Sierra Leone, il popolo che reagisce stringendosi alla comunità

Nel Paese africano il distanziamento sociale, necessario per rispondere alla pandemia da Covid-19, risulta quasi impossibile da mettere in pratica. I sierraleonesi sono abituati alla vita comunitaria. La collettività è un modus vivendi, attraverso il quale fronteggiare ogni sorta di difficoltà. In questo momento storico, anche in ragione della cruenta guerra civile vissuta e dell’esperienza Ebola, temono l’insorgere di nuove violenze legate alle misure per contenere l’epidemia. E ancor di più, cercano nella propria comunità la forza per andare avanti.

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Azerbaijan, come silenziare gli attivisti “usando” il Covid-19

L’ex Repubblica sovietica approfitta del Covid per silenziare il dissenso attraverso detenzioni arbitrarie. Lo denuncia HRW. Benin e Costa d’Avorio disconoscono la giurisdizione della Corte Africana DU, che non potrà più pronunciarsi su eventuali violazioni dei diritti umani. Il “Day of Silence”, iniziativa contro il bullismo verso gli studenti LGTBTQ, compie 25 anni. Secondo il report “Finanza Fossile” di Greenpeace e Re:Common, il settore finanziario italiano inquina più delle centrali a carbone. Infine, il Governatore della Banca Centrale libanese smentisce le accuse rispetto al suo ruolo nella grave crisi economica che sta travolgendo il Paese.

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Libano in fermento. E un film sul calcio narra storie dei rifugiati

Le proteste, partite il 17 ottobre in Libano, continuano senza l’avvio di consultazioni per la creazione di un nuovo Governo, dopo le dimissioni del primo ministro Saad Hariri il 29 ottobre scorso. A creare malcontento è una situazione economica molto difficile, esacerbata dall’introduzione di una tassa sulle chiamate VoIP, e una rabbia diretta ad una intera classe politica ritenuta responsabile dei dissesti del Paese. Il documentarista Stefano Fogliata è da pochi giorni tornato da Beirut, sua città adottiva, e ci racconta sensazioni e pensieri dalla piazza.

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Venezuela, la crisi travolge la sanità, a pagare sono le donne

La crisi economica che affligge il Paese sudamericano non è solo una tragedia democratica, ma soprattutto una catastrofe umanitaria. La sanità pubblica venezuelana, che nei decenni scorsi era diventata un simbolo di speranza in tutta la regione, non è sopravvissuta alla regressione dell’industria petrolifera su cui faceva completo affidamento. Il sistema sanitario e di assistenza sociale è crollato, mancano attrezzature mediche di base e il numero di medici è in continua diminuzione, con conseguenze disastrose soprattutto per le donne, per i loro diritti e per la loro dignità.

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Crisi globale: serve passare dalla consapevolezza all’azione

Le due tendenze globali più importanti, un modello economico neo-liberale che non si adatta allo scopo e una biosfera che non può far fronte a tale modello, sono riconosciute come le più grandi sfide che la società umana abbia dovuto affrontare. Innumerevoli studi su queste tematiche hanno messo in evidenza quanto lavoro sia in corso in tutto il mondo per lo sviluppo di nuove forme economiche e per rispondere all’esigenza di orientarsi verso economie a basso consumo di emissioni di carbonio. Per un cambiamento di rotta il momento è ora.

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Ghana, tutti gli uomini del presidente

Ormai sono settimane che i media ghanesi se ne occupano. Editoriali, articoli, news nei giornali radiofonici. E il titolo generale per tutti potrebbe essere: Tutti gli uomini del presidente. Il presidente è John Dramani Mahama, gli uomini sono il suo staff, 678, una cifra sconsiderata per molti. Come svolgono il loro lavoro, hanno competenze, sono insomma le persone giuste al posto giusto? Clan e religione, sono i due principi con cui si risponde ad ogni problema, anche a livello politico: dalla mancanza di lavoro alla mancanza di corrente elettrica per giorni, dall’aumento dei prezzi all’attuale, seria, svalutazione della moneta ghanese.

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“Pop Economix”, il grande show della finanza globale

Dopo il “Pop Economix Live Show”, spettacolo multimediale che racconta della crisi globale che ci ha investito, già presentato in oltre 80 città italiane nel corso degli ultimi tre anni, la casa editrice Becco Giallo presenta il fumetto “POP ECONOMIX – Il grande show della finanza che ha innescato la crisi”, opera che intende spiegare la crisi economica in modo semplice e preciso. “La base stessa della crisi sono le diseguaglianze. Oggi, di fatto, siamo lanciati verso un baratro e ci viene chiesto di accelerare.”

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Verso una primavera europea

La crisi europea è stata analizzata nel’ottica delle istituzioni politiche, dell’economia, delle élite, dei governi, del quadro legislativo, ma non dal punto di vista dei cittadini comuni. Che significato assume l’Europa per i suoi cittadini e quali principi si possono formulare sulla base di ciò per la definizione di un contratto sociale che promuova una nuova Europa dal basso?

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