La favola dell’uomo su due gambe in trenta lingue africane

Si calcolano circa duemila lingue in Africa. Lingue vive, non morte. In trenta di queste è stata tradotta “The Upright Revolution: Or Why Humans Walk Upright”, una breve fiaba di Ngũgĩ wa Thiong’o che racconta di come, tanto tempo fa, anche gli uomini camminassero a quattro zampe e come poi è accaduto che cominciassero a usare due gambe e stare dritti. Il progetto è raccolto su Jalada, collettivo di scrittrici e scrittori pan-africano. Il breve racconto, a trent’anni dal manifesto “Decolonising the Mind” ha fatto un record di traduzioni travalicando i confini del continente.

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‘Africanews is on air’, il primo canale pan-africano all news

Un miliardo e 100 milioni di abitanti, 54 Paesi, oltre 30 milioni di chilometri quadrati, e migliaia e migliaia di storie ed eventi da raccontare ogni giorno. L’immensità del continente africano e dei suoi protagonisti è ora sugli schermi 24 ore su 24, tutti i giorni. È stato lanciato Africanews, primo canale di informazione pan-africano multilingue dell’Africa sub-sahariana.
Una vera e propria rivoluzione dell’informazione nel continente, dove ogni giorno si copriranno gli avvenimenti africani, ma si porteranno in Africa anche gli eventi internazionali. Un progetto sul modello di Euronews. Quartier generale Congo-Brazzavile. 50 professionisti in sede e 45 corrispondenti.

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L’Africa è pronta, il prossimo Einstein sarà qui

La ricerca ‘Made in Africa’ sta facendo passi da gigante e da qualche anno ha una serie di vetrine per farsi conoscere dal mondo. Si è da poco concluso a Dakar il primo Next Einstein Forum. Obiettivo: portare fuori dall’ombra i giovani scienziati africani. Circa 1.000 i partecipanti, di cui il 50% con un’età al di sotto dei 42 anni. Il prossimo giugno, invece, è in programma a Gaborone, capitale del Botswana, l’Innovation Prize for Africa, arrivato alla sua quinta edizione. Un vero evento pan-africano catalizzatore di idee che mirano a dare contributi concreti allo sviluppo del continente. Contributi africani. Finora l’IPA ha attratto 6.000 innovatori provenienti da 50 Paesi del continente.

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Il femminismo nero che racconta la storia dell’Africa

“Dovremmo essere tutti femministi”, è il titolo dell’ultimo libro della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. “Tutti”, non tutte”, perché un/una femminista è qualcuno che dice: sì c’è un problema di genere oggi e noi dobbiamo risolverlo, noi tutti dobbiamo far meglio. Ma i movimenti delle donne hanno sfumature e colori. Quelli africani, e le loro protagoniste, trascendono i canoni occidentali: esiste infatti un femminismo africano – per quanto a molti possa sembra strano o suonare come una novità. Perché il femminismo non è neutro, non è assoluto, e sarebbe un peccato non conoscerla questa storia nera del femminismo.

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Idomeni, la migrazione delle “anime nere”

Sembrano immagini che vengono dal passato. Immagini di sofferenze superate, sanate. Ma è la realtà con cui dobbiamo fare i conti. La gente preme ai posti di blocco, sui fili spinati, contro i muri e le barricate, costretti a subire le angherie di poliziotti che eseguono ordini e di governanti che quegli ordini li danno. Costretti alla “ritirata” dai gas lacrimogeni. Come si fa con i delinquenti. Ma sono famiglie. Sono bambini. E si dimentica che le migliaia di persone che premono alle frontiere non sono immigrati economici – magari una minima parte – ma scappano dalle guerre e le destabilizzazioni provocate anche dagli interventi e dalle politiche europee.

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L’Africa di Renzi, da problema a opportunità

L’ultima visita del premier nel continente, sponsorizzando le imprese italiane, parlando di “visione del futuro” e criticando l’atteggiamento dell’Europa sul problema immigrazione. Nel corso delle sue visite il premier non ha però incontrato la comunità italiana. Cittadini italiani che hanno visto in questo continente un’opportunità molto prima che Renzi ci pensasse. Che hanno investito i loro soldi – non quelli delle grandi imprese – per creare aziende, società, dar vita a progetti impegnando e assumendo personale locale. A queste persone avrebbe fatto piacere un saluto dello Stato italiano. Perché alla fin fine loro nell’Africa ci hanno creduto davvero.

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Il continente più giovane, i leader più vecchi. L’Africa al potere

Gli ottuagenari restano saldi al loro posto e sembrano non avere intenzione di lasciare. Il più vecchio è Mugabe, 91 anni, il più giovane Museveni, 71. Naturalmente, parliamo di presidenti in carica da decenni, alcuni grazie a modifiche costituzionali. Una sorta di “dittatura democratica”. Eppure, con una popolazione totale del 65% al di sotto dei 35 anni, e del 35% tra i 15 e i 35 l’Africa è il continente più giovane e il trend non è destinato a scendere, anzi. Il 2016 anno chiave per le elezioni.

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Ciak, il film è online. La tv on demand appassiona gli africani

Cinema che passione! Ancor meglio se si possono scegliere i film preferiti, quando si vuole vederli e, soprattutto, vederli dovunque: a casa propria come in viaggio, grazie agli smartphone con sistema operativo Android. Anche in Africa, movies e serial sono l’intrattenimento preferito. Alle molte piattaforme dedicate già sul mercato si aggiunge ora il colosso americano Netflix. E decolla la banda larga, in sintonia con la diffusione dell’accesso ad Internet e la crescita della classe medio borghese urbana, calcolata in 300 milioni di persone.

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Fiabe africane in (quasi) tutte le lingue del mondo

Leggere una favola nella propria lingua madre, apprendere la propria cultura e nello stesso tempo aprire la mente ad altre culture e ad altre lingue. È questo, in sostanza, lo scopo del progetto di educazione a distanza African Storybook. L’iniziativa, che raccoglie 348 storie illustrate e 1025 traduzioni in diversi linguaggi locali ed europei, è già diventata una piattaforma di riferimento per insegnanti, studenti, lettori. Avviato in Sud Africa, Lesotho, Kenya e Uganda, il progetto si è poi allargato e ora coinvolge anche il Ghana, Ruanda, Niger, Mozambico, Etiopia, Tanzania.

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