in diverse zone di influenza che coprono l’intero spettro della regione: Bahrain, Libano, Siria, Yemen, passando per le primavere arabe e fino agli ultimi sviluppi del conflitto israelo-palestinese. Un quadro della situazione attuale e come si è sviluppata attraverso gli eventi dei decenni scorsi.

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“Risveglio”, la vita del carcere raccontata dai detenuti

Chi meglio di un recluso può raccontare la realtà di un istituto carcerario? Dall’esperienza di un laboratorio sul cinema fatto dietro le sbarre, un film per condividere progetti, emozioni e difficoltà di chi la prigione la vive sulla propria pelle, giorno dopo giorno. Momenti di umanità e condivisione, nonostante il disagio di una condizione dove si è privati della libertà e, spesso, dei più elementari diritti umani. La regia affidata a Pietro Benedetti, che ha vissuto l’esperienza della cella. La cinematerapia per liberare le emozioni eliminando ogni filtro tra sé e la storia raccontata.

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Caucaso russo, le strade della pace attraverso valli e montagne

Vladimir Putin ha fondato sulla pacificazione della regione – e su una gestione strategica delle immense risorse del Paese – il proprio successo come presidente. È questo il titolo di credito più rassicurante nell’economia di un’area che dopo decenni di guerre e innumerevoli crimini perpetrati contro i diritti umani, mai come ora necessita di stabilità, anche come elemento di discontinuità nei confronti dell’estesa diffusione di un estremismo che dietro al velo di comodo dell’Islam potrebbe dilagare fino all’area del Mediterraneo, pregiudicando ulteriormente un contesto già ampiamente problematico.

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Lavoro minorile, i benefici al di là dei luoghi comuni occidentali

Nel mondo occidentale l’impegno dei bambini è considerato una violazione dei loro diritti, ma sono diversi i vantaggi che esso può offrire ai minori, compresa l’educazione nel senso di apprendimento di nuove conoscenze e di sviluppo delle proprie capacità, e l’approfondimento della propria cultura. Non solo può aiutare a ridurre lo stato di povertà, ma può anche essere d’aiuto a livello psicologico per lo sviluppo delle relazioni sociali. Il punto di vista antropologico tiene conto di questi fattori, quello economico si concentra invece esclusivamente sui rischi e ragiona sulle basi di normative e concetti spesso imposti da altri modelli.

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Valogno, il piccolo borgo dei murales e delle porte aperte

Un borgo di 90 abitanti in provincia di Caserta, per tornare a vivere ha puntato su arte e accoglienza senza alcun pregiudizio o barriera. I pochi abitanti aprono le loro case ai visitatori, raccontano la storia del paese, scambiano sogni, idee e progetti. Il 95% delle case è disabitato ma ora si stanno trasformando. Al restauro avviato da vecchi proprietari si è aggiunta l’opera di artisti chiamati a dare una dimensione nuova e originale a vicoli, strade, arcate. L’idea è venuta a uno psicologo romano che insieme alla moglie ha lasciato la capitale e ha avviato un’associazione per il “risveglio” di questo paesino da sogno.

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La guerra sporca dell’uranio impoverito, storie e protagonisti

La strage silente da inquinamento bellico, questo il tema di un incontro organizzato nell’ambito del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Sarebbero 7600 fino ad ora i militari ammalatisi a causa dell’uranio impoverito e 340 le vittime, anche se è difficile stabilire il numero esatto dei contaminati. Una strage “silenziosa”, infatti, per la difficoltà di far circolare le notizie e sottoporle all’attenzione dei media. Una carrellata degli interventi tra cui la testimonianza di Mariarosaria Ruggiero, vedova dell’archeologo napoletano Fabio Maniscalco.

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Lucano, a Riace accoglienza come modello di giustizia sociale

Un esempio di accoglienza dei migranti, quello del paesino calabrese, che è valso a questo luogo e al suo primo cittadino numerosi riconoscimenti a livello mondiale. Mimmo Lucano sarà ospite sabato 11 novembre al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Il sindaco non si spiega il perché di tanto clamore. “Non serve essere chissà chi per fare quello che ho fatto io”, dichiara in questa intervista a Voci Globali. Il suo modello, al di là di manipolazioni politiche, si limitava ad accogliere con spontaneità coloro che approdano sulle nostre coste. Finché non è partita un’inchiesta giudiziaria nei suoi confronti. E anche la miniserie di Rai Fiction ispirata al suo lavoro è stata cancellata dal palinsesto.

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Impegno armato e petrolio, la forza dei curdi indipendentisti

Determinanti nella guerra aI califfato nero, i curdi iracheni e siriani sono al centro della geopolitica del Medio Oriente e il ridisegno dei suoi confini, tra nuove e vecchie alleanze e inveterati interessi economici. Le aspirazioni di autonomia in Siria e il recente referendum in Iraq, sulla scia del sacrificio di tanti miliziani e miliziane, pongono alla comunità internazionale, Italia compresa, una questione di ordine etico. Intanto, negli ultimi anni il loro ruolo nello scacchiere mediorientale si è rinforzato.

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