HOLAAfrica, il sito web che racconta l’orgoglio di essere lesbica

Abbattere i tabù, costringere a guardare in faccia la realtà, fornire uno spazio di informazione e riflessione, permettere l’incontro di esperienze. Esiste per questi motivi – e altri ancora – HOLAAfrica, primo sito dedicato alle lesbiche africane. Ma anche alle bisessuali e transgender. L’idea è venuta a Tiffany Kagure Mugo, scrittrice e attivista keniana, residente in Sud Africa. Tutto è cominciato con un blog che aveva raccolto così tanti consensi da farle comprendere quanto fosse importante creare uno spazio condiviso.

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Africa day: il giorno dell’orgoglio, il giorno dello sdegno

Il 25 maggio è giorno di festa per l’Africa. Si ricorda la nascita dell’Unione Africana, 25 maggio 1963. Data in cui i primi Paesi ad essersi affrancati dal giogo coloniale facevano voto di unità, sviluppo, progresso. Di un nuovo futuro, libero e indipendente. Ma oggi bisogna fare i conti con la realtà. Una realtà oscena. La rappresentiamo con alcuni dati e immagini concentrandoci sull’Africa Sub-Sahariana, e basta segnalare come il 64% della popolazione viva in aree rurali, che nella stragrande maggioranza dei casi mancano delle infrastrutture di base. Tutto ciò rende ancora lontano il continente dal sogno di unità e sviluppo di Kwame Nkrumah.

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Giornalismo come attivismo, due casi dal continente africano

In Africa spesso fare il giornalista non è solo una scelta professionale, è decidere da che parte stare, come e con quale missione. Per alcuni è molto più di un mestiere, insomma. Molto più di una passione. Nell’immenso continente di esempi di donne e uomini che denunciano abusi, storture del sistema, ingiustizie ce ne sono molti. E molti di loro finiscono sotto il giogo della censura, in carcere o, qualche volta, spariscono.
Due soltanto di questi esempi aiutano a capire cos’è il giornalismo come attivismo in Africa. A. Mwenda, ugandese, critica gli aiuti occidentali. Anas, ghanese, smaschera la corruzione. Nostra intervista esclusiva in Italia.

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La favola dell’uomo su due gambe in trenta lingue africane

Si calcolano circa duemila lingue in Africa. Lingue vive, non morte. In trenta di queste è stata tradotta “The Upright Revolution: Or Why Humans Walk Upright”, una breve fiaba di Ngũgĩ wa Thiong’o che racconta di come, tanto tempo fa, anche gli uomini camminassero a quattro zampe e come poi è accaduto che cominciassero a usare due gambe e stare dritti. Il progetto è raccolto su Jalada, collettivo di scrittrici e scrittori pan-africano. Il breve racconto, a trent’anni dal manifesto “Decolonising the Mind” ha fatto un record di traduzioni travalicando i confini del continente.

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‘Africanews is on air’, il primo canale pan-africano all news

Un miliardo e 100 milioni di abitanti, 54 Paesi, oltre 30 milioni di chilometri quadrati, e migliaia e migliaia di storie ed eventi da raccontare ogni giorno. L’immensità del continente africano e dei suoi protagonisti è ora sugli schermi 24 ore su 24, tutti i giorni. È stato lanciato Africanews, primo canale di informazione pan-africano multilingue dell’Africa sub-sahariana.
Una vera e propria rivoluzione dell’informazione nel continente, dove ogni giorno si copriranno gli avvenimenti africani, ma si porteranno in Africa anche gli eventi internazionali. Un progetto sul modello di Euronews. Quartier generale Congo-Brazzavile. 50 professionisti in sede e 45 corrispondenti.

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L’Africa è pronta, il prossimo Einstein sarà qui

La ricerca ‘Made in Africa’ sta facendo passi da gigante e da qualche anno ha una serie di vetrine per farsi conoscere dal mondo. Si è da poco concluso a Dakar il primo Next Einstein Forum. Obiettivo: portare fuori dall’ombra i giovani scienziati africani. Circa 1.000 i partecipanti, di cui il 50% con un’età al di sotto dei 42 anni. Il prossimo giugno, invece, è in programma a Gaborone, capitale del Botswana, l’Innovation Prize for Africa, arrivato alla sua quinta edizione. Un vero evento pan-africano catalizzatore di idee che mirano a dare contributi concreti allo sviluppo del continente. Contributi africani. Finora l’IPA ha attratto 6.000 innovatori provenienti da 50 Paesi del continente.

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Il femminismo nero che racconta la storia dell’Africa

“Dovremmo essere tutti femministi”, è il titolo dell’ultimo libro della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. “Tutti”, non tutte”, perché un/una femminista è qualcuno che dice: sì c’è un problema di genere oggi e noi dobbiamo risolverlo, noi tutti dobbiamo far meglio. Ma i movimenti delle donne hanno sfumature e colori. Quelli africani, e le loro protagoniste, trascendono i canoni occidentali: esiste infatti un femminismo africano – per quanto a molti possa sembra strano o suonare come una novità. Perché il femminismo non è neutro, non è assoluto, e sarebbe un peccato non conoscerla questa storia nera del femminismo.

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