Vaccino Covid-19 in Africa, il pericolo dell'”etica razziale”

La proposta di due medici francesi di avviare la sperimentazione del vaccino per il Covid-19 sugli africani ha scatenato un vespaio e i due hanno fatto marcia indietro. Rimane aperta la motivazione profonda della proposta che riporta a galla la questione dell’ “etica razziale”. Negli anni sono state elaborati Codici e Dichiarazioni per stabilire i principi e i limiti della sperimentazione sugli esseri umani. Tra i principali ci sono il consenso e la chiarezza su eventuali danni e rischi. Se la ricerca e i trial sono indispensabili non si deve dare per scontato che gli esperimenti vengano svolti sui più vulnerabili. Il no dell’OMS.

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Malaria, c’è un vaccino. Già testato su oltre 400 bambini africani

Da alcuni anni va avanti una sperimentazione cominciata in Kenya e Tanzania. Dal 2018 si comincerà con la quarta fase, tre i Paesi selezionati: Kenya, Ghana e Malawi. Già deciso anche il nome del farmaco, una volta in commercio, Mosquirix. L’Africa Sub-Sahariana rimane l’area geografica al mondo più colpita con il 92% dei casi registrati e il 90% delle morti. Gli effetti del vaccino, unico ad essere riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono stati studiati su un “campione” di oltre 400 bimbi in un’età compresa tra i 5 e i 15 mesi. Anche se i risultati sono stati inferiori alle aspettative e non si conoscono gli effetti collaterali, per ora questa rimane l’unica speranza per combattere la malattia.

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