Africa, emergenza perenne se mancano le libertà fondamentali

L’impressione – in questi giorni di pandemia – è che ci siano due Afriche: quella di cui fa parte una popolazione più o meno privilegiata – politici, classe medio alta, giovani istruiti e connessi alla Rete e un’altra, ampia, fascia di popolazione svantaggiata, vulnerabile. È quella popolazione che vive in slum e baraccopoli ai margini delle metropoli o anche a pochi passi da palazzoni, strade piene di negozi, aree di benessere insomma, e nelle aree rurali. Soprattutto per loro le libertà sono sospese e i diritti annullati. Se il dopo verrà delegato solo a ONG e alla cooperazione la speranza di autonomia degli africani sarà compromessa, ancora una volta.

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“Installate software libero per evitare la censura”

L’appello di Appelbaum, giornalista esperto di tecnologie, sicurezza e crittografia. “Vogliono toglierci le libertà fondamentali”. “Stiamo assistendo al fallimento dei nostri servizi di intelligence che, in tutto il mondo sostengono che la crittografia è un problema. In realtà la minaccia non viene dalla tecnologia o dalla crittografia. Alla base c’è l’intolleranza, la mancanza di apertura e di accoglienza, la paura dell’altro. Oggi c’è una tecnologia che ci aiuta a confermare, garantire, espandere le nostre libertà, Signal e Tor, per esempio”.

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