Aflao, Ghana: il confine dove si paga il pizzo

Lo chiedono ogni giorno impiegati e militari, a migliaia di di persone che avrebbero diritto al libero ingresso. Dal 1975 l’ECOWAS garantisce la libera circolazione tra un confine e l’altro dei cittadini dei Paesi aderenti. Ma su questa striscia di terra non valgono le norme, ma la legge del più forte.Vale a dire impiegati e militari in servizio al confine. Gente “potente” che decide chi passa e chi no, che decide di fermarti e tenerti in pratica sotto sequestro per ore in attesa del “riscatto”. Il riscatto è la bribe. Pizzo, mazzetta, tangente, come vogliamo chiamarlo.

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Voci Globali, tanto ottimisti da credere nel futuro

Oggi siamo testata giornalistica. I nostri obiettivi: continuare a sperimentare un giornalismo di umanità e di azioni quotidiane. Di pari passo con la crescita e i successi di Voci Globali – che quest’anno compie 5 anni – vanno quei progetti legati al fare, all’agire. Dunque, i Corsi in Diritti Umani e Giornalismo Partecipativo e i Seminari sulla Povertà nelle scuole. E le attività in Ghana con Ashanti Development. Tra questi un progetto con i bambini di un villaggio e il finanziamento di corsi di apicoltura.

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Acqua: milioni di persone senza, milioni di km per cercarla

Le cifre diffuse non sono mai le stesse. Una cosa è certa, milioni e milioni di persone al mondo – probabilmente 1 miliardo – non hanno accesso all’acqua potabile. E si calcola che, entro il 2025, la proporzione della popolazione al mondo che vivrà in aree o Paesi di difficile accesso a questo bene, aumenterà di due terzi. Questo significa anche morire per tutte quelle malattie collegate all’assenza d’acqua o all’approvvigionamento a fonti contaminate. Tutto ciò nonostante l’impegno e le Risoluzioni ONU sul tema.

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Vivere in stato di schiavitù, accade a 36 milioni di persone

Lavorano in fabbriche, miniere, brothel. Sono visibili ma allo stesso tempo invisibili e non c’è limite d’età. Spesso sono bambini, comunque donne e uomini senza diritti. Quasi 36 milioni di persone, in tutto il mondo, vivono in stato di schiavitù. Il 61% sparso in cinque Paesi: Cina, India, Pakistan, Uzbekistan, Russia. È quanto emerge dalla seconda edizione del Global Slavery Index voluto dalla Walk Free Foundation, movimento che ha lo scopo di far venire a galla, combattere e sradicare la moderna schiavitù.

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Ebola, se l’aiuto arriva da Internet e dai volontari

Nel mondo c’è più voglia di partecipazione di quanto si immagini. E la Rete può aiutare a gestire l’incontro tra il bisogno e chi vuole dare una mano. Ad oggi sono 4186 le persone che hanno risposto all’appello proposto su Avaaz, la piattaforma online che lancia campagne pubbliche sui diritti e su temi civili e sociali. L’appello riguarda la ricerca di volontari disposti a recarsi nei Paesi africani del West Africa colpiti dall’ebola. Di queste persone circa 3.000 sono pronte a partire. Sarebbe interessante se qualcuna delle persone che andrà laggiù terrà un diario online per raccontare la sua esperienza.

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Ebola e tutto il resto, se la storia è scritta a tavolino

Una storia raccontata dai protagonisti, una storia raccontata da testimoni oculari è certamente diversa. Diversa da chi la racconta per sentito dire, inseguendo le voci su Internet o quelle ufficiali di Governi, Agenzie Onu e quant’altro. Giornalismo, dopotutto, è questo: raccontare quello che vedi, quello che accade, quello che puoi testimoniare con foto, dichiarazioni sul campo, osservazione. In questo post riprendiamo la testimonianza oculare di un giovane giornalista, blogger e fotografo ugandese.

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“Open defecation”, la campagna ONU per una crisi mondiale

Un miliardo e 100 milioni di persone nel mondo non hanno nessun accesso ai servizi igienici e la fanno all’aperto. Nel 2013 l’ONU ha lanciato il World Toilet Day (19 novembre). Chissà se ne verrà fuori – a parte la conoscenza e la sensibilizzazione – qualcosa di concreto. Il Report 2014 dell’Unicef e dell’ONU – intanto – avverte: nel 2015 ancora 2 miliardi e 500 milioni di persone non avranno accesso ai servizi igienici e 547 milioni di persone sono rimaste fuori dagli Obiettivi del Millennio. E che, mentre 77 Paesi hanno raggiunto tali Obiettivi in termini di sanità, 79 ne sono rimasti fuori.

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Change.org, l’attivismo a portata di click

In Italia una media di 600 petizioni al mese. 350 quelle vinte in 2 anni di attività. Ma i “progetti” in Rete sono 15.000. Intervista a Salvatore Barbera, direttore delle campagne in Italia. Barbera non vuol sentire parlare del termine slackactivism, quella sorta di attivismo pigro che consente, attraverso un click di lavarsi la coscienza e pensare di aver davvero contribuito a cambiare il mondo. “Già qualche anno fa – dice Barbera a Voci Globali – è stata presentata una ricerca che dimostrava che le persone che partecipano alle petizioni online sono anche quelle che di solito scendono nelle strade”.

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Libri in Africa? Dai donors occidentali troppi libri inutili

Dopo la stagione di vestiti, scarpe e giocattoli, è ora la stagione dei libri. Pensiero eccellente quello della diffusione della conoscenza, della cultura, del sapere. Peccato che, spesso, non si tenga di vista l’obiettivo e il target, ma solo il proprio “desiderio di fare del bene”. Senza logica però. E un’esperta di letteratura per l’infanzia lancia una provocazione: siano i bambini africani a raccontarci le loro storie, perché ognuno di noi ha storie diverse da raccontare

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