L’Europa al centro della Storia, così si alimenta l’ignoranza

Ci si è mai chiesti se il modo e il metodo con cui studiamo la Storia non abbia portato, più o meno in maniera diretta, alla crescita di xenofobia e pregiudizi nei confronti di migranti e rifugiati? Talmente abituati a considerare l’Europa come orizzonte geografico e morale della propria identità, diventa complesso anche semplicemente raccogliere le informazioni e le conoscenze che abbiamo sul “resto del mondo”. Il ruolo dei “Corridoi educativi” contro i pregiudizi attraverso il progetto U4Refugees, esperimento avviato nelle università per ricreare uno spazio comune libero e aperto a favore dei richiedenti asilo e rifugiati.

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ISIS, distruggere i reperti antichi per cancellare l’identità

C’è così tanto dolore e senso di perdita, riflette la scrittrice Nicci Gerrard in un articolo per The Guardian sui pazienti affetti da demenza. La Gerrard descrive questa sofferenza – la perdita di un’identità radicata nella conoscenza comune, la cancellazione della storia, l’insidioso e irreversibile attacco al sapere e all’essere – come un “paesaggio dannato” che ci fa provare dolore. E si domanda: “Chi siamo nel momento in cui abbiamo perso i nostri ricordi?”. Analogamente, la rivoluzione in atto vuole la cancellazione della memoria, finché anche la Storia sarà sotto il controllo dello Stato Islamico.

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Sem Terra: trent’anni di storia, trent’anni di volti

“Sem Terra – 30 anni di storia, 30 anni di volti” è un libro fotografico su uno dei movimenti sociali più grandi dell’America Latina, il movimento Sem Terra. Giulio Di Meo, fotoreporter italiano, costruisce un’opera fatta di ritratti: volti, espressioni, luoghi, nomi, cognomi ed età per ricordare 30 anni di storia.

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Tra tradizione e futuro, nuovi spazi per le lingue africane

Le lingue del continente – anche grazie alle politiche di alcuni Stati – vivono un momento di vitalità e riaffermazione. Questo fenomeno è stato reso più semplice dalla diffusione della telefonia mobile e di Internet. Sempre più persone in Africa si collegano per comunicare tra di loro e le conversazioni spesso non sono in Inglese, Francese o Portoghese, ma in Wolof, Tswana, Luganda o in molte altre lingue locali.

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Brasile: stereotipi e pregiudizi nei personaggi di colore dei fumetti

I personaggi di colore nei fumetti brasiliani risultano da anni vittime di pregiudizi e stereotipi. Da una ricerca su questo tema, un’intervista di GV all’autore, il professor Nobuyoshi Chinen del Comic Observatory presso la USP, Scuola di Comunicazione e Arti dell’Università di São Paulo. La tesi esamina non solo la presenza dei personaggi di colore, ma anche il loro valore simbolico e visivo, aprendo la strada a un’analisi degli stereotipi e dei pregiudizi ancora presenti.

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