16 Aprile 2024

mortalità materna

Nigeria, diritti delle donne riconosciuti solo sulla carta, non nei fatti

Nonostante le norme internazionali e le leggi della Costituzione nigeriana prevedano la tutela dei diritti delle donne, nel Paese dell’Africa occidentale spesso questi non vengono messi in pratica. Ciò accade in vari campi della sfera pubblica e privata: l’istruzione, la violenza di genere, la politica, la salute materna, le risorse economiche che le donne hanno a disposizione. Il nuovo Governo dovrebbe agire subito per permettere alle cittadine e ai cittadini nigeriani di avere pari opportunità in ogni ambito e far sì che le leggi a tutela delle donne e delle madri vengano applicate davvero.

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Nigeria, 14 anni di prigione per aborto e parti a rischio per le madri

Il recente ribaltamento della sentenza Roe vs Wade ha annullato le leggi federali statunitensi che garantivano l’accesso all’aborto. Nonostante il successivo ordine esecutivo firmato da Biden per porvi rimedio, si sta aprendo la strada a nuove norme che limiteranno la possibilità di interrompere una gravidanza in modo legale e sicuro. In Nigeria, vige da tempo una legge che punisce duramente chi ricorre all’aborto in casi diversi da quelli salvavita. Parallelamente si riscontra un alto tasso di mortalità materna, risultato delle leggi “pro-vita” che invece compromettono la salute e la vita stessa delle donne.

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Ambiente, istituito “meccanismo” globale a tutela dei suoi difensori

La Conferenza delle Parti alla Convenzione di Aarhus ha stabilito la creazione del primo meccanismo internazionale di risposta rapida per la protezione dei difensori della natura. In Benin, il Parlamento ha approvato la legalizzazione dell’aborto con il plauso dei gruppi a tutela delle donne. Sequestro record di droga nel Triangolo d’Oro asiatico. L’ONU traccia un quadro giuridico per lo svolgimento simultaneo delle elezioni parlamentari e presidenziali in Libia. Nuova iniziativa della società civile contro i “killer robots” di impiego bellico.

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La Sierra Leone vince la battaglia sull’Ebola

Dimesso pochi giorni fa l’ultimo ammalato ufficiale di ebola. Si tratta di una donna, Adama Sankoh, il cui figlio era deceduto a Freetown a causa della malattia, e ora, contagiata ma ormai guarita potrà tornare al villaggio in cui vive. Nonostante la gioia di questo momento, la preoccupazione per il futuro rimane elevata.

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Programmi di sviluppo, se ci si aiuta con le proprie forze

Il cambiamento – e la speranza nel cambiamento – non può mai venire dall’esterno, e noi di Voci Globali siamo critici sul ruolo delle ONG e dei vari organismi della comunità internazionale che propongono ricette per i Paesi in via di sviluppo. Alcune volte però non si può che sottolineare il ruolo positivo e il contributo delle ONG locali: il caso di un piccolo ma significativo progetto di Ashanti Development e Mama Ye in Ghana.

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