Catastrofe della fame, è quanto si prevede già nell’anno in corso

Nel 2021 ben 193 milioni di persone hanno sofferto per l’insicurezza alimentare acuta, e nel 2022 47 milioni di persone in 81 Paesi sono sull’orlo della carestia. I numeri traducono una situazione esplosiva che sta per scoppiare in tutto il mondo, innescata da prezzi del grano alle stelle, guerra in Ucraina, cambiamenti climatici, commercio globale del cibo nel caos, carenza di fertilizzanti, conflitti stagnanti e duraturi come nello Yemen, oltre all’incertezza in Ucraina. L’agricoltura distrutta dalle catastrofi ambientali e l’inflazione alimentare irrefrenabile stanno causando maggiore povertà in diverse regioni del mondo: il cibo sarà sempre più costoso e carente.

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Leggere Dostoevskij e Tolstoj durante la guerra in Ucraina

L’attuale situazione bellica ha innescato dei meccanismi di isolamento nei confronti della Russia: isolamento economico per mezzo delle sanzioni, ma anche culturale, con l’annullamento di eventi in ogni parte del mondo. Anche la letteratura russa, costellata di capolavori, è stata messa in discussione. Ma, le opere d’arte sono tali proprio perché possono essere lette criticamente anche e soprattutto in periodi bui come questo. E le analisi presenti nei romanzi dei grandi scrittori del passato possono fare luce sul presente, perché nella storia dell’uomo la guerra è tristemente uguale a sé stessa.

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Uganda, oppositori scomparsi, torturati nei centri detentivi illegali

Tra le notizie di questo mese: la CPI avvia un’indagine sui crimini di guerra perpetrati in Ucraina. Quindicesimo vertice militare sino-indiano sui confini contesi in Himalaya: nessun accordo raggiunto. Il Somaliland – unico Stato fantasma al mondo – chiede il riconoscimento internazionale. Appello di 17 Associazioni ambientaliste italiane al Governo per la sicurezza alimentare. Svolta rivoluzionaria nella prevenzione dell’HIV grazie alla versione iniettabile della PrEP. La Russia ferma i negoziati di pace sulle Isole Curili dopo le sanzioni del Giappone per la situazione ucraina.

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In Bosnia-Erzegovina si riaccendono pericolose micce esplosive

Nella regione balcanica soffiano venti poco rassicuranti. L’entità serbo-bosniaca da anni sta portando avanti una retorica nazionalista, minacciando una sempre più ampia autonomia dal potere centrale, ma assai debole, di Sarajevo. La tenuta di questo Paese nato dalle ceneri del drammatico conflitto degli anni Novanta del secolo scorso scricchiola, schiacciato da rivendicazioni interne che non hanno mai abbandonato l’unica radice: quella etnica. Sullo sfondo, l’invasione russa dell’Ucraina non può che peggiorare lo scenario e sostenere le rivendicazioni nazionalistiche di questi alleati di Putin.

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