Siria, le “voci di dentro” delle donne che descrivono la guerra

In mezzo alle notizie che quotidianamente giungono dal Paese in guerra, scrittrici, giornaliste e sopravvissute stanno dando voce alla gente comune tramite storie che raccontano il costo reale del conflitto siriano. Se questo è un corpo di letteratura che, purtroppo, può solo continuare a crescere, questi libri rappresentano un punto di partenza vitale per fornire prove cruciali in tempo di guerra o cronache di cambiamenti sociali e storici che portano alla luce narrazioni reali a volte in contrasto con quelle ufficiali.

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“Pubblica o muori”. Donne discriminate dalle riviste scientifiche

Le pubblicazioni scientifiche rappresentano un settore redditizio che garantisce ottime opportunità di carriera. Recenti studi, tuttavia, dimostrano come il settore sia intriso di pregiudizi nei confronti del genere femminile. A parità di competenze – o anche a volte con competenze maggiori – i loro lavori appaiono in percentuale assai minore. Quali passi si possono compiere per migliorare il processo editoriale ad essere più aperto e aiutare le donne a “farsi avanti”? Pare, infatti, che esse stesse spesso rinuncino probabilmente condizionate da una realtà ancora in gran parte maschile, almeno nell’apparenza.

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Donne, africane, femministe: un lungo percorso di riscatto

In numerosi dibattiti, articoli e conversazioni sui social media, si sente e si legge l’idea secondo la quale ‘il femminismo è non – africano’. Sappiamo tuttavia come la Storia venga distorta e rimodellata per favorire gli interessi di chi la racconta. E invece le donne africane sono femministe, sostiene l’autrice di questo articolo, e il loro femminismo non è a sé stante – è nato dal femminismo africano del passato: madri che hanno salvato ragazze, insegnanti che hanno insegnato l’uguaglianza, e molte altre, in un lungo percorso storico che porta fino ad oggi.

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Afro Women Poetry, la vita delle donne raccontata in poesia

Voci Globali avvia un nuovo progetto il cui obiettivo è far parlare le donne africane attraverso la poesia. Abbiamo cominciato con il Ghana con poetesse note e altre meno conosciute . Violenza domestica, tradizioni oppressive, voglia di autonomia, femminismo, i danni procurati dal colonialismo e dall’arrogante cultura occidentale: sono alcune delle tematiche affrontate, che aprono spaccati di ogni sorta sulle loro esperienze e su quelle di milioni di altre donne del continente sub-sahariano. AWP è quindi un contenitore che diventa una sorta di notiziario in cui il conduttore sono le stesse poete. Sono loro a dire, spiegare, svelare. E noi, per una volta, stiamo in silenzio ad ascoltare come davanti a un tg o a una pagina di giornale in versi.

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Le madri di Plaza de Mayo: “siamo nate per marciare”

Il foulard bianco è diventato un simbolo della lotta alla dittatura in Argentina, di un movimento per i diritti umani che ha avuto inizio quasi per caso. Dal loro primo raduno nell’aprile 1977, le Madri si trovano ogni giovedì nella storica piazza a Buenos Aires per unire le proprie voci e chiedere al Governo informazioni sui propri figli scomparsi durante la dittatura. Nel corso degli anni questi raduni hanno avuto un ampio consenso, fino a culminare in un’enorme manifestazione di massa – quest’anno – alla quale hanno partecipato quasi mezzo milione di persone.

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Stupri di guerra in Bosnia, in 20 anni solo scampoli di giustizia

Sono passati 22 anni dalla fine della guerra nei Balcani, ma questo tempo non è stato sufficiente per assicurare una forma di giustizia e risarcimento alle oltre 20.000 donne e ragazze che durante il conflitto hanno subito una forma di violenza sessuale e stupro. In Bosnia Erzegovina in particolare, denuncia Amnesty International, le vittime non hanno accesso alla giustizia in maniera omogenea nelle varie regioni del Paese, non hanno supporto fisico, psicologico, legale ed economico, e la lentezza dei processi spesso pregiudica la reale condanna dei colpevoli.

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Zohra, la musica delle donne afghane che credono nella libertà

Fondata da Ahmad Naser Sarmast, primo afghano ad ottenere un dottorato in musica, la Zohra Afghan Female Orchestra è la prima e unica orchestra del Paese formata interamente da ragazze, tra i 13 e i 20 anni. L’attività concertistica, che è valsa loro anche riconoscimenti internazionali, è un modo per porre l’attenzione sulla condizione tuttora critica in cui vivono le donne afghane, vittime di violenze pubbliche e private. È però anche un segnale di quanto sta accadendo nella società civile che, tra molte difficoltà, alza la voce per affermare diritti ed eguaglianza.

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L’impatto della povertà e stati d’ansia sulla salute delle donne

Da un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Cambridge è emerso come le donne che abitano in luoghi poveri e deprivati abbiano il 60% di probabilità in più di soffrire di ansia rispetto agli uomini o a coloro che vivono in zone più ricche. Nervosismo, stress, irritabilità, insonnia ed eccessive e incontrollabili preoccupazioni sono tutti sintomi riconducibili al Disturbo d’Ansia Generalizzato, disturbo che colpisce maggiormente il sesso femminile. Tuttavia, alla luce dei risultati ottenuti i due sessi sembrano manifestare gli effetti dello stress in maniera totalmente opposta. Ma quali sono le reali ragioni alla base di questo problema e come può essere affrontato? Questo articolo cerca di dare qualche risposta.

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Nigeria del Nord, il volto femminile del desiderio di pace

I dati pubblicati nel giugno 2016 dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni parlano di 2 milioni di nigeriani costretti ad abbandonare le proprie case. La violenza continua e i disastrosi danni ambientali hanno avuto serie ripercussioni soprattutto sulla popolazione femminile. Nel nord del Paese più della metà degli sfollati – per la precisione il 53% – sono donne. Vi sono poi le sopravvissute alle violenze di Boko Haram, che tornano a casa ma che vengono poi emarginate, assieme ai figli avuti dai ribelli. A tutto ciò si aggiungono gli enormi problemi emotivi per i maltrattamenti, gli abusi fisici e psicologici subiti.

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