Catalogna, l’ascesa e il declino del sogno indipendentista

La cronaca internazionale racconta ampiamente di una Spagna colpita dal coronavirus, e ormai poco del fragile equilibrio politico che esiste tra le sue comunità autonome. Ma una situazione è forse lo specchio dell’altra. A tre anni dal referendum di autodeterminazione, che fine hanno fatto i separatisti? Ritratto di un movimento nazionalista in auge ieri, in una impasse oggi, ma che resta un elemento chiave per la comprensione delle dinamiche locali e invita a interrogarsi sul futuro elettorale della regione. Da Barcellona, analisi di un complesso conflitto politico.

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Ecoturismo, la pandemia spinge a bracconaggio e tour virtuali

Il contesto globale sta rivelando le fragilità del turismo ecologico: senza visitatori un intero sistema di guadagno viene a mancare. E in molte delle riserve naturali in Africa, Asia e Sud America, il bracconaggio sta tornando a essere una delle principali fonti di profitto per le popolazioni locali, ma soprattutto per bracconieri di professione. Da questa crisi possono però nascere nuove possibilità, come dimostra il progetto ECOTOUR ideato in Africa Occidentale e che punta allo sviluppo del turismo virtuale. La pandemia porta, dunque, anche a riflettere e a cercare soluzioni alternative di guadagno.

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Sierra Leone, il popolo che reagisce stringendosi alla comunità

Nel Paese africano il distanziamento sociale, necessario per rispondere alla pandemia da Covid-19, risulta quasi impossibile da mettere in pratica. I sierraleonesi sono abituati alla vita comunitaria. La collettività è un modus vivendi, attraverso il quale fronteggiare ogni sorta di difficoltà. In questo momento storico, anche in ragione della cruenta guerra civile vissuta e dell’esperienza Ebola, temono l’insorgere di nuove violenze legate alle misure per contenere l’epidemia. E ancor di più, cercano nella propria comunità la forza per andare avanti.

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Sanzioni economiche e pandemia, come peggiorare la crisi

Cosa c’entrano le misure sanzionatorie con la pandemia? Il legame, purtroppo, esiste e riguarda i diritti fondamentali delle popolazioni. Stati in endemica difficoltà economica e fragilità politico-sociale, quali Iran, Venezuela, Cuba o lo Zimbabwe, potrebbero subire il colpo mortale dal connubio epidemia-sanzioni. Questo a causa soprattutto dell’intransigente politica di pressione USA, che continua a bersagliare i Paesi nemici con misure restrittive economiche e finanziarie. Impedendo, così, l’arrivo di beni di prima necessità, tra cui farmaci e dispositivi per la cura del Covid-19, e inasprendo la spirale di povertà delle nazioni sottoposte a embargo.

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Nere, donne, brasiliane, in azione contro la violenza di genere

Anche per il negazionismo del suo presidente Bolsonaro, il Brasile è oggi l’epicentro del Covid-19 in Sud America. Tuttavia, mentre nessuno era preparato alla pandemia, le attiviste impegnate da anni nelle favelas del Paese sono entrate in azione. Non soltanto per informare sulle misure igieniche e l’accesso agli aiuti finanziari, ma anche per contrastare le violenze domestiche, cresciute in maniera allarmante soprattutto sulle donne povere e di colore, mentre lo Stato latita e le disuguaglianze preesistenti si allargano.

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Come il Covid è diventato pretesto per la violazione dei diritti

Cresce la preoccupazione per la tenuta del sistema internazionale di protezione dei diritti umani nel corso della pandemia in atto. In ogni parte del mondo, eventuali abusi potrebbero essere camuffati da misure necessarie al contrasto della diffussione del coronavirus. Le norme internazionali però parlano chiaro. Nessun provvedimento di limitazione delle libertà fondamentali può inficiare il fulcro stesso dei diritti dell’individuo. Anche perché la direzione autoritaria presa da alcuni Paesi potrebbe trasformarsi in totalitarismo.

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Covid in Africa, ora è il momento della collaborazione tra Stati

Le ripercussioni economiche della pandemia potrebbero essere disastrose per il continente africano. Ma potrebbero anche aprirsi opportunità, per le singole nazioni, per sostenere scambi commerciali, aiutare piccole e medie imprese, rafforzare filiere regionali. La grave crisi sanitaria e finanziaria annunciata – e in parte già visibile – nel continente dovrebbe dunque essere colta come occasione di crescita. Soprattutto in termini di cooperazione regionale, sostenuta attraverso l’iniziativa Area di Libero Scambio Continentale Africana (AfCFTA). Lo spiega Dorothy Tembo, direttore esecutivo ad interim dell’International Trade Centre (ITC).

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Covid, USA: Trump cerca consensi e in 22 mln chiedono sussidi

Con oltre 40.000 decessi e 755.000 contagi gli States sono il Paese più colpito in assoluto dalla pandemia pur rimanendo ancora lontani dal picco dei contagi. In risposta al plateale caos ai vertici, tante le iniziative di base per uscirne che cercano di colmare i vuoti delle amministrazioni. Ma la guerra culturale e politica in atto rischia di trascinarsi a lungo. E mentre il presidente fa campagna elettorale e lancia tweet al grido di “Liberate gli Stati”, milioni di cittadini chiedono il sostegno del fondo disoccupazione per andare avanti.

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Le risposte scandinave al Covid-19, primi nel bene e nel male

Come stanno reagendo i Paesi nordici alla diffusione del coronavirus? Accomunate da un welfare magnanimo e da uno spiccato senso di responsabilità individuale e collettiva, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia si muovono di regola armonicamente. Ma nella gestione di questa pandemia la situazione è diversa. Ogni Stato ha, infatti, adottato misure differenti per limitare i contagi e fronteggiare gli effetti negativi sull’economia. Stoccolma, tuttavia, continua a rifiutare il lockdown totale con conseguenze imprevedibili anche per il resto dell’Europa.

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Africa, emergenza perenne se mancano le libertà fondamentali

L’impressione – in questi giorni di pandemia – è che ci siano due Afriche: quella di cui fa parte una popolazione più o meno privilegiata – politici, classe medio alta, giovani istruiti e connessi alla Rete e un’altra fascia di popolazione svantaggiata, vulnerabile. È quella che vive in slum e baraccopoli ai margini delle metropoli o anche a pochi passi da palazzoni, strade piene di negozi, aree di benessere insomma, e nelle aree rurali. Soprattutto per loro le libertà sono sospese e i diritti annullati. Se il dopo verrà delegato solo a ONG e alla cooperazione la speranza di autonomia degli africani sarà compromessa, ancora una volta.

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