Kazakistan, è lì che si sta formando il nuovo ordine eurasiatico

Da un punto di vista politico e commerciale, nei prossimi anni gli occhi restano puntati sull’Eurasia, dove stanno avvenendo enormi cambiamenti. Il Kazakistan, in particolare, si trova in una posizione strategica al centro degli interessi delle due superpotenze vicine: Cina e Russia. Entrambe puntano molto sulla regione, i cinesi con la creazione di nuovi corridoi commerciali, i russi con la loro area di influenza. Tuttavia, per quanto promettenti possano sembrare le prospettive, i benefici per i kazaki tardano ad arrivare e il rischio è che il Paese rimanga succube del braccio di ferro tra Pechino e Mosca.

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Balcani, il ritorno dei nazionalismi all’ombra della crisi europea

L’instabilità dell’Unione Europea sta arrecando conseguenze negative non solo per i suoi Stati membri, ma anche per quelli vicini e, almeno fino a poco tempo fa, speranzosi di entrare a farne parte. In particolare la regione dei Balcani, già reduce dalle guerre devastanti degli anni Novanta, rischia di pagare un prezzo molto alto per le politiche ultimamente attuate dai leader europei. La mancata annessione all’UE potrebbe infatti significare la riapertura di ferite mai davvero ricucite tra i popoli della regione, contraddistinta da una geopolitica vulnerabile e rischiosa.

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Yemen, si entra nel quarto anno di una terribile guerra civile

Il 26 marzo 2018 si è entrati nel quarto anno di conflitto in Yemen. Una terribile tragedia che non ha trovato un’adeguata copertura nei media occidentali e la dovuta attenzione della comunità internazionale. La risoluzione della guerra appare di là da venire, mentre migliaia di civili continuano a pagare per l’avidità dei Paesi interessati a spartirsi le ricchezze del territorio. Anche l’ONU si conferma impotente a intervenire per porre fine ai bombardamenti. Nell’articolo una sintesi della situazione.

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Impegno armato e petrolio, la forza dei curdi indipendentisti

Determinanti nella guerra aI califfato nero, i curdi iracheni e siriani sono al centro della geopolitica del Medio Oriente e il ridisegno dei suoi confini, tra nuove e vecchie alleanze e inveterati interessi economici. Le aspirazioni di autonomia in Siria e il recente referendum in Iraq, sulla scia del sacrificio di tanti miliziani e miliziane, pongono alla comunità internazionale, Italia compresa, una questione di ordine etico. Intanto, negli ultimi anni il loro ruolo nello scacchiere mediorientale si è rinforzato.

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Corea del Nord, test nucleari per la sopravvivenza del regime

Dopo l’ultimo test, il Paese asiatico pare più vicino a realizzare il progetto di collocare un’arma nucleare a bordo di missili. La tensione che si è creata nella penisola è preoccupante e risale alle questioni irrisolte della divisione tra le due Coree dopo l’armistizio, e alle migliaia di truppe americane dislocate nella regione. La crisi non si risolverà con ulteriori dispiegamenti di armi degli USA e nemmeno con la retorica provocatoria o le sanzioni della comunità internazionale. L’unica via di uscita sembra essere il dialogo, che però viene considerato come un segno di debolezza.

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Siria tra contraddizioni e indifferenza

Da openDemocracy un’analisi sulla crescente militarizzazione del conflitto e gli errori e ipocrisie dei poteri occidentali. Viene affrontata soprattutto la questione dell’uso delle armi chimiche e del “due pesi due misure” degli Stati Uniti e di altri Paesi nei confronti del problema. E portati esempi di “tolleranza” nell’uso di tali armi su altri scenari.

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Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

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Cina: contro l’AIDS occorrono più farmaci indiani

L’epidemia di AIDS è sotto controllo in Cina, secondo una stima congiunta di OMS, UNAIDS e Ministero cinese della salute. I risultati sarebbero ancora migliori se le cure fossero rese disponibili a molti più malati. Un maggiore impiego di farmaci prodotti in India, che coniugano qualità con prezzi accessibili, sarebbe di grande vantaggio.

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